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Sentenza

Sentenza n. 8612/2026 - Roma, Sezione 5T

per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dal Ministero resistente nel procedimento avente ad oggetto la domanda di riconoscimento del titolo di specializzazione nel sostegno conseguito in Romania, iniziato con istanza presentata il 20.10.2025; nonché, per l'effetto, per ordinare all’amministrazione di emanare il provvedimento richiesto, prevedendo, fin d'ora, la nomina di un commissario ad acta nell'ipotesi in cui l'inerzia della p.a. sia ulteriormente protratta oltre il termine assegnato.

Giustizia amministrativa202602427

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V terSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Ministero dell’istruzione e del merito sull’istanza di riconoscimento della qualifica professionale di insegnante di sostegno conseguita in Romania

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (professionista richiedente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha presentato il 20 ottobre 2025 un’istanza, ai sensi del d.lgs. n. 206/2007, per il riconoscimento della qualifica professionale di insegnante di sostegno conseguita in Romania. Nonostante il decorso dei termini previsti dalla disciplina applicabile, il Ministero non ha adottato alcun provvedimento conclusivo. Con ricorso ex art. 117 c.p.a., notificato e depositato il 26 febbraio 2026, la ricorrente ha chiesto l’accertamento dell’illegittimità del silenzio e l’ordine all’amministrazione di provvedere, con eventuale nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che l’accoglimento dell’azione avverso il silenzio presupponga l’esistenza di un obbligo di provvedere e l’inerzia dell’amministrazione oltre il termine previsto. Nel caso concreto, l’obbligo del Ministero deriva dall’art. 2, comma 1, d.l. n. 1/2020, convertito dalla l. n. 12/2020, e dall’art. 16 d.lgs. n. 206/2007. Quest’ultima disposizione impone all’autorità di verificare la completezza della documentazione entro trenta giorni dal ricevimento della domanda e di adottare il provvedimento sul riconoscimento entro tre mesi dalla presentazione della documentazione completa. Poiché il termine era inutilmente decorso senza l’adozione del provvedimento conclusivo, il Tribunale ha ordinato al Ministero di provvedere entro 90 giorni dalla comunicazione amministrativa o, se anteriore, dalla notificazione della sentenza. È stato nominato commissario ad acta il Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione del Ministero, o un suo delegato, affinché, su richiesta della ricorrente e in caso di ulteriore inerzia, provveda entro ulteriori 180 giorni. Il Ministero è stato condannato al pagamento di euro 750,00, oltre IVA e CPA, per spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina l’azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione; il ricorso è stato proposto per ottenere l’accertamento dell’illegittimità dell’inerzia e l’ordine di provvedere.

  • art. 2, comma 1, d.l. n. 1/2020, convertito dalla l. n. 12/2020

    È richiamato quale fondamento dell’obbligo del Ministero di provvedere sulla domanda di riconoscimento della qualifica professionale.

  • art. 16, comma 2, d.lgs. n. 206/2007

    Entro trenta giorni dal ricevimento della domanda di cui al comma 1 l’autorità accerta la completezza della documentazione esibita, e ne dà notizia all’interessato. Ove necessario, l’Autorità competente richiede le eventuali necessarie integrazioni

    Impone all’autorità competente di verificare entro trenta giorni la completezza della documentazione e, se necessario, richiedere integrazioni.

  • art. 16, comma 6, d.lgs. n. 206/2007

    Sul riconoscimento provvede l’autorità competente con proprio provvedimento, da adottarsi nel termine di tre mesi dalla presentazione della documentazione completa da parte dell’interessato

    Stabilisce il termine entro cui l’autorità deve adottare il provvedimento sul riconoscimento della qualifica professionale, decorrente dalla presentazione della documentazione completa.

Massime di principio

  • L’azione avverso il silenzio è fondata quando sussistono, congiuntamente, un obbligo giuridico dell’amministrazione di concludere il procedimento e l’inerzia protratta oltre il termine previsto per l’adozione del provvedimento.
  • Nel procedimento di riconoscimento di una qualifica professionale conseguita in altro Stato membro, l’autorità competente deve verificare la completezza della documentazione entro trenta giorni dal ricevimento della domanda e deve adottare il provvedimento sul riconoscimento entro tre mesi dalla presentazione della documentazione completa.
  • Il decorso infruttuoso del termine previsto dalla disciplina di settore, senza l’adozione del provvedimento conclusivo, legittima il giudice amministrativo a ordinare all’amministrazione di provvedere entro un termine assegnato.
  • Nel giudizio avverso il silenzio, il giudice può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire su richiesta dell’interessato qualora l’amministrazione persista nell’inerzia oltre il termine giudiziale.

Come è indicizzato

MaterieTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanzaRiconoscimento dei titoli di studio
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativoProfessioni e ordini professionali
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoOttemperanza e commissario ad acta

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