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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22652/2025 del 17/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte di appello di Napoli (che confermava la condanna del Tribunale per il reato di cui all'art. 648 c.p.). Il ricorrente deduce violazione di legge in relazione all'art. 350 c.p.p. (commi indicati nel ricorso) sostenendo che la condanna si basa sulle dichiarazioni spontanee rese dal nonno, Arena Francesco, raccolte nell'immediatezza dei fatti senza assistenza del difensore e quando quest'ultimo risulterebbe già identificato come soggetto nei cui confronti erano in corso indagini; inoltre contesta che l'accordo di acquisizione (ex art. 493, comma 3 c.p.p.) riguardasse solo la comunicazione della notizia di reato e non l'utilizzabilità/annotazione contenente le dichiarazioni.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la valutazione della Corte di appello: le dichiarazioni di Arena Francesco sono state ritenute pienamente utilizzabili perché l'atto che le contiene è stato acquisito al fascicolo per il dibattimento 'sull'accordo delle parti' e non risultano condizioni o limitazioni espresse imposte dalla difesa al momento dell'acquisizione. La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui gli atti acquisiti su accordo sono utilizzabili, salvo inutilizzabilità 'patologica'. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento in favore della Cassa delle ammende dell'importo di euro 3.000; la parte civile non ha ottenuto la condanna alle spese in quanto non ha formulato specifica domanda in tal senso.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    Norma del codice penale relativa al reato per cui il ricorrente era stato condannato; la sentenza ha mantenuto la condanna per tale fattispecie.

  • art. 350 cod. proc. pen.

    commi indicati nel ricorso (5 e 7) e nel testo si fa riferimento anche al divieto di documentazione/uso nell'immediatezza del fatto

    La Corte ha ritenuto che il divieto di documentazione e utilizzazione di notizie acquisite nell'immediatezza senza difensore non opera per gli atti che siano stati acquisiti al fascicolo per il dibattimento 'sull'accordo delle parti', salvo che l'atto sia affetto da inutilizzabilità 'patologica' o sia stato acquisito contra legem.

  • art. 493, comma 3, cod. proc. pen.

    L'acquisizione al fascicolo per il dibattimento su accordo delle parti rende utilizzabili gli atti così acquisiti ai fini del giudizio, a meno che non vi siano condizioni o limitazioni espresse al momento dell'accordo.

  • art. 514 cod. proc. pen.

    Richiamato in quanto norma che disciplina divieti di lettura; la Corte ha precisato che neanche tali divieti ostano all'utilizzabilità degli atti acquisiti su accordo, salvo l'ipotesi di inutilizzabilità patologica.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna per spese e prevede il pagamento a titolo di ammenda; applicata per condannare il ricorrente al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende per aver proposto un ricorso ritenuto inammissibile per colpa.

  • art. 153 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata indirettamente: la parte civile ha diritto alla liquidazione delle spese solo se formula specifica domanda di condanna alla rifusione; l'assenza di tale domanda ha impedito la liquidazione d'ufficio a favore della parte civile.

  • Cass. n. 44926/2023 (Bianchini)

    Principio di diritto richiamato: gli atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero e acquisiti, sull'accordo delle parti, al fascicolo per il dibattimento sono utilizzabili ai fini della decisione, salvo inutilizzabilità 'patologica' o acquisizione contra legem.

  • Altra giurisprudenza citata

    Sez. 4 n. 14074/2024 (Cafarelli), Sez. 2 n. 26209/2017 (Panetta), Sez. 5 n. 12445/2005 (Di Stadio), Sez. 6 n. 19271/2022 (Palmeri)

    Supportano il principio che le dichiarazioni autoaccusatorie spontanee rese nell'immediatezza dei fatti sono utilizzabili se l'atto che le contiene è stato acquisito al dibattimento su accordo delle parti e non sono state poste limitazioni all'utilizzabilità.

Massime di principio

  • Le dichiarazioni spontanee rese nell'immediatezza dei fatti possono essere utilizzate in dibattimento se l'atto che le contiene è stato acquisito al fascicolo per il dibattimento 'sull'accordo delle parti', a meno che non sussista una inutilizzabilità 'patologica' o l'acquisizione sia avvenuta contra legem.
  • La difesa che intenda precludere l'utilizzabilità di un atto acquisito per accordo deve formulare espressamente e documentare i limiti o le condizioni al momento dell'acquisizione; senza tale documentazione l'atto si considera acquisito a pieno titolo.
  • I divieti di lettura o di utilizzazione previsti da specifiche norme (es. art. 350 o art. 514 c.p.p.) non impediscono automaticamente l'utilizzabilità di atti acquisiti su accordo, salvo che non emerga una causa di inutilizzabilità patologica.
  • Chi propone ricorsi infondati o manifestamente inammissibili può essere condannato non solo alle spese processuali ma anche al pagamento di somme a titolo di ammenda (art. 616 c.p.p.); va quindi valutato il rischio sanzionatorio prima di proporre impugnazioni deboli.
  • La parte civile deve espressamente chiedere la condanna della controparte alla rifusione delle spese per poter ottenere la liquidazione delle stesse; l'assenza di tale domanda impedisce l'intervento d'ufficio.

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