Cassazione Penale, Sentenza n. 50662/2023 del 19/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Questione relativa alla determinazione della competenza territoriale per il delitto di appropriazione indebita aggravata commesso da un sub-agente: si doveva stabilire se la consumazione del reato e quindi la competenza territoriale vadano individuate nel luogo in cui l'agente ha posto in essere l'atto appropriativo (attività di conclusione dei contratti svolta in Monza) ovvero nel luogo in cui la persona offesa ha avuto conoscenza della volontà dell'agente di fare proprio il bene (sede legale della società preponente a Segrate, nel circondario di Milano). Il P.M. a Milano, non avendo elementi certi sul luogo di consumazione, aveva trasmesso gli atti a Monza applicando il criterio suppletivo della residenza dell'imputato; la difesa ha eccepito incompetenza territoriale del GUP di Monza richiedendo il Tribunale di Milano, richiamando orientamenti che collegano la consumazione alla conoscenza da parte della persona offesa.
La decisione
La Corte ha ritenuto ammissibile il rinvio pregiudiziale e ha affermato che il delitto di appropriazione indebita è reato istantaneo e si consuma nel luogo in cui si realizza la condotta appropriativa (atto di dominio sulla cosa con volontà di tenerla come propria). Ha precisato che la conoscenza della persona offesa può rilevare quando la restituzione dipende dalla volontà del proprietario (e allora la consumazione può coincidere con il momento della richiesta e del rifiuto), ma non separa un principio generale contrario: in linea generale il luogo di consumazione è quello dell'atto appropriativo. Alla luce di ciò la Corte ha dichiarato la competenza territoriale del Tribunale di Monza, ha disposto la trasmissione degli atti all'autorità giudiziaria remittente e ha incaricato la cancelleria degli adempimenti previsti dall'art. 24‑bis, comma 4, c.p.p.
Norme richiamate
art. 24‑bis cod. proc. pen.
Norma che disciplina il rinvio pregiudiziale del giudice dell'udienza preliminare alla Corte in materia di competenza; applicata per risolvere il contrasto giurisprudenziale sulla competenza territoriale
art. 8 cod. proc. pen.
Principio generale per la determinazione della competenza per luogo della consumazione del reato; utilizzato per individuare il criterio primario di competenza territoriale
art. 9 cod. proc. pen.
Regola suppletiva per l'individuazione della competenza territoriale quando non è possibile stabilire il luogo della consumazione; applicata dalla P.M. nel corso delle indagini quando non erano emersi elementi certi
art. 1809 cod. civ.
Citato dalla giurisprudenza come esempio di rapporto in cui la restituzione è dovuta a termine; utile a distinguere i casi in cui la consumazione avviene al verificarsi del mancato rimborso alla scadenza
Massime di principio
- Il reato di appropriazione indebita è, in linea di principio, reato istantaneo: si consuma nel momento in cui l'agente compie un atto di dominio sulla cosa con la volontà di tenerla come propria, e pertanto il luogo di consumazione è il luogo in cui quell'atto appropriativo è stato materialmente realizzato
- La conoscenza della persona offesa della volontà appropriativa rileva ai fini della determinazione del momento (e talvolta del luogo) della consumazione solo quando la restituzione dipende dalla manifestazione di volontà del proprietario (es. nei casi in cui il titolo che legittima il possesso viene meno solo su richiesta o risoluzione), e in tali ipotesi la consumazione può coincidere con la comunicazione del rifiuto di restituire
- Per stabilire la competenza territoriale occorre valutare la natura del rapporto giuridico e le condizioni di restituzione previste dal rapporto (termine per la riconsegna, vincoli di destinazione, limiti della procura o mandato), perché da ciò dipende se l'atto appropriativo si realizza al momento dell'uso o trasferimento del bene o solo successivamente alla richiesta di restituzione
- Se non è possibile stabilire con certezza il luogo in cui si è realizzato l'atto appropriativo, si applicano le regole suppletive dell'art. 9 c.p.p., in particolare il luogo di residenza dell'imputato
- Prassi operativa consigliata: 1) analizzare il contenuto contrattuale e i limiti del possesso conferito; 2) individuare il fatto materialmente appropriativo (trasferimento, disposizione, mancato versamento entro termine); 3) determinare se la restituzione dipende da manifestazione del proprietario; 4) se il luogo del fatto non è determinabile, applicare art. 9 c.p.p. (residenza dell'imputato)
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 19 dic 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 50480/2023 del 19/12/2023
- Sentenza penale · 19 dic 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 50484/2023 del 19/12/2023
- Sentenza penale · 19 dic 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 50485/2023 del 19/12/2023
- Sentenza penale · 19 dic 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 50486/2023 del 19/12/2023
- Sentenza penale · 19 dic 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 50487/2023 del 19/12/2023
- Sentenza penale · 19 dic 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 50488/2023 del 19/12/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →