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Sentenza

Sentenza n. 9938/2026 - Roma, Sezione 3

per l'annullamento - della determina della Provincia di Viterbo del 31 dicembre 2025 prot. n. 3045 relativa alla approvazione dello stralcio finale del progetto esecutivo limitatamente al cavidotto mt 30 kv di connessione alla RTN - rif. autorizzazione unica adottata con d.d.r.g. n. 178 del 1° febbraio 2024 - a favore di Solar Energy Sedici s.r.l., per la costruzione ed esercizio di un impianto fotovoltaico a terra nel comune di Ischia di Castro (VT), potenza nominale definitiva di 46.645,76 kwp, e relative opere connesse ed infrastrutture indispensabili nel comune di Tuscania (VT), con conseguente autorizzazione allo scavo ed utilizzo del suolo pubblico al fine del passaggio del cavidotti di connessione dei propri progetti agrovoltaici con la rete elettrica nazionale.

Giustizia amministrativa202603570

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: approvazione dello stralcio finale del progetto esecutivo di un impianto fotovoltaico, limitatamente alla posa del cavidotto interrato MT 30 kV e alla relativa autorizzazione allo scavo e all'utilizzo del suolo pubblico

Esito

IRRICEVIBILITA

Favorevole al resistente (provincia)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente, titolare di un progetto agrivoltaico già autorizzato, ha impugnato il provvedimento provinciale che approvava lo stralcio finale del progetto di un impianto fotovoltaico della controinteressata, sostenendo che l'amministrazione non avesse considerato le prescrizioni del Comune di Canino. Tali prescrizioni avrebbero imposto, quale presupposto dell'autorizzazione allo scavo, la realizzazione di un'unica trincea in coordinamento con la ricorrente. Secondo la ricorrente, l'esecuzione del provvedimento avrebbe consumato lo spazio fisico disponibile nel sottosuolo stradale, rendendo impossibile la posa del proprio cavidotto già autorizzato e, quindi, la realizzazione del progetto. La Provincia e la controinteressata hanno eccepito l'irricevibilità del ricorso per tardivo deposito, deducendo l'applicabilità del rito accelerato relativo agli interventi PNRR e del termine dimidiato di quindici giorni previsto dall'art. 119, comma 2, c.p.a.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. e ha accolto l'eccezione preliminare di irricevibilità, senza esaminare le censure sostanziali rivolte contro il provvedimento provinciale. Il ricorso è stato notificato il 27 febbraio 2026 e depositato il 24 marzo 2026, oltre il termine di quindici giorni applicabile. Il provvedimento impugnato riguardava espressamente un progetto realizzato con contributi PNRR per la transizione energetica e la sostenibilità ambientale; perciò risultava applicabile il rito accelerato previsto dall'art. 12-bis del d.l. n. 68/2022, convertito nella l. n. 108/2022, con il dimezzamento dei termini processuali richiamato dall'art. 119, comma 2, c.p.a. Il termine di deposito del ricorso rientra tra quelli soggetti a dimezzamento, non essendo compreso nelle eccezioni previste dalla norma e risultando coerente con la finalità acceleratoria del rito. Il TAR ha escluso anche la rimessione in termini per errore scusabile, non dedotta dalla ricorrente e comunque priva dei presupposti. Il ricorso è stato quindi dichiarato irricevibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. a), c.p.a. La ricorrente è stata condannata a rifondere le spese, liquidate in euro 2.000,00 ciascuno in favore della Provincia e della controinteressata, oltre accessori se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata all'esito dell'udienza camerale, quando ne ricorrono i presupposti e le parti siano state previamente avvisate.

  • art. 119, comma 2, c.p.a.

    Il termine per il deposito del ricorso è dimezzato da trenta a quindici giorni nel rito applicabile alla controversia; il termine di deposito rientra tra quelli soggetti a dimezzamento, mentre la notifica del ricorso di primo grado è esclusa dalle riduzioni previste.

  • art. 12-bis d.l. n. 68/2022, convertito nella l. n. 108/2022

    Prevede l'accelerazione dei giudizi amministrativi relativi a interventi PNRR e richiama, per quanto rilevante, l'applicazione del rito e dei termini accelerati previsti dall'art. 119 c.p.a.

  • art. 35, comma 1, lett. a), c.p.a.

    Imponendo la declaratoria di irricevibilità del ricorso, costituisce la base normativa della decisione per tardivo deposito.

Massime di principio

  • Quando il provvedimento impugnato riguarda un progetto finanziato con contributi PNRR, il rito accelerato previsto dall'art. 12-bis del d.l. n. 68/2022, convertito nella l. n. 108/2022, comporta l'applicazione del termine dimidiato previsto dall'art. 119, comma 2, c.p.a., salvo le eccezioni espressamente stabilite dalla legge.
  • Nel rito accelerato applicabile ai giudizi PNRR, il termine per il deposito del ricorso di primo grado è soggetto a dimezzamento da trenta a quindici giorni; la riduzione riguarda il deposito, mentre la notifica del ricorso di primo grado resta esclusa dalle abbreviazioni previste dall'art. 119, comma 2, c.p.a.
  • Il termine per il deposito del ricorso è un termine processuale soggetto ad abbreviazione ai sensi dell'art. 119, comma 2, c.p.a., poiché il deposito instaura il rapporto processuale tra le parti e l'autorità giudiziaria e la sua anticipazione realizza la finalità acceleratoria del rito.
  • La tardività del deposito del ricorso determina l'irricevibilità ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. a), c.p.a.; la rimessione in termini per errore scusabile non è concedibile in assenza dei relativi presupposti e, comunque, non può essere disposta sulla base di un errore scusabile neppure dedotto dalla parte.

Come è indicizzato

MaterieImpianti da fonti rinnovabiliGrandi opere e infrastrutture strategicheTermini e notificazione del ricorso
RamiEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardività

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