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Sentenza

Sentenza n. 2643/2026 - Milano, Sezione 5

per l'annullamento e/o la declaratoria di nullità dei decreti: 1069-469-1269 del 27 settembre 2023 con l'allegato 1 dove si dichiara la non ammissione al cofinanziamento per la costruzione di alloggi per studenti universitari finanziati con fondi del PNRR in concessione dell'istanza cautelare con riammissione in graduatoria utile delle domande di finanziamento presentate per un importo di 66,6 milioni di euro con conseguente utile collocazione in graduatoria.

Giustizia amministrativa202401246

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Decreti ministeriali che hanno dichiarato la non ammissione al cofinanziamento PNRR per la costruzione di alloggi destinati a studenti universitari

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato i decreti ministeriali con i quali il Ministero dell’Università e della Ricerca non ha ammesso al cofinanziamento PNRR le domande presentate per la costruzione di alloggi per studenti universitari, chiedendo l’annullamento o la declaratoria di nullità degli atti, nonché, in sede cautelare, la riammissione in graduatoria utile delle domande relative a un finanziamento complessivo di 66,6 milioni di euro. Il giudizio è stato fissato in camera di consiglio ai sensi dell’art. 72-bis c.p.a. Poiché l’amministrazione intimata non si è costituita, il Collegio ha assegnato ai ricorrenti un termine di sette giorni per depositare la prova del perfezionamento della notificazione del ricorso, mediante messaggi PEC in formato ".eml" o ".msg" corredati dalle ricevute di accettazione e di avvenuta consegna. I ricorrenti non hanno fornito il deposito richiesto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che non era stata fornita la prova della notificazione del ricorso al Ministero intimato. La mancata produzione, entro il termine assegnato, dei messaggi PEC e delle relative ricevute impediva di verificare il perfezionamento della notifica e quindi la regolare instaurazione del contraddittorio. Il Collegio non ha esaminato le censure sostanziali rivolte contro la non ammissione al finanziamento. Non è stata adottata alcuna pronuncia sulle spese, poiché l’amministrazione intimata non si era formalmente costituita.

Norme richiamate

  • art. 72-bis c.p.a.

    La disposizione è stata applicata per la trattazione del ricorso in camera di consiglio secondo il rito previsto per le controversie cui essa si riferisce.

  • art. 74 c.p.a.

    Il provvedimento è pronunciato in forma semplificata, come indicato in epigrafe.

Massime di principio

  • Nel giudizio amministrativo, quando l’amministrazione intimata non si costituisce, il ricorrente deve comunque fornire la prova del perfezionamento della notificazione del ricorso nei suoi confronti.
  • La mancata produzione, entro il termine assegnato dal giudice, dei messaggi PEC in formato idoneo e delle ricevute di accettazione e di avvenuta consegna impedisce di verificare la regolare notificazione del ricorso e comporta l’inammissibilità dello stesso.
  • L’inammissibilità derivante dalla mancata prova della notificazione impedisce l’esame dei motivi sostanziali dedotti contro il provvedimento amministrativo.

Come è indicizzato

MaterieTermini e notificazione del ricorsoDecisione e riti speciali
RamiProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardività

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