Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11390/2024 del 19/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'Appello di Messina che aveva confermato la condanna di Raffaele Palumbo per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e aveva riconosciuto la responsabilità amministrativa della Palumbo S.p.A. ai sensi del d.lgs. n.231/2001 per il periodo e i fatti indicati. Le doglianze principali di Raffaele Palumbo riguardavano: 1) la mancata prova che il 'grit' esausto provenisse effettivamente dai cantieri Palumbo (analisi comparativa e bilanci di massa); 2) la carenza probatoria e la manifesta illogicità della motivazione nel ritenere il ruolo di promotore/organizzatore (art.416 c.p.) e nell'attribuire il dolo specifico finalizzato al profitto; 3) l'erronea qualificazione giuridica dei fatti (confusione tra inquinamento e disastro ambientale ex art.434 c.p.); 4) vizi nella quantificazione del profitto e nella valutazione delle attenuanti e della pena; 5) eccezione nuova di prescrizione del reato associativo. La Palumbo S.p.A. impugnava in particolare: 1) la valutazione dei "bilanci di massa" e l'omessa valutazione delle fatture e delle destinazioni del grit; 2) l'attribuzione alla società della qualifica di "produttore" o detentore; 3) la sussistenza del reato presupposto per la responsabilità amministrativa ex d.lgs. 231/2001 (temporalità di entrata in vigore delle fattispecie inserite nel catalogo 231, esigibilità dei modelli organizzativi, inesistenza dell'interesse o vantaggio per l'ente); 4) l'assenza o l'idoneità dei modelli 231 adottati e la violazione delle regole di imputazione dell'ente (colpa di organizzazione).

La decisione

La Corte di Cassazione ha deciso come segue: 1) Per Raffaele Palumbo: ha ritenuto fondata l'eccezione di estinzione per prescrizione del reato di associazione per delinquere (art.416 c.p.) — termine prescrizionale calcolato con maggiorazioni e sospensioni porta all'estinzione al 20/02/2023 — e ha annullato senza rinvio la condanna per quel reato. Di conseguenza la decisione impugnata è annullata senza rinvio quanto al residuo reato 416 per prescrizione; la Cassazione ha tuttavia esaminato i motivi nel merito (art.578 c.p.p.) e ha rigettato le doglianze principali sulla prova e motivazione; ha confermato le statuizioni civili e ha condannato l'imputato a rifondere le spese di rappresentanza e difesa della parte civile WWF Italia. 2) Per la Palumbo S.p.A.: la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza quanto all'illecito amministrativo contestato nel capo 11 nella parte relativa ai reati di cui ai capi 5 e 9 (art.6 d.l. n.172/2008) perché quei reati non rientrano nel catalogo dei reati-presupposto di cui al d.lgs. 231/2001 (quindi il fatto non sussiste come illecito amministrativo ai fini 231). Quanto ai residui illeciti amministrativi contestati nella stessa voce capo 11 in relazione ai reati di cui ai capi 1 e 2 (associazione e traffico illecito di rifiuti), la Cassazione ha ritenuto necessario un nuovo giudizio e ha annullato con rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Messina per nuovo giudizio su quegli aspetti, anche alla luce delle precisazioni sul campo temporale di applicazione delle norme 231. 3) Sul piano interpretativo la Corte ha richiamato e ribadito principi: onere del detentore di rifiuto di acquisire informazioni idonee alla corretta qualificazione (codice CER) e alla valutazione della pericolosità; possibilità di concorso fra reato di associazione per delinquere e delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (non rapporto di specialità); delimitazione temporale e tassativa delle fattispecie che possono essere considerate reati-presupposto ai fini del d.lgs. 231/2001 (art.24-ter applicabile dal 8/8/2009; art.25-undecies dal 16/8/2011); necessità di dimostrare interesse o vantaggio dell'ente e la colpa di organizzazione per configurare la responsabilità amministrativa dell'ente.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen.

    È il reato di associazione per delinquere; la Cassazione ha annullato la condanna per questo reato nei confronti di Raffaele Palumbo perché estinto per prescrizione; la Corte ha comunque valutato che la sussistenza dell'associazione non si esclude automaticamente per la presenza del reato ambientale e che i due reati possono concorrere.

  • art. 260 d.lgs. n.152/2006 (oggi art. 452-quaterdecies c.p.)

    Delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti: la Cassazione ribadisce che è reato abituale che richiede pluralità di operazioni e organizzazione di mezzi; può concorrere con l'art.416 c.p. in assenza di rapporto di specialità; la corretta attribuzione del codice CER e la gestione dolosa con codice errato sono elementi rilevanti per la sussistenza del reato.

  • art. 434 cod. pen.

