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Cassazione Penale, Ordinanza n. 37571/2025 del 18/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (cassazione)

La controversia

Il ricorrente propone ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. contro l'ordinanza della settima sezione penale della Corte di cassazione che aveva dichiarato inammissibile il suo precedente ricorso avverso il provvedimento del Tribunale di Firenze, quale giudice dell'esecuzione, che aveva respinto la richiesta di revoca delle pene inflitte per una serie di furti. La difesa sostiene, in sintesi, che la modifica normativa introdotta dal d.lgs. 150/2022 in materia di procedibilite0 a querela per il furto dovesse poter essere fatta valere in sede esecutiva e che la mancata considerazione di tale profilo integrasse un errore rilevante. Con memoria successiva viene anche dedotta la mancata notificazione dell'ordinanza della settima sezione penale al difensore, prospettata come ulteriore motivo del ricorso straordinario.

La decisione

La Corte dichiara inammissibile il ricorso straordinario. Rileva che il ricorso ex art. 625-bis c.p.p. e8 esperibile solo per errori di fatto percettivi, cioe8 per una svista o un equivoco nella lettura degli atti interni al giudizio di cassazione che abbia inciso sul processo decisionale; restano invece esclusi gli errori di valutazione, di giudizio e di applicazione della legge. Nel caso concreto, il ricorrente non deduce un errore di percezione, ma contesta la correttezza giuridica della decisione della settima sezione sulla inidoneite0 della modifica normativa a fondare la revoca della condanna, censura che non rientra nel perimetro dell'art. 625-bis c.p.p. Anche il motivo aggiunto sulla mancata notificazione dell'ordinanza e8 ritenuto inammissibile, poiche9 il codice di rito non prevede la notificazione ai difensori dei provvedimenti emessi alle parti. Seguono condanna alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis c.p.p.

    Il rimedio straordinario e8 limitato alla deduzione di un errore di fatto percettivo della Corte di cassazione; non consente di censurare errori di valutazione, di diritto o di giudizio.

  • art. 625-bis, comma 2, c.p.p.

    Il termine previsto dalla norma consente di far valere nel medesimo procedimento anche il motivo aggiunto depositato con memoria, se proposto tempestivamente.

  • d.lgs. 150 del 2022

    La modifica della procedibilite0 a querela per il furto non e8 ritenuta, nel caso esaminato, causa idonea a determinare la revoca della sentenza di condanna in sede esecutiva.

  • codice di rito

    Non prevede un obbligo generale di notificazione alle parti dei provvedimenti emessi dalla cancelleria, sicche9 la mancata notificazione non integra il vizio dedotto.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. e8 ammissibile solo se denuncia un errore di fatto percettivo della Corte di cassazione, consistente in una svista sulla lettura degli atti interni al giudizio e decisiva ai fini della pronuncia.
  • Sono estranei al rimedio straordinario gli errori di giudizio, le valutazioni giuridiche e le censure sulla corretta applicazione della legge; tali vizi devono essere fatti valere con i mezzi ordinari o nelle forme previste dall'ordinamento.
  • Una sopravvenuta modifica normativa sulla procedibilite0 del reato non e8, di per se9, motivo di revoca della condanna in sede esecutiva quando la doglianza investe esclusivamente la correttezza giuridica della decisione e non un errore percettivo della Corte di cassazione.
  • La mancata notificazione di un provvedimento di cassazione non e8 censurabile se il codice di rito non prevede uno specifico obbligo di notificazione a carico della cancelleria.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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