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Sentenza

Sentenza n. 766/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del Decreto di rigetto K-OMISSIS- emesso dal Ministero dell'Interno con cui è stata rigetta la domanda di concessione della cittadinanza.

Giustizia amministrativa202212980

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di rigetto della domanda di concessione della cittadinanza italiana

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedente cittadinanza)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente aveva presentato domanda di concessione della cittadinanza italiana nel 2017. Il Ministero dell'Interno l'aveva respinta nel 2022 valorizzando i numerosi precedenti penali del figlio convivente. Il ricorso deduceva eccesso di potere, carenza di motivazione e difetto di adeguata istruttoria, evidenziando che il figlio aveva trasferito la propria residenza altrove prima dell'adozione del provvedimento e che tutti gli altri familiari conviventi erano cittadini italiani. La ricorrente rappresentava inoltre la propria condotta irreprensibile, la stabilità reddituale e la continuità della permanenza in Italia.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego. Dalla documentazione risultavano il comportamento irreprensibile della ricorrente, la stabilità della situazione reddituale, la continuità della permanenza sul territorio italiano, la cittadinanza italiana di tutti gli altri familiari conviventi e il trasferimento del figlio pregiudicato. Il Ministero non aveva adeguatamente valutato tali circostanze e aveva fondato il diniego esclusivamente sull'esistenza di un rapporto di convivenza con il soggetto gravato da precedenti penali, rapporto ormai interrotto. Secondo il giudice, gli elementi favorevoli dovevano essere valorizzati nella valutazione della meritevolezza della domanda, anche alla luce dei principi di uguaglianza e non discriminazione e del diverso trattamento riconosciuto al defunto marito e ai figli conviventi della ricorrente. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 9 l. 5 febbraio 1992, n. 91

    La norma è richiamata implicitamente quale disciplina della concessione della cittadinanza italiana, ma il testo non specifica il comma applicato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Posto a fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nel procedimento di concessione della cittadinanza, l'amministrazione non può fondare il diniego esclusivamente sui precedenti penali di un familiare convivente senza valutare complessivamente la posizione personale dell'istante e le circostanze rilevanti del caso concreto.
  • La valutazione della meritevolezza della domanda di cittadinanza deve considerare, tra gli elementi favorevoli, la condotta irreprensibile del richiedente, la stabilità reddituale, la continuità della permanenza sul territorio nazionale e l'inserimento familiare e sociale documentato.
  • Il rapporto di convivenza con un familiare gravato da precedenti penali non può essere valorizzato come elemento decisivo quando la convivenza sia cessata prima dell'adozione del diniego, senza una specifica motivazione sulla persistente rilevanza del legame.
  • Il diniego di cittadinanza è illegittimo per difetto di istruttoria e motivazione quando omette di ponderare gli elementi favorevoli risultanti dagli atti e si limita a richiamare un unico elemento ostativo.
  • La valutazione amministrativa della domanda di cittadinanza deve rispettare i principi di uguaglianza e non discriminazione, evitando trattamenti deteriore non giustificati rispetto a situazioni familiari comparabili.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanza
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaEccesso di potereProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

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