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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37891/2025 del 21/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Roma dell'11/02/2025 che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Roma il 19/05/2022 a sei mesi di reclusione per i reati di tentato furto aggravato e evasione. Il ricorrente ha prospettato due motivi: (1) violazione di legge e omessa motivazione perché la Corte di merito non avrebbe applicato una ulteriore riduzione della pena per le circostanze attenuanti generiche; (2) estinzione del reato relativo al capo A) per remissione di querela intervenuta il 24/05/2025 dopo la pronuncia della Corte d'appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo perché la questione relativa alla riduzione della pena per le attenuanti generiche non era stata posta nell'atto di appello (che si era limitato a censurare l'omessa riduzione per il rito abbreviato). Dall'inammissibilità consegue la preclusione all'esame di fatti sopravvenuti più favorevoli non dedotti nel gravame, come la remissione di querela sopravvenuta, per la quale peraltro non risultava l'accettazione dell'imputato e riguardava un furto commesso da ignoti. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 89 cod. pen.

    La Corte di merito ha applicato l'attenuante prevista dall'art. 89 c.p., ritenendola prevalente sulla recidiva contestata; ciò ha inciso sulla determinazione della pena.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

  • remissione di querela (istituto)

    La remissione di querela è stata segnalata come fatto sopravvenuto favorevole, ma la Corte ha rilevato che non può essere esaminata in Cassazione quando il motivo che ne trarrebbe beneficio è inammissibile e quando non risulta l'accettazione dell'imputato o quando il fatto riguarda reati commessi da ignoti.

Massime di principio

  • La Corte di cassazione non può esaminare motivi di ricorso che risultino inammissibili per vizi formali o per mancata proposizione nei gradi precedenti; l'inammissibilità impedisce l'esame di fatti sopravvenuti favorevoli non dedotti in precedenza.
  • Le circostanze attenuanti generiche, se invocate, devono essere dedotte nei gradi di giudizio pertinenti: l'omessa deduzione in appello può precludere il loro esame in Cassazione.
  • I fatti sopravvenuti (es. remissione di querela) che potrebbero estinguere il reato non sono automaticamente valutabili in Cassazione se la questione principale è inammissibile o non riguardava l'accertamento del fatto-reato; inoltre la remissione di querela produce effetti estintivi solo se ricorrono i presupposti previsti dall'istituto (compresa, se necessaria, l'accettazione).
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali e a somme in favore della Cassa delle ammende ai sensi delle norme procedurali.
  • Nella formulazione del gravame d'appello è importante specificare tutte le censure di legge e di fatto che si intendono far valere, per evitare preclusioni in sede di legittimità.

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