Cassazione Civile, Sentenza n. 15012/2023 del 29/05/2023
Sintesi
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Esito
Favorevole al non determinabile
La controversia
Informazione non disponibile: la voce fornita “in fase di valutazione oscuramento” sembra indicare una controversia relativa all'oscuramento (rimozione o limitazione della visibilità) di contenuti durante una fase di valutazione; possibili motivi tipici includono violazione della privacy, diritto all'oblio, diffamazione, contenuti illeciti o pericolo per la sicurezza pubblica
Norme richiamate
Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR)
nei casi di oscuramento si applicano i principi di liceità, minimizzazione e limitazione della conservazione; il diritto alla cancellazione (art.17) e le basi giuridiche per il trattamento devono essere bilanciate con il diritto all'informazione
Costituzione della Repubblica Italiana, art.21
la libertà di manifestazione del pensiero è tutelata; ogni misura di oscuramento va valutata in termini di necessità e proporzionalità rispetto alla compressione della libertà di espressione
D.lgs. 196/2003 e D.lgs. 101/2018 (codice della privacy e adeguamento al GDPR)
disciplinano il trattamento dei dati personali in ambito nazionale e forniscono strumenti per la tutela del consenso, delle finalità e dei diritti degli interessati nei casi di richieste di oscuramento per motivi di privacy
Direttiva 2000/31/CE (e-Commerce) - art.14 (hosting)
stabilisce la responsabilità limitata dei prestatori di hosting che non siano a conoscenza dell'illiceità dei contenuti; impone procedure di notifica e rimozione che possono influenzare l'adozione di oscuramenti temporanei da parte delle piattaforme
Norme civilistiche sulla tutela della reputazione e dell'onore (Codice Civile e giurisprudenza)
consentono azioni risarcitorie e misure cautelari (compresi oscuramenti temporanei) quando il contenuto lesiona diritti della personalità; il giudice valuta proporzionalità e misura della limitazione
Massime di principio
- L'oscuramento provvisorio può essere giustificato se sussiste urgenza e rischio di danno imminente, ma deve essere temporaneo e successivamente confermato o revocato con valutazione piena
- Deve sempre operare un bilanciamento tra diritto alla privacy/diritto all'oblio e libertà di manifestazione del pensiero; la proporzionalità è criterio decisivo
- Le piattaforme possono adottare misure cautelari in risposta a notifiche ma beneficiano di protezioni di hosting: decisioni definitive dovrebbero spettare all'autorità giudiziaria o a un'istruttoria amministrativa competente
- In presenza di dati personali il GDPR impone valutazioni sulla base giuridica del trattamento, interesse pubblico prevalente e minimizzazione dei dati; richieste generiche non bastano per un oscuramento permanente
- Occorrono procedure trasparenti: notifica dell'interessato, possibilità di replica e motivazione scritta della misura (durata, ragioni) per rispettare i diritti di difesa
- La giurisprudenza tende a privilegiare soluzioni limitate nel tempo e contestuali a un vaglio approfondito; l'eventuale rimozione definitiva richiede prova dell'illiceità o del prevalere del diritto privato sull'interesse pubblico all'informazione
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