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Ordinanza

Ordinanza n. 23/2026 - Campobasso, Sezione 1

per l'annullamento per la declaratoria dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Termoli sull'istanza di localizzazione di edilizia agevolata e convenzionata ex art. 6 della L.R. Molise n. 30/2009 e s.m.i. proposta con atto del 13.3.2014 nonché per l'accertamento del conseguente obbligo dell'Amministrazione di provvedere alla conclusione del procedimento amministrativo come sopra iniziato, previa assegnazione da parte del Giudice di apposito termine perentorio, con la nomina di un Commissario che proceda per il caso di reiterata inerzia dell'Amministrazione nel termine assegnato dal Giudice alla conclusione del procedimento.

Giustizia amministrativa201500153

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Molise - Campobasso, Sez. IOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: istanza di proroga del termine assegnato al commissario ad acta nell'ambito dell'esecuzione della sentenza che imponeva al Comune di concludere il procedimento di localizzazione di edilizia agevolata e convenzionata

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (impresa edilizia)

Prevale il privato

La controversia

La società ricorrente aveva ottenuto, con sentenza del TAR, la condanna del Comune di Termoli a concludere con provvedimento espresso il procedimento avviato su istanza del 13 marzo 2014 per la localizzazione di edilizia agevolata e convenzionata ai sensi dell'art. 6 della legge regionale del Molise n. 30/2009. A causa della perdurante inottemperanza comunale, il TAR aveva nominato e successivamente sostituito più commissari ad acta. Il terzo commissario, nominato con ordinanza del 18 aprile 2025 e investito dell'incarico per 90 giorni, ha chiesto il 11 dicembre 2025 una proroga di ulteriori 90 giorni, motivandola con la complessità dell'attività e il recente subentro nella procedura. La società non si è opposta; il Comune, ritualmente evocato, non si è costituito.

La decisione

Il TAR ha accolto l'istanza del commissario ad acta e ha assegnato ulteriori 90 giorni per la conclusione e l'ultimazione dell'incarico. Il termine decorre dalla comunicazione dell'ordinanza o, se anteriore, dalla sua notificazione. La proroga è stata ritenuta giustificata dalle ragioni esposte dal commissario, da poco subentrato, e dalla complessità dell'incarico. Il Comune non ha formulato opposizioni, non essendosi costituito. Il compenso del commissario sarà determinato in base all'attività effettivamente svolta, risultante dalla relazione finale, secondo gli artt. 57, 49 e seguenti, e 83 del d.P.R. n. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 6 l.r. Molise n. 30/2009

    Costituisce la base normativa del procedimento di localizzazione di edilizia agevolata e convenzionata che il Comune era stato condannato a concludere con provvedimento espresso.

  • artt. 57, 49 e seguenti, e 83 d.P.R. n. 115/2002

    Disciplina richiamata per la determinazione del compenso spettante al commissario ad acta in relazione all'attività concretamente svolta.

Massime di principio

  • Nell'ambito dell'esecuzione di una decisione amministrativa che impone all'amministrazione di concludere un procedimento, il giudice dell'ottemperanza può prorogare il termine assegnato al commissario ad acta quando la richiesta sia motivata dalla complessità dell'incarico e dal recente subentro nella procedura.
  • La proroga del termine per l'attività commissariale può essere fissata dal giudice in un termine congruo decorrente dalla comunicazione dell'ordinanza o, se anteriore, dalla notificazione della stessa.
  • Il compenso del commissario ad acta deve essere determinato in relazione all'attività effettivamente svolta, quale risultante dalla relazione finale, secondo la disciplina delle spese di giustizia.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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