Sentenza n. 2190/2026 - Roma, Sezione 3T
per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Frosinone n. 546/2024, pubbl. il 20/03/2024, RG n. 3548/2023, passata in giudicato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inottemperanza al giudicato civile che aveva riconosciuto alla ricorrente il diritto a ricevere 500 euro per la Carta elettronica del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto azione di ottemperanza per ottenere l'attuazione della sentenza del Tribunale di Frosinone, sezione lavoro, n. 546/2024, passata in giudicato, che aveva dichiarato il suo diritto a percepire 500 euro a titolo di Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione dei docenti, ai sensi dell'art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015. Ha dedotto l'inadempimento dell'amministrazione e chiesto l'adozione delle misure necessarie per la conformazione al giudicato. Le amministrazioni intimate si sono costituite con atto di stile e non hanno fornito chiarimenti o indicazioni sulla corretta esecuzione della pronuncia civile.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha precisato che, ai sensi dell'art. 112, comma 2, c.p.a., l'ottemperanza è esperibile per ottenere l'attuazione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario e che, quando il titolo proviene dal giudice civile in funzione di giudice del lavoro, il giudizio ha carattere meramente esecutivo: esso è limitato all'accertamento di comportamenti omissivi o elusivi del giudicato, senza integrazione del titolo né nuovi accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione. Rilevato che la ricorrente aveva allegato l'inadempimento e che l'amministrazione non aveva dimostrato l'avvenuta esecuzione né fornito chiarimenti, il Tribunale ha accertato l'inottemperanza e condannato il Ministero a dare esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Ha nominato, per l'eventuale persistente inadempimento, un commissario ad acta individuato nel direttore generale competente del Ministero, con facoltà di delega e senza compenso, da insediarsi per 90 giorni decorrenti dalla scadenza del termine assegnato. Le spese, pari a 800 euro oltre accessori di legge, sono state poste a carico del Ministero, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, c.p.a.
Consente di proporre l'azione di ottemperanza per ottenere l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti equiparati del giudice ordinario, imponendo alla pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato.
art. 1, comma 121, legge n. 107/2015
Costituisce il riferimento normativo per il diritto alla Carta elettronica destinata all'aggiornamento e alla formazione dei docenti, oggetto del giudicato civile da eseguire.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è esperibile per conseguire l'attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, quando l'obbligo di conformazione grava su una pubblica amministrazione.
- Nel giudizio di ottemperanza avente a oggetto una pronuncia del giudice civile in funzione di giudice del lavoro, il sindacato del giudice amministrativo resta confinato all'accertamento dell'inadempimento o dell'elusione del giudicato, senza possibilità di integrare il contenuto del titolo o svolgere nuovi accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
- Quando il privato allega l'inadempimento dell'amministrazione rispetto a un giudicato e l'amministrazione non fornisce chiarimenti né prova dell'avvenuta esecuzione, il giudice può accertare l'inottemperanza e ordinare l'adempimento entro un termine determinato.
- Nel giudizio di ottemperanza, la nomina preventiva di un commissario ad acta è ammissibile per assicurare l'esecuzione effettiva del giudicato in caso di inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione.
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