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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25177/2022 del 01/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti, nella qualità di terzi interessati, hanno proposto ricorso per cassazione avverso il decreto che aveva confermato l'inammissibilità della loro istanza di revoca della confisca di prevenzione su alcuni immobili. Hanno dedotto violazione e falsa applicazione di norme sul procedimento di revoca della confisca (artt. 10 e 28 d.lgs. n. 159/2011 e art. 630 c.p.p.) e hanno sostenuto che era stata prodotta prova della liceità e proporzionalità della provvista usata per l'acquisto dei beni (art. 10 e 24 del d.lgs. 159/2011). Hanno puntato anche sulla presunta valutazione errata della consulenza tecnica (arch. Lucisano) come "prova nuova".

La decisione

I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. Motivi principali: (1) difetto di procura speciale in capo al difensore dei terzi interessati, requisito necessario per i soggetti con interesse meramente civilistico nelle misure di prevenzione; (2) evenuta sottolineatura che, anche ove la procura fosse stata valida, l'istanza era una reiterazione di domanda già respinta e i ricorrenti non hanno prodotto "prove nuove decisive, sopravvenute" ai sensi dell'art. 28 d.lgs. 159/2011. La consulenza tecnica prodotta non costituiva prova nuova perché ripercorreva elementi già esaminati in precedenza e non introduceva acquisizioni scientifiche/tecniche innovative. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle misure di prevenzione)

    art. 10, art. 24, art. 28

    Art. 28: la revoca della confisca richiede, per superare decisioni già definitive, l'apporto di "prove nuove decisive, sopravvenute"; art. 10 e 24 sono richiamati in relazione all'onere di dimostrare la liceità e proporzionalità della provvista, ma senza prove nuove tali eccezioni non sono state ritenute fondate.

  • codice di procedura penale

    Art. 630 c.p.p.: la nozione di "prove nuove" include consulenze/perizie solo se fondate su nuove acquisizioni scientifiche/tecniche; Art. 100 c.p.p.: i soggetti con interessi meramente civilistici (terzi interessati) possono stare in giudizio solo tramite difensore munito di procura speciale.

  • codice di procedura civile

    La possibilità di sanare difetti nella procura prevista dall'art. 182 c.p.c. non può trovare applicazione nel processo penale per le impugnazioni soggette a termini perentori, secondo la giurisprudenza citata.

Massime di principio

  • I terzi interessati nelle procedure di misure di prevenzione non possono agire personalmente: il loro difensore deve essere munito di procura speciale specifica per la lite, altrimenti le impugnazioni sono inammissibili.
  • Una istanza di revoca della confisca già definitivamente decisa richiede la produzione di "prove nuove decisive, sopravvenute"; la mera riproposizione di argomentazioni o documenti già valutati non supera la preclusione processuale.
  • Consulenze tecniche o perizie costituiscono "prove nuove" solo se si fondano su acquisizioni tecniche o scientifiche effettivamente nuove e capaci di offrire risultati non raggiungibili con le metodologie precedenti.
  • I rimedi di sanatoria previsti dal processo civile (es. art. 182 c.p.c.) non sono automaticamente applicabili nel processo penale per sanare il difetto di procura nelle impugnazioni soggette a termini perentori.
  • L'inosservanza dei requisiti formali (procura speciale) comporta non solo l'inammissibilità del ricorso ma anche l'addebito delle spese e, in mancanza di esonero, sanzioni come il versamento alla Cassa delle ammende.

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