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Sentenza

Sentenza n. 568/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202500898

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Brescia n. 94/2024, relativa all’attribuzione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a., chiedendo l’esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Brescia, Sezione Lavoro, che aveva accertato il suo diritto all’assegnazione della Carta elettronica per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023 e aveva condannato il Ministero a consentire la generazione dei relativi buoni spesa. Nel corso del giudizio il Ministero ha comunicato di avere accreditato nel Borsellino elettronico l’importo riconosciuto dalla sentenza. La ricorrente ha confermato che l’esecuzione è avvenuta il 16 marzo 2026, insistendo tuttavia per la liquidazione delle spese di lite.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che la domanda di ottemperanza aveva trovato piena soddisfazione in sede amministrativa e che era quindi venuta meno la posizione di contrasto tra le parti, ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. Il Collegio ha applicato il principio della soccombenza virtuale: l’adempimento tardivo del Ministero ha confermato la fondatezza della pretesa azionata. In ragione del tempo intercorso tra la pubblicazione della sentenza del giudice del lavoro, la richiesta di pagamento, la notifica del ricorso e l’effettivo pagamento, il Ministero è stato condannato a rifondere alla ricorrente cinque sesti delle spese, liquidate complessivamente in euro 500,00 oltre oneri di legge, con distrazione in favore dei difensori antistatari; la restante parte è stata compensata. È stata inoltre ordinata l’esecuzione della sentenza da parte dell’autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • artt. 112 e seguenti c.p.a.

    Disciplinano il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione delle decisioni giurisdizionali.

  • art. 114 c.p.a.

    Richiamato quale disposizione applicabile al giudizio di ottemperanza.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando la pretesa azionata è stata integralmente soddisfatta nel corso del giudizio.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    È la disposizione sostanziale richiamata dalla sentenza ottemperanda quale fondamento del diritto alla Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente.

  • art. 6 d.p.c.m. 28.11.2016

    Prevede i buoni spesa la cui generazione doveva essere consentita in esecuzione della sentenza del giudice del lavoro.

Massime di principio

  • La piena soddisfazione della pretesa azionata in un giudizio di ottemperanza, intervenuta nel corso del processo, determina la cessazione della materia del contendere, poiché viene meno la posizione di contrasto tra le parti.
  • L’adempimento tardivo dell’amministrazione rispetto a quanto disposto da una sentenza conferma, ai fini della regolazione delle spese, la fondatezza della domanda di ottemperanza proposta dal privato.
  • In applicazione del principio della soccombenza virtuale, il giudice può porre le spese a carico dell’amministrazione che abbia adempiuto solo dopo la proposizione del ricorso, valutando il ritardo intercorso tra la decisione da eseguire, la richiesta dell’interessato, la notificazione del ricorso e l’effettivo adempimento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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