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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27658/2025 del 28/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza che ha rigettato la richiesta di riesame del decreto con cui il P.M. ha convalidato il sequestro probatorio dell'autocarro targato DR862KZ, sostenendo: (i) insufficiente o assente motivazione circa la finalità probatoria del vincolo e l'insussistenza del fumus commissi delicti; (ii) errata applicazione della normativa in quanto il Tribunale avrebbe motivato il mantenimento del sequestro evocando un diverso titolo di reato (art. 259 d.lgs. n. 152/2006) rispetto a quello contestato (art. 256 d.lgs. n. 152/2006); (iii) mancata valutazione del periculum in mora o motivazione apparente in ordine a tale requisito.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto legittimo il sequestro probatorio convalidato dal P.M. e la motivazione data dal Tribunale del riesame, rilevando che: i fatti (autocarro colto a scaricare rifiuti in una discarica abusiva di rilevanti proporzioni) costituiscono notizia di reato determinata e non inverosimile; la convalida e il decreto hanno indicato, anche se sinteticamente, la finalità investigativa (accertamenti tecnici su materiale e mezzo) sufficiente per garantire il controllo di legalità; il fumus richiesto per il sequestro probatorio richiede solo probabilità ragionevole della commissione del reato nella sua materialità, non la dimostrazione della colpevolezza; l'eventuale errore del Tribunale nell'applicare l'art. 259 (confisca obbligatoria) è qualificato come errore non decisivo che non invalida l'apprensione del bene a fini probatori. Sono state altresì rigettate le censure sul periculum in mora. I ricorrenti sono condannati alle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 152 del 2006, art. 256

    Titolo di reato contestato (illecito nello smaltimento/abbandono di rifiuti); la Corte valuta la sussistenza del fumus in relazione agli elementi descritti (scarico e presenza di discarica abusiva).

  • d.lgs. n. 152 del 2006, art. 259

    Norma che prevede, tra l'altro, la possibilità di confisca del mezzo utilizzato; la Corte osserva che il Tribunale ha richiamato questa norma ma che l'eventuale errore di qualificazione non incide sulla legittimità del sequestro probatorio originario.

  • cod. proc. pen., art. 354

    Regola il sequestro probatorio operato dalla polizia giudiziaria e la relativa convalida; la Corte ricorda che, dopo la convalida del P.M., il giudice del riesame controlla la giustificazione del sequestro e la sussistenza delle esigenze probatorie, ma non i presupposti d'urgenza coperti dalla convalida.

  • cod. proc. pen., art. 324, comma 7

    Prevede limiti alla restituzione dei beni quando vi sono effetti che rendono impossibile la restituzione; citato in relazione all'impossibilità di restituzione qualora sussista la confisca obbligatoria prevista dalla normativa ambientale.

  • cod. proc. pen., art. 335

    "la rappresentazione di un fatto, determinato e non inverosimile, riconducibile in ipotesi a una fattispecie incriminatrice"

    Definizione di notizia di reato: la Corte ricorda che la convalida del sequestro può fondarsi su una notizia di reato che soddisfi i requisiti di determinatezza, non inverosimilità e riconducibilità all'ipotesi incriminatrice.

  • cod. proc. pen., art. 325

    Disciplina il ricorso per cassazione contro ordinanze su misure cautelari; la Corte ricorda che il sindacato è limitato alla sola "violazione di legge" (mancanza o apparente motivazione) e non può estendersi a sindacati di merito non consentiti.

  • cod. proc. pen., art. 321

    Norma sulle esigenze cautelari personali; la Corte precisa che per il sequestro probatorio non rilevano le esigenze cautelari di cui all'art. 321 ma unicamente le esigenze probatorie.

  • Cost., art. 111, comma terzo

    Richiamata per affermare che il decreto di convalida non è atto destinato a sostituirsi all'imputazione formale e non richiede esposizione compiuta dell'accusa; è sufficiente la spiegazione delle ragioni dell'atto.

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio richiede il "fumus" della commissione materiale del reato (probabilità ragionevole), non la prova della colpevolezza del singolo.
  • La convalida del sequestro da parte del P.M. può essere motivata anche in modo sintetico, purché indichi la finalità investigativa e consenta il controllo di legalità; il giudice del riesame verifica la giustificazione del vincolo ma non può sostituirsi al P.M. nelle scelte investigative non indicate.
  • La mancanza di una motivazione completa nel decreto di convalida è censurabile solo se assente o meramente apparente: il sindacato in Cassazione è limitato a violazioni di legge (mancanza/meramente apparente motivazione).
  • Eventuali errori di qualificazione giuridica operati dal giudice del riesame (es. richiamo a norma diversa) non necessariamente invalidano l'apprensione del bene se le esigenze probatorie sottostanti sono adeguatamente motivate dal P.M.
  • Per il sequestro probatorio non è necessario fissare un termine di durata nel decreto originario; un protrarsi ingiustificato nel tempo può invece legittimare successivamente la richiesta di revoca.
  • La notizia di reato su cui si fonda la convalida deve risultare determinata, non inverosimile e astrattamente riconducibile a una fattispecie incriminatrice; se sussistono tali requisiti, è legittimo adottare misure volte ad assicurare la prova.

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