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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 00903/2026 del 09/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorsi deducono violazione di legge e vizio di motivazione nella valutazione del compendio probatorio. Si sostiene che la condanna si fondi esclusivamente sulle dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia (Calogero Riggio, Salvatore Riggio, Giuseppe Anello) affette da contraddizioni rilevanti: discrepanze sulla presenza di Gaspare Marazzotta nel garage, sulla vettura usata per attirare la vittima, sugli orari in cui la vittima è stata vista, sulla disponibilità del garage attribuito al Marchese e sulla tempistica/operatività dell'autoricambi del figlio di Anello. Si lamenta inoltre l'assenza di riscontri esterni individualizzanti e si contesta il diniego delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi e, ricostruendo il quadro, ha confermato la decisione del giudice di rinvio che aveva ritenuto responsabile Carlo Marchese come concorrente materiale nell'omicidio di Pirrello (ucciso mediante strangolamento). La Corte ha ritenuto attendibili le dichiarazioni dei collaboratori nella loro convergenza sui fatti essenziali, ha qualificato come marginali le contraddizioni circa dettagli accessori, ha valorizzato riscontri fattuali e pregresse condanne e ha giudicato corretta la decisione di negare le attenuanti generiche alla luce del gravissimo curriculum criminale e della natura mafiosa del fatto.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza Cassazione — principio della "doppia pronuncia conforme"

    Sez. 5, n. 38139 del 13/09/2024, C., Rv. 288174 – 02; Sez. 5, n. 6552 del 24/11/2020, dep. 2021, Costantino, Rv. 280671 – 01

    La Corte afferma che, quando il giudizio di rinvio porta a una condanna conforme a quella di primo grado nonostante una intervenuta assoluzione annullata dalla Cassazione, si configura la figura della "doppia pronuncia conforme" che consolida la condanna originaria.

  • Giurisprudenza Cassazione — poteri del giudice del rinvio

    Sez. 1, n. 5517 del 30/11/2023 dep. 2024, Lombardi, Rv. 285801 – 02; Sez. 5, n. 38139 del 13/09/2024, C., Rv. 288174 – 03

    Il giudice del rinvio ha pieni poteri di cognizione e può rivalutare l'intero compendio probatorio, non essendo vincolato ai soli punti indicati nella sentenza di annullamento.

  • Valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia (principio giurisprudenziale)

    La Corte valorizza la "convergenza del molteplice": dichiarazioni di più collaboratori che convergono sui fatti essenziali possono compensare contraddizioni su aspetti marginali; va distinto il peso delle conoscenze dirette da quelle de relato.

Massime di principio

  • La convergenza di più dichiarazioni indipendenti sui fatti essenziali rafforza la prova anche se permangono contraddizioni su dettagli accessori.
  • Il giudice del rinvio ha piena libertà di rivalutare il materiale probatorio: non è vincolato a limitarsi ai profili indicati nella sentenza di annullamento.
  • Contraddizioni tra testi devono essere valutate nella loro rilevanza rispetto al nocciolo del fatto: divergenze su circostanze marginali non annichiliscono automaticamente la credibilità complessiva dei collaboratori.
  • Le dichiarazioni "de relato" hanno minor peso rispetto a quelle "dirette"; il giudice deve motivare come integra o svaluta le fonti indirette.
  • La presenza di riscontri fattuali (anche indiretti, es. ubicazione del veicolo, individuazione materiale del luogo) e il quadro di precedenti penali possono rafforzare la valutazione di attendibilità e la qualificazione del ruolo dell'imputato.
  • Il diniego di attenuanti generiche è giustificabile quando emerge un gravissimo curriculum criminale e la straordinaria efferatezza o la natura mafiosa del reato.
  • In casi simili, le difese dovrebbero mirare a: 1) evidenziare l'assenza di riscontri individualizzanti; 2) dimostrare che le contraddizioni colpiscono il nucleo essenziale; 3) fornire prove documentali o testimoniali nuove e specifiche per neutralizzare la "convergenza" dei collaboratori.

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