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Sentenza

Sentenza n. 64/2026 - Potenza, Sezione 1

per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia - del provvedimento dirigenziale di disdetta dell’atto di obbligazione per l’assegnazione della rivendita ordinaria -OMISSIS- e della relativa chiusura emessa dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli - Ufficio dei monopoli- sezione operativa territoriale di Potenza, sede -OMISSIS-, n. -OMISSIS- del 18 marzo 2025; - della nota prot. n. -OMISSIS- del 18.03.2025; - di ogni altro atto presupposto, connesso e comunque consequenziale, ancorché di data e tenore sconosciuto, che incida sfavorevolmente sulla posizione giuridica del ricorrente.

Giustizia amministrativa202500154

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Basilicata, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di disdetta dell’atto di obbligazione per l’assegnazione di una rivendita ordinaria di generi di monopolio e di chiusura della rivendita

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione concedente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, titolare della rivendita dal 2021 e della ricevitoria del lotto, ha impugnato il provvedimento con cui l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha disposto la disdetta dell’atto di obbligazione relativo alla rivendita e la relativa chiusura. La misura traeva origine dalla precedente revoca della concessione della ricevitoria del lotto, adottata per omessi versamenti dei proventi del gioco per complessivi € 200.037,70, ritenuti dall’Amministrazione una grave irregolarità lesiva del vincolo fiduciario. Il ricorrente ha dedotto la violazione e falsa applicazione degli artt. 6, 13 e 18 della legge n. 1293/1957 e dell’art. 28 del d.P.R. n. 1074/1958, nonché dell’art. 97 Cost., sostenendo che la decadenza dalla rivendita non potesse considerarsi conseguenza automatica della revoca della ricevitoria. Secondo il ricorrente, l’Amministrazione avrebbe dovuto svolgere una valutazione autonoma e discrezionale, poiché l’omesso versamento dei proventi del lotto non riguardava direttamente la gestione dei generi di monopolio e non erano state contestate specifiche irregolarità nella gestione della rivendita. Sono stati inoltre dedotti eccesso di potere per difetto di istruttoria, carenza di motivazione, illogicità e ingiustizia manifesta. Nel corso del giudizio cautelare l’istanza di sospensione era stata rigettata per carenza di sufficiente fumus boni iuris.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso, ritenendo infondate congiuntamente le censure. Ha interpretato gli artt. 6, 13 e 18 della legge n. 1293/1957 nel senso che le cause di esclusione previste per i rapporti con l’Amministrazione dei monopoli si applicano anche alle rivendite di generi di monopolio e comportano la decadenza dalla gestione quando si verifichi una delle condizioni previste dalla legge. L’art. 93 del d.P.R. n. 1074/1958 contempla inoltre la decadenza dalla concessione tra le cause di cessazione della gestione. La decadenza dalla rivendita è stata quindi qualificata come atto dovuto e conseguenziale rispetto alla decadenza da altra concessione statale, nella quale rientra la ricevitoria del gioco del lotto. Il potere dell’Amministrazione è vincolato e richiede soltanto l’accertamento della sussistenza della condizione soggettiva prevista dalla legge; non è necessaria una nuova ponderazione discrezionale degli interessi né la contestazione di specifiche irregolarità nella gestione della rivendita. Il giudice ha inoltre ritenuto adeguata la motivazione dell’atto nella parte in cui richiamava il venir meno del rapporto fiduciario con l’Amministrazione, reputandolo idoneo a incidere anche sugli altri rapporti concessori in essere. Il ricorrente è stato condannato alla rifusione delle spese di lite, liquidate in € 2.000,00 oltre accessori di legge, se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 6, comma 1, n. 9, legge n. 1293/1957

    non può gestire un magazzino chi sia stato rimosso dalla qualifica di gestore, coadiutore o commesso di un magazzino o di una rivendita, ovvero da altre mansioni inerenti a rapporti con l'Amministrazione dei monopoli di Stato, se non siano trascorsi almeno cinque anni dal giorno della rimozione

    La disposizione individua una condizione soggettiva ostativa alla gestione, applicabile anche quando la precedente rimozione riguardi altra concessione o mansione inerente ai rapporti con l’Amministrazione dei monopoli.

  • art. 13 legge n. 1293/1957

    La ricorrenza di una causa di esclusione prevista dall’art. 6 comporta la decadenza dalla gestione.

  • art. 18 legge n. 1293/1957

    Le disposizioni dell’art. 6, richiamate dall’art. 13, si applicano anche alle rivendite di generi di monopolio.

  • art. 93 d.P.R. n. 1074/1958

    La decadenza dalla concessione costituisce causa di cessazione della gestione.

  • art. 97 Cost.

    Il riferimento costituzionale è stato ritenuto non ostativo all’esercizio vincolato del potere di decadenza.

Massime di principio

  • La decadenza dalla titolarità di una rivendita ordinaria di generi di monopolio, prevista dagli artt. 6, 13 e 18 della legge n. 1293/1957, costituisce atto dovuto e conseguenziale quando il titolare sia decaduto da altra concessione statale rientrante nei rapporti con l’Amministrazione dei monopoli, inclusa la concessione relativa a una ricevitoria del gioco del lotto.
  • In presenza della condizione soggettiva ostativa prevista dalla legge, l’Amministrazione esercita un potere vincolato, limitato all’accertamento della sussistenza del presupposto di fatto, senza dover compiere una nuova ponderazione discrezionale degli interessi pubblici e privati.
  • La decadenza da una concessione statale per gravi irregolarità nella gestione può determinare il venir meno del rapporto fiduciario anche rispetto ad altri rapporti concessori intrattenuti dal medesimo soggetto con l’Amministrazione, giustificandone la caducazione consequenziale.

Come è indicizzato

MaterieLicenze e autorizzazioni di poliziaAutotutela
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazioneDifetto di istruttoria

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