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Parere

Parere n. 1237/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario, con istanza di sospensiva, proposto dall’avvocato Gaetano Massimo Sardo e dalla signora Luciana De Matteo contro il Comune di Roma Capitale per l’annullamento della Determinazione Dirigenziale n. 1470, emessa in data 9 ottobre 2014 e notificata in data 22 ottobre 2014, con la quale si è provveduto nei loro confronti, quali proprietari dell'immobile sito in Roma, Via Panisperna, n. 75, “all'annullamento della concessione edilizia in sanatoria n. 290212 del 9 dicembre 2002, relativa all'istanza di sanatoria prot. n. 87/119362/003, presentata in data 16 gennaio 1986 dalla soc. Turismo Auto a r.l. per l'avvenuta realizzazione di abusi edilizi siti in Via Panisperna nr. 75, consistenti nella realizzazione di un locale con destinazione ad uso commerciale derivato da un frazionamento; l'immobile è distinto al C.N.E.U. al foglio n. 487 particella n. 156".

Giustizia amministrativa202500925

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che il nuovo titolo edilizio in sanatoria rilasciato da Roma Capitale abbia pienamente soddisfatto l'interesse sostanziale perseguito dai ricorrenti. Ne consegue la cessazione della materia del contendere e, sul piano processuale, l'improcedibilità del ricorso. La domanda cautelare è stata dichiarata assorbita, non essendovi più un interesse attuale alla sospensione dell'efficacia dell'atto impugnato.

Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione della determinazione dirigenziale n. 1470 del 9 ottobre 2014, notificata il 22 ottobre 2014, con cui Roma Capitale aveva annullato una concessione edilizia in sanatoria relativa a un immobile sito in Roma, Via Panisperna n. 75.

Esito

IMPROCEDIBILITA

La questione giuridica

I ricorrenti hanno chiesto l'annullamento, previa sospensione cautelare, della determinazione con cui Roma Capitale aveva annullato la concessione edilizia in sanatoria n. 290212 del 9 dicembre 2002, relativa alla sanatoria di un abuso edilizio consistente nella realizzazione di un locale commerciale derivato da frazionamento. Sono stati dedotti: I) eccesso di potere per irragionevolezza, sviamento e difetto di motivazione, violazione dei principi di proporzionalità e buon andamento, nonché violazione e falsa applicazione degli artt. 1, 3 e 21-nonies della l. 241/1990, anche in riferimento all'art. 97 Cost. e all'art. 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; II) violazione e falsa applicazione degli artt. 1, 3, 7 e seguenti della l. 241/1990. Nel corso del procedimento, Roma Capitale ha rilasciato una nuova concessione edilizia in sanatoria, recante lo stesso numero, che annulla e sostituisce quella precedentemente caducata.

Osservazioni

Cessazione della materia del contendere

Il rilascio, successivamente alla proposizione del ricorso, di un nuovo titolo edilizio in sanatoria che annulla e sostituisce quello precedentemente annullato determina la piena soddisfazione dell'interesse sostanziale dei ricorrenti e comporta la cessazione della materia del contendere.

Domanda cautelare

La domanda di sospensione cautelare è assorbita in conseguenza della definizione del giudizio per cessazione della materia del contendere.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Qualora nel corso del giudizio la pretesa del ricorrente risulti pienamente soddisfatta, il giudice dichiara cessata la materia del contendere.

    La piena soddisfazione della pretesa del ricorrente nel corso del giudizio impone la declaratoria di cessazione della materia del contendere, con conseguente improcedibilità del ricorso.

  • art. 1 l. 241/1990

    Richiamato dai ricorrenti a sostegno delle censure di violazione dei principi generali dell'azione amministrativa.

  • art. 3 l. 241/1990

    Richiamato dai ricorrenti in relazione alla motivazione del provvedimento impugnato.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    Richiamato dai ricorrenti in relazione all'annullamento d'ufficio della concessione edilizia in sanatoria.

  • artt. 7 e seguenti l. 241/1990

    Richiamati dai ricorrenti in relazione alle garanzie di partecipazione procedimentale.

  • art. 97 Cost.

    Richiamato dai ricorrenti in relazione al principio di buon andamento dell'azione amministrativa.

  • art. 41 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

    Richiamato dai ricorrenti in relazione al diritto a una buona amministrazione.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un ricorso straordinario, l'amministrazione adotta un nuovo provvedimento che annulla e sostituisce quello impugnato e soddisfa pienamente l'interesse sostanziale del ricorrente, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per cessazione della materia del contendere.
  • La cessazione della materia del contendere presuppone la piena soddisfazione della pretesa sostanziale azionata, non il mero venir meno dell'interesse processuale per ragioni diverse.
  • La sopravvenuta piena soddisfazione dell'interesse del ricorrente rende assorbita la domanda cautelare, poiché non sussiste più un'effettiva esigenza di sospendere l'efficacia dell'atto impugnato.

Impugnazione dell'annullamento di una concessione edilizia in sanatoria

Il parere riguarda un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da due proprietari contro Roma Capitale. Il ricorso aveva a oggetto la determinazione dirigenziale n. 1470 del 9 ottobre 2014, con cui era stata annullata la concessione edilizia in sanatoria n. 290212 del 9 dicembre 2002, relativa a un abuso edilizio realizzato in un immobile sito in Roma, Via Panisperna n. 75.

Motivi del ricorso

I ricorrenti hanno dedotto due gruppi di censure:

  • eccesso di potere per irragionevolezza, sviamento e difetto di motivazione, violazione dei principi di proporzionalità e buon andamento, nonché violazione e falsa applicazione degli artt. 1, 3 e 21-nonies della l. 241/1990, dell'art. 97 Cost. e dell'art. 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;
  • violazione e falsa applicazione degli artt. 1, 3, 7 e seguenti della l. 241/1990, in relazione alle regole generali dell'azione amministrativa e alla partecipazione procedimentale.

È stata inoltre proposta istanza di sospensione cautelare dell'efficacia dell'atto impugnato.

Sopravvenienza nel corso del procedimento

Nel corso del procedimento, Roma Capitale ha rilasciato una nuova concessione edilizia in sanatoria, recante lo stesso numero del titolo precedente e datata 10 aprile 2015. Il nuovo titolo annulla e sostituisce la concessione del 9 dicembre 2002, precedentemente caducata.

Valutazione del Consiglio di Stato

La Sezione ha ritenuto che il nuovo titolo edilizio abbia determinato la piena soddisfazione dell'interesse sostanziale perseguito dai ricorrenti. La sopravvenienza non si è quindi limitata a modificare formalmente l'atto impugnato, ma ha assicurato il bene della vita cui il ricorso era diretto.

Ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., quando nel corso del giudizio la pretesa del ricorrente risulta pienamente soddisfatta, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere. Tale esito comporta, nel caso esaminato, l'improcedibilità del ricorso straordinario.

Domanda cautelare e conclusioni

La domanda cautelare è stata dichiarata assorbita, poiché il rilascio del nuovo titolo edilizio ha eliminato l'attualità dell'interesse alla sospensione dell'efficacia della determinazione impugnata.

Il Consiglio di Stato ha pertanto espresso il parere che il ricorso debba essere dichiarato improcedibile per cessazione della materia del contendere, con assorbimento della domanda cautelare.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAutotutelaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTutela cautelareAutotutela decisoria

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