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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40929/2023 del 09/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Roma che aveva confermato la decisione del Tribunale di Civitavecchia, la quale aveva dichiarato la prescrizione del reato di appropriazione indebita (fatti del 2014) contestato a Mior in qualità di amministratore del condominio Gardenia Bianca. Il ricorrente denunciava, in particolare, la violazione ed erronea applicazione dell'art. 12 del d.lgs. sul nuovo regime dei reati procedibili a querela (entrato in vigore nel 2018), sostenendo che la querela della persona offesa sarebbe stata tardiva e quindi improponibile, non potendo ritenersi ragionevole una riapertura dei termini per la presentazione della querela.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto corretta l'applicazione dell'art. 12 del d.lgs. 10 aprile 2018 n.36 (disciplina transitoria): poiché il procedimento era pendente e vi era esercizio dell'azione penale, il giudice di primo grado ha informato la persona offesa (Cordelli) della facoltà di proporre querela e le ha fissato un termine di tre mesi dalla comunicazione; la querela è stata effettivamente presentata nei termini. La Corte ha seguito il principio consolidato dalla giurisprudenza (Sez. U., n.40150/2018 Salatino) secondo cui, quando il procedimento è pendente e l'azione penale è esercitata, l'autorità giudiziaria deve informare la persona offesa della facoltà di querela e il termine decorre da tale informazione, indipendentemente dalla precedente conoscenza del procedimento da parte della vittima. Conseguentemente il rigetto del ricorso è stato confermato e il ricorrente condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • Decreto legislativo 10 aprile 2018, n.36, articolo 10

    "(disposizione che ha previsto che l'appropriazione indebita sia procedibile a querela)"

    Ha trasformato l'appropriazione indebita, per i fatti commessi prima dell'entrata in vigore, nel reato procedibile a querela, incidendo sulla procedibilità rispetto alla normativa previgente

  • Decreto legislativo 10 aprile 2018, n.36, articolo 12 (disposizione transitoria)

    "per i reati perseguibili a querela in base alle disposizioni del presente decreto, commessi prima della data di entrata in vigore dello stesso, il termine per la presentazione della querela decorre dalla predetta data, se la persona offesa ha avuto in precedenza notizia del fatto costituente reato"; "se è pendente il procedimento, il Pubblico Ministero, nel corso delle indagini preliminari, o il giudice, dopo l'esercizio dell'azione penale, anche, se necessario, previa ricerca anagrafica, informa la persona offesa dal reato della facoltà di esercitare il diritto di querela e il termine decorre dal giorno in cui la persona offesa è stata informata"

    La Corte ha applicato il comma 2: quando il procedimento è pendente e vi è esercizio dell'azione penale, l'autorità procedente deve informare la persona offesa della facoltà di querela; il termine per proporla decorre dalla comunicazione. La precedente conoscenza del procedimento da parte della vittima non è rilevante ai fini dell'avvio del nuovo termine

  • Codice penale, articolo 646 (appropriazione indebita) e articolo 61, comma 1, n.11 (aggravante)

    Individuano il reato oggetto del procedimento (appropriazione indebita) e l'aggravante contestata all'epoca; rilevanti per la qualificazione del fatto al momento del reato

  • Cass. Sez. U., n.40150 del 21/06/2018 (Salatino), Rv. 273551

    Giurisprudenza di legittimità richiamata come principio di riferimento: conferma l'interpretazione secondo cui, con procedimento pendente e azione penale esercitata, l'autorità deve informare la persona offesa e il termine per la querela decorre dalla informazione effettuata dall'autorità

Massime di principio

  • Se un reato commesso prima dell'entrata in vigore del d.lgs. che lo rende procedibile a querela diventa a querela, il termine per proporre querela può essere riaperto se ricorrono le condizioni previste dalla disciplina transitoria.
  • Quando il procedimento penale è già pendente e l'azione penale è in corso, l'autorità procedente (PM o giudice) è tenuta ad informare la persona offesa della possibilità di proporre querela; il termine per la querela decorre dalla ricezione di tale informazione.
  • La preesistente conoscenza del procedimento da parte della persona offesa non esclude l'obbligo dell'autorità di effettuare la comunicazione formale né impedisce l'apertura del termine ex art.12; ciò significa che fattori 'accidentali' non impediscono l'applicazione della disciplina transitoria.
  • La presentazione della querela entro i termini stabiliti a seguito di tale comunicazione rende correttamente procedibile l'azione penale secondo il nuovo regime normativo; la mancata comunicazione o il mancato rispetto dei termini può esporre comunque al rischio di prescrizione o di improcedibilità dell'azione.
  • In casi analoghi è essenziale verificare: (a) la data del fatto rispetto all'entrata in vigore del d.lgs., (b) se il procedimento era pendente e se l'azione penale era stata esercitata, (c) se e quando la persona offesa è stata informata formalmente; da questi elementi dipende la validità della querela e la sorte della procedibilità.

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