Cassazione Penale, Sentenza n. 39379/2025 del 04/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Conflitto negativo di competenza relativo alla richiesta di autorizzazione, nell'interesse di Michele Zito (in regime di differimento pena con detenzione domiciliare a Gioia Tauro), a partecipare ai colloqui periodici organizzati dal Serd di Polistena. Il Magistrato di sorveglianza di Napoli si è ritenuto territorialmente incompetente e ha sollevato conflitto contro il Magistrato di sorveglianza di Catanzaro, il quale in precedenza si era dichiarato incompetente trasmettendo gli atti a Napoli, determinando una situazione di stasi procedimentale.
La decisione
La Corte dichiara ammissibile il conflitto e, nel merito, afferma la competenza del Magistrato di sorveglianza di Reggio Calabria (luogo di residenza del condannato e luogo di esecuzione della misura). La decisione si fonda sull'applicazione dell'art. 677 cod. proc. pen. (comma 2) e sulle disposizioni regolamentari (d.P.R. 230/2000, artt. 97 comma 7 e 100 comma 5) secondo cui, quando l'interessato non è detenuto, la competenza appartiene al magistrato del luogo di residenza/domicilio o del luogo di effettiva esecuzione della pena alternativa. Gli atti devono essere immediatamente trasmessi al Magistrato di sorveglianza di Reggio Calabria.
Norme richiamate
art. 28 cod. proc. pen.
Norma che disciplina la devoluzione del conflitto di competenza alla Corte di cassazione; utilizzata per inquadrare la procedura di rimessione degli atti alla Corte
art. 30 cod. proc. pen.
Rinvio procedurale relativo al conflitto di competenza e alla sua trattazione da parte della Corte
art. 47-ter, comma 1-ter, l. n. 354/1975 (Ord. pen.)
Norma che disciplina il differimento della pena nelle forme della detenzione domiciliare e l'ambito applicativo della misura alternativa nel caso di specie (ammissione del condannato al differimento della pena)
art. 677 cod. proc. pen.
«quando l'interessato non è detenuto o internato, la competenza, se la legge non dispone diversamente, appartiene al tribunale o al magistrato di sorveglianza che ha giurisdizione sul luogo in cui l'interessato ha la residenza o il domicilio»
Regola generale di competenza territoriale del magistrato di sorveglianza: applicata per determinare che la competenza spetta al magistrato del luogo di effettiva esecuzione della misura (residenza/domicilio dell'interessato)
d.P.R. 30 giugno 2000, n. 230, art. 97, comma 7
Disposizione regolamentare richiamata per l'individuazione del magistrato competente nel luogo in cui prosegue l'esecuzione della misura alternativa
d.P.R. 30 giugno 2000, n. 230, art. 100, comma 5
Ulteriore norma regolamentare che integra i criteri di individuazione del magistrato competente per l'esecuzione delle misure alternative
art. 56 legge 30 novembre 1981, n. 689 (richiamata tramite giurisprudenza)
Richiamata dalla Corte nella giurisprudenza citata: individua il magistrato di sorveglianza territorialmente competente nel luogo dell'effettiva esecuzione della pena sostitutiva, anche se diverso dall'ufficio che ha emesso l'ordinanza
art. 71, comma 1, lett. c), d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (modifica normativa citata)
Richiamo normativo nella giurisprudenza che conferma l'orientamento circa l'individuazione del magistrato competente nel luogo di effettiva esecuzione della misura
Massime di principio
- Quando l'interessato non è detenuto, la competenza del magistrato di sorveglianza si determina, in via primaria, con riferimento al luogo di residenza o di domicilio dell'interessato (art. 677 c.p.p., comma 2).
- Se la misura alternativa viene eseguita in luogo diverso rispetto a quello che ha emesso l'ordinanza ammissiva, la competenza spetta al magistrato del luogo di effettiva esecuzione della misura (applicazione pratica degli artt. 97 e 100 del d.P.R. 230/2000).
- In caso di rifiuto concorrente o di determinazioni contrastanti da parte di più uffici di sorveglianza, il conflitto negativo di competenza è ammissibile e va devoluto alla Corte di cassazione per risoluzione, onde evitare stasi procedimentali (art. 28 e 30 c.p.p.).
- La competenza territoriale non si radica semplicemente nell'ufficio che ha emesso l'ordinanza ammissiva alla misura alternativa, ma nel luogo dove la misura viene effettivamente eseguita o dove il soggetto ha la residenza/domicilio.
- Quando la Corte individua un "terzo giudice" competente (diverso dalle parti originarie del conflitto), gli atti devono essere immediatamente trasmessi a quell'ufficio per il proseguimento del procedimento.
- È utile verificare sempre le disposizioni regolamentari e le pronunce di legittimità recenti (giurisprudenza) per interpretare correttamente i criteri di competenza nell'ambito delle misure alternative alla detenzione.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 4 dic 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 39167/2025 del 04/12/2025
- Sentenza penale · 4 dic 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 39380/2025 del 04/12/2025
- Sentenza penale · 4 dic 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 39381/2025 del 04/12/2025
- Sentenza penale · 4 dic 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 39147/2025 del 04/12/2025
- Sentenza penale · 4 dic 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 39148/2025 del 04/12/2025
- Sentenza penale · 4 dic 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 39149/2025 del 04/12/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →