Cassazione Penale, Sentenza n. 12234/2024 del 25/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte di Appello di Roma che aveva confermato le condanne per traffico di stupefacenti (art. 73, comma 4, d.p.r. 309/90 - capo A), detenzione illegale di arma da fuoco (capo B) e ricettazione (capo C) e aveva revocato solo la sanzione accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici. Nel ricorso per cassazione sono stati dedotti tre motivi: 1) vizio di motivazione sulla responsabilità concorrente di Claudio Bernardo Herrera Zuniga, contestando che egli abbia fornito efficacia causale o contributo agevolatore al proposito criminoso; 2) violazione di legge in relazione al riconoscimento dell'aggravante di cui all'art. 80, lett. d), d.lgs. 309/90, sostenendo che l'arma era stata rinvenuta nel vano ascensore e mancasse prova della detenzione consapevole; 3) violazione per omissione dell'applicazione dell'istituto di cui all'art. 545-bis c.p.p. (pena sostitutiva per pene detentive non superiori a 4 anni).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per difetto di ammissibilità dei motivi e per mancata specificità prevista dagli artt. 581, comma 1, e 591, comma 1, lett. c), c.p.p., oltre che manifestamente infondati. In particolare ha ritenuto insindacabile l'accertamento di fatto del giudice d'appello secondo cui Claudio aveva fornito un contributo consapevole occultando i dieci panetti di hashish e l'arma; ha confermato che il fucile e due cartucce furono ritrovati sul piano superiore della cabina dell'ascensore insieme al borsone con nove panetti di hashish, luogo accessibile con la chiave in possesso della Terenzi e privo di prove di accesso da parte di terzi; ha altresì ritenuto legittima la decisione del giudice di appello di non applicare misure sostitutive (art. 545-bis) alla luce della storia criminale degli imputati e della inidoneità delle misure a garantire rieducazione e prevenire recidiva. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, d.l. n.137 del 2020 conv. in l. n.176 del 2020
procedura prevista per il rito e le forme processuali
Rilevata la forma procedurale cui si è attenuto il giudice; menzionata come dato procedurale senza altra incidenza sostanziale sul merito
art. 73, comma 4, d.p.r. 309/90
riferito al traffico di sostanze stupefacenti (capo A)
La Corte ha confermato la condanna per il reato di traffico di stupefacenti basandosi sugli accertamenti probatori compiuti in sede di merito
art. 80, lett. d), d.lgs. 309/90
aggravante contestata in relazione al rinvenimento dell'arma
L'aggravante è stata ritenuta applicabile poiché il giudice d'appello ha valutato che la detenzione dell'arma fosse consapevole alla luce delle circostanze del rinvenimento e della disponibilità della chiave da parte della Terenzi
art. 545-bis c.p.p.
pena sostitutiva di pena detentiva non superiore a quattro anni
La Corte di Appello ha motivatamente escluso l'applicazione di misure sostitutive valutando la storia criminale degli imputati e il rischio di recidiva; tale valutazione è insindacabile in Cassazione se adeguatamente motivata
artt. 581, comma 1, e 591, comma 1, lett. c), c.p.p.
requisiti di ammissibilità e specificità dei motivi di ricorso per cassazione
I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili perché i motivi proposti non erano consentiti o privi della necessaria specificità e precisione richiesta per la Cassazione
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non sindaca valutazioni di fatto adeguatamente motivate dal giudice di merito: i rilievi devono riguardare profili di legge o vizi motivazionali specifici per essere ammissibili
- Per contestare la responsabilità concorrente occorre allegare e dimostrare elementi che rendano evidente l'assenza di contributo causale o di consapevolezza; mere affermazioni generiche sono inammissibili
- L'applicazione di aggravanti (es. art. 80 d.lgs. 309/90) richiede che il giudice di merito abbia valutato le circostanze del rinvenimento e la disponibilità materiale/chiavi: la mancanza di prova della "consapevole detenzione" deve essere documentata concretamente per superare la valutazione del giudice d'appello
- L'omissione di applicare misure sostitutive (art. 545-bis c.p.p.) è valutabile in base alla pena edittale, alla storia criminale e al rischio di recidiva; giudizi prudenziali motivati del giudice di merito sono difficilemente riformabili in Cassazione
- I motivi di cassazione devono rispettare i requisiti di specificità e pertinenza sostanziale previsti dagli artt. 581 e 591 c.p.p.; in mancanza, il ricorso viene dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato alle spese e a sanzioni pecuniarie
- Quando la disponibilità di un luogo (es. vano ascensore accessibile con chiave) risulta dai fatti accertati, la ricostruzione della responsabilità per occultamento di cose illecite può fondarsi su tale elemento anche in assenza di prova diretta di 'presa in mano' dell'arma
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