    Delitto di disastro ambientale: la Corte ha ritenuto che il disastro può essere anche "lento" e pluriennale quando comporti potenziale contaminazione diffusa e pericolo per la pubblica incolumità, e non solo un evento istantaneo.

  • d.lgs. n.231/2001, art. 24-ter

    introdotto dalla legge n.94 del 2009, entrata in vigore l'8/8/2009

    Introduce la responsabilità amministrativa dell'ente per reati di criminalità organizzata; ai fini della responsabilità dell'ente occorre che il reato preso a riferimento sia tra quelli espressamente inseriti nel catalogo alla data di commissione.

  • d.lgs. n.231/2001, art. 25-undecies

    inserito con efficacia dal 16/8/2011 (d.lgs. n.121/2011)

    Inserisce i reati ambientali nel catalogo dei reati-presupposto per la responsabilità degli enti; la Corte ricorda che solo i reati commessi dopo l'entrata in vigore possono essere valutati ai fini della responsabilità dell'ente in relazione a tale articolo.

  • art. 183, comma 1, lett. f), d.lgs. n.152/2006

    Norma sul concetto di "produttore" o "detentore" del rifiuto: la Cassazione richiama il principio per cui il detentore ha l'onere di acquisire informazioni idonee a qualificare il rifiuto e attribuirgli il codice CER corretto.

  • art. 6 d.l. n.172/2008 (convertito)

    Prevede specifiche fattispecie penali per la gestione dei rifiuti in zone sottoposte a stato di emergenza; la Corte ha precisato che queste fattispecie non rientrano nel catalogo dei reati-presupposto della responsabilità amministrativa dell'ente (231/2001) e pertanto non possono fondare responsabilità 231.

  • art. 15 cod. pen.

    Principio di ne bis in idem sostanziale: discusso nel ricorso ma la Cassazione ha ritenuto infondate le censure specifiche perché i reati in questione hanno diversa oggettività giuridica.

  • art. 43 cod. pen.

    Riguarda il dolo; la Corte ha chiarito che per l'art.416 c.p. conta il fine comune dell'associazione e che il profitto può essere il movente ma non necessariamente il dolo specifico richiesto per l'associazione.

  • artt. 5, 6, 7, 11, 12 d.lgs. n.231/2001

    Principi sulla responsabilità dell'ente, onere della prova dell'accusa, colpa di organizzazione, modelli di organizzazione e criteri sanzionatori: la Corte richiama che per la responsabilità dell'ente occorre prova dell'interesse o vantaggio e della colpa di organizzazione; modelli idonei possono escludere la responsabilità se adeguati e attuati.

Massime di principio

  • Prescrizione: quando il reato di associazione per delinquere è stato ritenuto cessato in una data anteriore al maturare del termine prescrizionale maggiorato, la sentenza di condanna può essere annullata senza rinvio per estinzione del reato; va calcolato con attenzione il termine base, gli aumenti e i periodi di sospensione.
  • Qualificazione del rifiuto e codice CER: il detentore del rifiuto ha l'onere di acquisire informazioni adeguate per qualificare correttamente il rifiuto; l'utilizzo intenzionale di un codice CER erroneo per finalità di aggiramento delle norme di smaltimento può costituire elemento probatorio decisivo per i reati ambientali.
  • Concorso di reati ambientali e associazione: i reati ex art.260 d.lgs.152/2006 (oggi 452-quaterdecies c.p.) e art.416 c.p. possono concorrere, non essendovi rapporto di specialità automatico; tuttavia la configurazione dell'associazione richiede prove dell'organizzazione stabile e della partecipazione consapevole al programma criminoso.
  • Responsabilità degli enti (d.lgs.231/2001): è tassativa la verifica dei reati-presupposto alla data di commissione; per imputare responsabilità all'ente occorre dimostrare l'interesse o il vantaggio dell'ente e la 'colpa di organizzazione' (mancanza o inidoneità dei modelli 231 e la loro attuazione). Modelli organizzativi adottati e attuati possono ridurre o escludere la responsabilità dell'ente se dimostrata la loro efficacia.
  • Prova tecnica e bilanci di massa: in cause ambientali è importante produrre e far valutare bilanci di massa, analisi comparate e perizie di laboratorio; tuttavia i giudici possono ritenere decisivi elementi documentali e testimoniali (formulari di trasporto, dichiarazioni, sequestri) anche in assenza di analisi comparative definitive.
  • Ambito temporale delle norme 231: in controversie che coinvolgono reati introdotti successivamente alla condotta contestata, verificare sempre le date di entrata in vigore delle specifiche fattispecie del catalogo 231 per valutare se possano costituire reati-presupposto ai fini della responsabilità amministrativa.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.