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Sentenza

Sentenza n. 47/2026 - Torino, Sezione 1

per l'annullamento “del Provvedimento di Rigetto Codice Pratica: P-TO/L/N/2024/100579 – emesso dalla Prefettura di Torino, Sportello Unico per l’Immigrazione di Torino, in data 06.11.2024 e notificato a mezzo del sistema ALI in pari data al ricorrente”;

Giustizia amministrativa202500240

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della richiesta di conversione del titolo di soggiorno, successivamente sostituito da un nuovo diniego adottato all'esito del riesame

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento della Prefettura di Torino che aveva rigettato la sua istanza di conversione, qualificandola come richiesta di conversione per soggetti laureati. In sede cautelare il TAR aveva rilevato che l'amministrazione si era arrestata all'errore nella scelta della modulistica, senza esaminare nel merito una pretesa sostanzialmente comprensibile, in violazione dei principi di collaborazione e buona fede e del buon andamento. La domanda cautelare era stata quindi accolta ai fini del riesame. In esecuzione dell'ordinanza cautelare, l'amministrazione ha riavviato il procedimento, qualificando l'istanza come richiesta di conversione per non laureati, e ha adottato un nuovo provvedimento di rigetto, fondato su una diversa motivazione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. Il provvedimento originariamente impugnato è stato sostituito dal nuovo diniego adottato dopo il riesame, con rinnovata istruttoria e valutazione dell'istanza. Pertanto, non sussisteva più un interesse attuale alla decisione sull'illegittimità del primo diniego; eventuali censure contro il nuovo provvedimento dovranno essere proposte con autonomo ricorso. Le spese di lite sono state compensate in ragione dell'esito processuale.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso è improcedibile quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione; ciò si verifica quando l'atto impugnato viene sostituito da un nuovo provvedimento adottato all'esito del riesame.

  • art. 1, comma 2-bis, l. 241/1990

    L'amministrazione deve improntare i rapporti con il cittadino ai principi di collaborazione e buona fede; in sede cautelare il TAR ha ritenuto non conforme a tali principi arrestarsi formalisticamente all'errore nella scelta della modulistica, senza esaminare una richiesta sostanzialmente comprensibile.

Massime di principio

  • Quando, a seguito dell'accoglimento di una misura cautelare ai fini del riesame, l'amministrazione sostituisce il provvedimento impugnato con un nuovo atto adottato all'esito di una rinnovata istruttoria e di una nuova valutazione, il ricorso contro l'atto originario diviene improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse; il nuovo atto deve essere eventualmente impugnato con autonomo ricorso.
  • Il principio di collaborazione e buona fede impone all'amministrazione di esaminare nel merito una richiesta il cui oggetto sia sostanzialmente comprensibile, senza arrestarsi al solo errore del privato nella scelta o compilazione della modulistica.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiBuona fede e correttezza della PASopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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