Sentenza n. 675/2026 - Brescia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimenti prefettizi che limitavano la vendita dei biglietti per una partita di Serie C ai soli residenti nel Comune ospitante, con divieto per i residenti nel restante territorio della provincia, nonché atti presupposti dell’Osservatorio nazionale e del CASMS
Esito
Favorevole al resistente (autorità di pubblica sicurezza)
La controversia
Il ricorrente, residente in un Comune della provincia di Brescia e titolare di un abbonamento della società ospitante, ha impugnato i provvedimenti prefettizi del 7 e del 9 aprile 2026, gli atti dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive e del CASMS e le note del Questore relativi alla partita Lumezzane-Union Brescia dell’11 aprile 2026. Ha contestato il divieto di acquisto dei biglietti imposto ai residenti nei Comuni di Brescia e Salò e poi esteso ai residenti nell’intero territorio provinciale, chiedendo in sede cautelare la sospensione della misura o, in subordine, l’adozione di misure organizzative idonee a consentire la presenza del pubblico locale. Il TAR, con decreto monocratico, aveva consentito al solo ricorrente di assistere alla partita, ritenendo sussistente l’estrema urgenza e non pregiudizievole per la sicurezza pubblica l’accesso di un singolo spettatore, ma senza estendere la misura ad altri soggetti e lasciando impregiudicata la fondatezza delle censure di merito.
La decisione
Il ricorrente ha successivamente dichiarato di non avere più interesse alla decisione di merito, chiedendo la compensazione delle spese; la difesa erariale ha accettato. Il TAR ha quindi dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse. Il giudice ha precisato che tale dichiarazione precludeva qualsiasi verifica sulla fondatezza delle censure, anche ai fini della soccombenza virtuale. Le spese di giudizio sono state compensate. Il precedente decreto monocratico è stato riprodotto soltanto per evidenziarne il carattere peculiare e per evitare che costituisse un significativo precedente, senza che ciò comportasse una decisione sul merito della legittimità dei provvedimenti impugnati.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti.
Il TAR ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata dopo avere sentito le parti in camera di consiglio.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
La sopravvenuta carenza d’interesse comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso; il testo applica tale regola nel dispositivo, pur senza richiamare espressamente il comma.
Massime di principio
- Quando il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione di merito e tale dichiarazione è accettata dall’amministrazione resistente, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse.
- La sopravvenuta carenza d’interesse impedisce al giudice amministrativo di esaminare la fondatezza delle censure, anche al solo fine di determinare la soccombenza virtuale, salvo che sussistano specifiche ragioni per una diversa decisione consentita dall’ordinamento.
- Una misura cautelare monocratica può essere accordata esclusivamente nei limiti dell’interesse concreto e personale del richiedente e non può produrre effetti generalizzati a favore di altri soggetti destinatari del provvedimento impugnato.
- Nelle controversie relative a limitazioni dell’accesso a manifestazioni sportive, la tutela cautelare urgente deve bilanciare l’interesse individuale dello spettatore con le prevalenti esigenze di ordine e sicurezza pubblica; l’accesso di un singolo soggetto può essere autorizzato quando, in concreto, non risulti idoneo a pregiudicare tali esigenze.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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