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Ordinanza

Ordinanza n. 2027/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del diniego dell’istanza di concessione della cittadinanza (K10/-OMISSIS-;

Giustizia amministrativa202202331

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana. Il TAR, nell'ambito della calendarizzazione della causa per le udienze di smaltimento dell'arretrato, ha rilevato che, pur essendo stata confermata la persistenza dell'interesse a ricorrere, la causa non risultava ancora matura per la decisione. In particolare, non era stata depositata dal ricorrente parte della documentazione richiamata nelle osservazioni presentate ai sensi dell'art. 10-bis della legge n. 241/1990. Il Collegio ha inoltre ritenuto necessario acquisire dall'Amministrazione una relazione di chiarimenti sulle specifiche circostanze di fatto dedotte nelle osservazioni.

La decisione

Il TAR non ha definito il merito del ricorso contro il diniego di cittadinanza. Ha disposto, a carico di entrambe le parti, gli incombenti istruttori: il ricorrente dovrà completare la documentazione indicata nelle osservazioni ex art. 10-bis l. 241/1990 e il Ministero dell'Interno dovrà fornire una relazione di chiarimenti sulle circostanze di fatto dedotte. È stato assegnato termine fino al 10 aprile 2026 ed è stata fissata una camera di consiglio istruttoria per il 15 aprile 2026. La decisione è stata adottata anche in considerazione della necessità di verificare la maturità della causa per la decisione, nel rispetto degli impegni connessi al PNRR e dei limiti ai rinvii previsti dagli artt. 72-bis e 73, comma 1-bis, c.p.a.

Norme richiamate

  • artt. 65, 66 e 67 c.p.a.

    Disposizioni richiamate quale base per gli incombenti istruttori e la gestione della trattazione.

  • art. 72-bis c.p.a.

    Richiamato con riguardo al divieto di rinvio, salvo eccezionali motivi, nel contesto della trattazione delle cause soggette alle udienze di smaltimento dell'arretrato.

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    Richiamato insieme all'art. 72-bis c.p.a. in relazione ai limiti al differimento della trattazione.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Le osservazioni presentate in sede di preavviso di rigetto costituiscono il riferimento per la documentazione non integralmente depositata dal ricorrente e per le circostanze di fatto sulle quali il Ministero deve fornire chiarimenti.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Posto a fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, quale fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando il giudice amministrativo deve calendarizzare una causa nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato, la verifica della persistenza dell'interesse a ricorrere non è sufficiente: occorre anche accertare che la causa sia matura per la decisione.
  • Se la documentazione richiamata dal ricorrente nelle osservazioni al preavviso di rigetto non è stata integralmente depositata, il giudice può disporre un incombente istruttorio per acquisirla, contestualmente richiedendo all'amministrazione una relazione sui fatti specificamente dedotti.
  • Il divieto di rinvio applicabile alle cause soggette alle udienze di smaltimento dell'arretrato impone di disporre tempestivamente gli incombenti istruttori necessari quando la causa non sia ancora matura per la decisione.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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