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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32487/2024 del 09/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di revoca del decreto di sequestro preventivo relativo a euro 25.125.951,15. L'indagato ha dedotto: 1) nullità per mancato avviso dell'udienza ai nuovi difensori nominati; 2) esecuzione del sequestro sul conto personale prima di aver verificato l'incapienza del patrimonio delle società colpite; 3) omessa valutazione della provenienza lecita del denaro sul conto; 4) correlata censura sulla mancata prova del nesso di derivazione; 5) difetto di fumus commissi delicti e di periculum in mora a fondamento del sequestro preventivo.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. In particolare: sul primo motivo ha ritenuto che le nuove nomine difensive siano pervenute tardivamente agli atti e che, secondo giurisprudenza, l'avviso dell'udienza non spettava ai difensori nominati lo stesso giorno in cui il tribunale aveva fissato l'udienza; sul secondo motivo ha rilevato che eventuali vizi relativi alle operazioni esecutive (tentativi di apprensione delle risorse societarie) attengono alla fase di esecuzione e devono essere dedotti mediante incidente di esecuzione o appello cautelare, non tramite riesame reale; il terzo e quarto motivo sono stati ritenuti infondati in quanto la confisca diretta di somme disponibili in conto corrente non richiede la prova del nesso materiale tra la specifica somma e il reato, alla stregua di consolidata giurisprudenza; sul punto relativo a fumus e periculum il Tribunale ha ritenuto sussistenti indizi gravi e congrui (ruolo organizzativo dell'indagato nella BSD Service, riscontri documentali, chat, quaderno contabile, dichiarazioni di coindagati, meccanismi di anonimizzazione dei flussi) tali da giustificare il sequestro. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Sez. 2, n. 21142 del 2007; Sez. 1, n. 14699 del 2008; Sez. 3, n. 26626 del 2018 (giurisprudenza in materia di avviso dell'udienza)

    Sez. 2, n. 21142 del 2007; Sez. 1, n. 14699 del 2008; Sez. 3, n. 26626 del 18/01/2018

    Principio secondo cui l'avviso della data fissata per l'udienza di riesame non spetta al difensore nominato lo stesso giorno in cui il tribunale ha fissato l'udienza, se la nomina è pervenuta fuori tempo utile agli atti.

  • Sez. 3, n. 29862 del 2018 (giurisprudenza su sequestro 'misto' e fase esecutiva)

    Sez. 3, n. 29862 del 2018

    Nei sequestri preventivi di struttura mista la verifica dell'infruttuosità del sequestro diretto o dell'incapienza del patrimonio della persona giuridica può essere demandata al pubblico ministero in fase di esecuzione e non necessariamente deve essere completata prima dell'adozione del provvedimento.

  • Sez. 2, n. 44504 del 03/07/2015 (magistratura di legittimità su vizi di esecuzione)

    Sez. 2, n. 44504 del 03/07/2015

    I profili attinenti alle modalità di esecuzione del sequestro preventivo non sono rimessi al riesame reale né sono impugnabili in Cassazione; le contestazioni vanno proposte in sede di incidente di esecuzione.

  • Sez. U, n. 31617 del 2015; Sez. U, n. 42415 del 27/05/2021 (giurisprudenza sulla confisca diretta di somme bancarie)

    Sez. U, n. 31617 del 2015; Sez. U, n. 42415 del 27/05/2021

    La confisca delle somme depositate su conto corrente disponibili al soggetto va qualificata come confisca diretta e, data la natura del bene, non richiede la prova del nesso di derivazione materiale tra la specifica somma e il reato.

Massime di principio

  • La mancata tempestiva trasmissione della nomina dei difensori può giustificare la mancata ricezione dell'avviso d'udienza; le nomine pervenute fuori tempo utile non annullano automaticamente l'ordinanza del riesame.
  • I profili relativi alle modalità di esecuzione del sequestro (ad es. tentativi di apprensione di beni societari prima di agire sui conti personali) devono essere sollevati nell'ambito dell'incidente di esecuzione o con appello cautelare, non con il riesame reale dell'ordinanza cautelare.
  • In ipotesi di sequestro preventivo 'misto' la verifica dell'incapienza del patrimonio sociale può essere svolta anche in fase esecutiva; tuttavia la difesa può ottenere tutela proponendo istanza di restituzione o incidente di esecuzione se la verifica non è stata eseguita.
  • La confisca diretta di somme disponibili su conti correnti non richiede la prova puntuale che quelle specifiche somme derivino direttamente dal reato: è sufficiente il legame indiziario tra i proventi e la disponibilità patrimoniale dell'indagato, secondo la giurisprudenza di legittimità.
  • Il periculum in mora può essere fondato sulla natura fungibile del denaro unita alla documentata capacità dell'indagato di avvalersi di meccanismi volti ad ostacolare la tracciabilità dei flussi (es. piattaforme di anonimizzazione, carte ricaricabili), giustificando misure cautelari conservative.
  • Le contestazioni generiche o fondate su mere negazioni non comprovate spesso risultano insufficienti a scardinare un quadro indiziario ricostruito su più riscontri documentali, intercettazioni e dichiarazioni di coindagati.
  • Chi intende impugnare vizi relativi all'esecuzione deve curare la fase incidentale: il percorso processuale corretto influenza l'ammissibilità e il merito delle doglianze.

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