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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42123/2023 del 16/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma della condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale. Si denunciava: (1) nullità della procedura e violazione del diritto di difesa per la nomina, all'udienza del 28/06/2017, del difensore di ufficio (Avv. Marco Talini) nonostante la rinuncia dello stesso all'incarico e la contestuale nomina di un nuovo difensore di fiducia (Avv. Massimo Rossi); (2) inutilizzabilità delle prove assunte in quella udienza (deposizioni dei testi e esame dell'imputato), inclusa la rinuncia all'escussione di una testimone da parte del difensore di ufficio; (3) vizio di motivazione sulla responsabilità per bancarotta, sostenendo che le somme distratte erano state destinate a finanziare un'altra società e che il dissesto successivo non era prevedibile; (4) mancato espletamento di una perizia contabile ai sensi dell'art. 603 c.p.p. per verificare le distrazioni contestate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittima la nomina del difensore di ufficio anche se si trattava del professionista che aveva appena rinunciato, salvo concreta incompatibilità non emersa nel caso concreto. Ha osservato che il nuovo difensore di fiducia era stato contattato e non aveva chiesto termini o sollevato impedimenti, che il difensore di ufficio aveva svolto effettivamente l'attività difensiva proponendo questioni e controesaminando, e che l'imputato non aveva eccepito. Di conseguenza le prove raccolte nell'udienza del 28/06/2017 sono state ritenute utilizzabili. Sul merito, la Corte ha confermato l'esistenza di indici di fraudolenza (depauperamento della fallita senza adeguata controprestazione, destinazione di gran parte delle somme a beneficiaria riconducibile al prevenuto, registrazioni contabili ingannevoli e voci 'spese personali' non giustificate), per cui la condotta integra il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale. Ha inoltre escluso la rilevanza, ai fini della cassazione, della mancata perizia contabile, ritenendo che la perizia sia mezzo neutro la cui omissione non è sindacabile in cassazione come prova decisiva ai sensi dell'art. 606 c.p.p., comma 1, lett. d). Infine ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 178, lett. c) c.p.p.

    Invocata dal ricorrente per eccepire nullità processuali; la Corte non ha ravvisato nullità derivante dalla nomina del difensore di ufficio e dunque nulla è stata ritenuta sussistente in base a questa norma nel caso concreto.

  • art. 107 c.p.p.

    Riferimento al diritto di difesa e ai poteri del giudice in ordine alla regolarità del procedimento; la Corte ha ritenuto che il diritto di difesa non fosse stato leso concretamente.

  • art. 108 c.p.p.

    Richiamato in relazione alla tutela del diritto di difesa; interpretato insieme agli altri profili procedurali per escludere pregiudizio derivante dalla nomina del difensore di ufficio.

  • art. 6 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo

    Invocato per la garanzia del giusto processo; la Corte ha ritenuto che non si fosse verificata violazione del diritto a un processo equo perché mancava una concreta situazione di incompatibilità o un pregiudizio per la difesa.

  • art. 97 c.p.p.

    Norma che disciplina la nomina del difensore d'ufficio; la Corte ha confermato la legittimità della designazione, anche del medesimo professionista che aveva rinunciato, salvo che sussista concreta incompatibilità tale da pregiudicare la difesa.

  • art. 603 c.p.p.

    Norma sulla perizia; il ricorrente aveva chiesto accertamento contabile ai sensi di questa disposizione. La Corte ha ritenuto che, alla luce degli elementi già acquisiti, la perizia fosse irrilevante e la sua omissione non idonea a fondare la cassazione.

  • art. 606, comma 1, lett. d) c.p.p.

    Norma che individua i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui la mancata perizia, essendo mezzo neutro non decisivo, non costituisce motivo ammissibile di cassazione ai sensi di questa lettera.

  • art. 495, comma 2 c.p.p.

    Richiamato indirettamente nella valutazione delle prove: la Corte ha sottolineato che l'art. 495, comma 2, riguarda le prove a discarico decisive e che la perizia, non essendo prova a disposizione delle parti, non rientra in quella categoria sindacabile in cassazione.

Massime di principio

  • La nomina di un difensore d'ufficio può essere legittima anche se il professionista ha appena rinunciato all'incarico, salvo che sussista una concreta incompatibilità in grado di pregiudicare la difesa: l'onere di dimostrare l'incompatibilità grava sulla parte che la invoca.
  • Se il difensore di fiducia già contattato non chiede termini, non oppone impedimenti e non eccepisce all'udienza, l'assenza materiale del nuovo difensore di fiducia non determina automaticamente la nullità degli atti svolti in quella udienza.
  • Le deposizioni rese e l'esame dell'imputato in udienza sono utilizzabili se non emerge un pregiudizio concreto del diritto di difesa; la mera circostanza formale della sostituzione del difensore non è di per sé sufficiente a renderle inutilizzabili.
  • In tema di bancarotta fraudolenta per distrazione, la valutazione del dolo e della pericolosità del fatto si fonda sulla ricerca di indici di fraudolenza (destinazione delle somme, assenza di controprestazioni, registrazioni contabili ingannevoli, legami con imprese beneficiarie).
  • La richiesta di perizia contabile è rimessa alla valutazione del giudice: l'omissione di una perizia, considerata mezzo di prova neutro, non costituisce di per sé motivo di cassazione salvo che la perizia sarebbe stata indispensabile e decisiva per la decisione, circostanza che va adeguatamente dimostrata.

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