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Sentenza

Sentenza n. 1426/2026 - Palermo, Sezione 2

Giustizia amministrativa202401456

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del permesso di costruire per il recupero abitativo di un seminterrato, oltre al preavviso di rigetto

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego comunale relativo all’istanza di permesso di costruire per il recupero volumetrico a fini abitativi di un seminterrato, deducendo: violazione degli artt. 3 e 10-bis l. 241/1990, dell’art. 97 Cost. e del contraddittorio procedimentale, per l’introduzione nel provvedimento finale di motivi ulteriori rispetto a quelli indicati nel preavviso di rigetto; violazione e falsa applicazione dell’art. 5, comma 1, lett. d), punto 4, l.r. n. 16/2016 e dell’art. 36 d.P.R. n. 380/2001, sostenendo che il punto 4 dovesse applicarsi autonomamente dal punto 1 della medesima disposizione; difetto dei presupposti, difetto di istruttoria e manifesta illogicità, poiché l’istanza riguardava esclusivamente il recupero abitativo ai sensi del punto 4 e non opere di ristrutturazione edilizia ai sensi del punto 1; ulteriore difetto di istruttoria e illogicità quanto ai rilievi sulla destinazione d’uso e sull’abitabilità/agibilità delle unità immobiliari; erronea valutazione della difformità tra l’altezza indicata nella relazione tecnica e quella risultante dal titolo edilizio in sanatoria. Il seminterrato era stato legittimato mediante concessione edilizia in sanatoria rilasciata ai sensi della l. n. 47/1985.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto decisivi il secondo e il terzo motivo, affermando che l’art. 5, comma 1, lett. d), l.r. n. 16/2016 deve essere interpretato letteralmente e sistematicamente: il n. 1 individua il genus degli interventi di recupero volumetrico a fini abitativi e i numeri successivi ne disciplinano specifiche species. Il n. 4, relativo anche ai seminterrati, non è quindi autonomo, ma deve essere letto congiuntamente al n. 1 e alle disposizioni dei nn. 6 e 7. Ne consegue che, per il recupero abitativo di un seminterrato, si applicano anche i requisiti del n. 1, compresa la limitazione secondo cui sono ammessi soltanto immobili realizzati in forza di regolare titolo edilizio, inclusi quelli regolarizzati mediante sanatoria ordinaria ex art. 36 d.P.R. n. 380/2001, ma non quelli oggetto di condono edilizio. Poiché il seminterrato era stato regolarizzato mediante concessione edilizia in sanatoria ai sensi della l. n. 47/1985, il permesso richiesto non poteva essere rilasciato. Il giudice ha quindi ritenuto sufficiente tale autonoma ragione ostativa e ha dichiarato superfluo esaminare gli ulteriori motivi, concernenti l’ampliamento della motivazione rispetto al preavviso di rigetto, la destinazione d’uso, l’agibilità e la diversa altezza indicata negli elaborati. Nulla sulle spese, stante la mancata costituzione del Comune.

Norme richiamate

  • art. 5, comma 1, lett. d), l.r. n. 16/2016

    “le opere di recupero volumetrico ai fini abitativi dei sottotetti, delle pertinenze, dei locali accessori, degli interrati e dei seminterrati e degli ammezzati aventi altezza minima di m. 2,20 esistenti alla data del 31 dicembre 2023, purché realizzati in forza di regolare titolo edilizio alla medesima data, inclusi quelli regolarizzati attraverso sanatorie edilizie, rilasciate ai sensi dell’articolo 36 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380”

    Il n. 1 costituisce la disposizione generale sugli interventi di recupero volumetrico, mentre il n. 4 disciplina una specifica fattispecie relativa, tra l’altro, ai seminterrati. I due numeri devono essere letti cumulativamente; pertanto il recupero di un seminterrato è soggetto anche al requisito del regolare titolo edilizio previsto dal n. 1. Sono ammesse le opere regolarizzate con sanatoria ordinaria ex art. 36 d.P.R. n. 380/2001, ma non quelle oggetto di condono edilizio.

  • art. 36 d.P.R. n. 380/2001

    La disposizione individua l’accertamento di conformità richiamato dall’art. 5, comma 1, lett. d), l.r. n. 16/2016 quale forma di sanatoria ordinaria compatibile con il recupero abitativo previsto dalla norma regionale.

  • art. 10-bis l. n. 241/1990

    La questione relativa all’eventuale introduzione nel provvedimento finale di motivi ulteriori rispetto al preavviso di rigetto non è stata esaminata, perché il diniego risultava già legittimamente fondato sull’inapplicabilità della disciplina regionale agli immobili condonati.

  • l. n. 47/1985

    La concessione edilizia in sanatoria rilasciata ai sensi della l. n. 47/1985 è stata qualificata come condono edilizio e, in quanto tale, non consente l’accesso al recupero abitativo disciplinato dall’art. 5, comma 1, lett. d), l.r. n. 16/2016.

Massime di principio

  • Nella disciplina regionale del recupero volumetrico a fini abitativi, la disposizione generale che individua il genus degli interventi e i requisiti di ammissibilità deve essere letta congiuntamente alle disposizioni successive che regolano le singole species di immobili o interventi.
  • Il recupero abitativo di seminterrati previsto dall’art. 5, comma 1, lett. d), n. 4, l.r. n. 16/2016 non costituisce una fattispecie autonoma rispetto al n. 1 della medesima disposizione, ma è soggetto anche ai requisiti e alle limitazioni stabiliti dalla disposizione generale.
  • Ai fini del recupero abitativo previsto dalla normativa regionale, è ammesso l’immobile regolarizzato mediante accertamento di conformità ai sensi dell’art. 36 d.P.R. n. 380/2001, mentre è escluso l’immobile originariamente abusivo e successivamente legittimato mediante condono edilizio, trattandosi di istituti diversi per presupposti e natura.
  • Quando il provvedimento amministrativo contiene una motivazione plurima e una delle ragioni addotte è autonomamente sufficiente a sorreggere il diniego, il giudice può limitarsi a esaminare tale ragione e prescindere dalle ulteriori censure rivolte alle motivazioni concorrenti.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziSanatoria e condono edilizioPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaPartecipazione procedimentalePrincipio di legalità e tipicità

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