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Sentenza

Sentenza n. 640/2026 - Latina, Sezione 1

per l’annullamento del decreto del 6 dicembre 2025 con il quale è stata rigettata l’istanza di rilascio del nulla osta al lavoro subordinato prot. n. P-FR/L/N/2025/102132 dell’8 maggio 2025.

Giustizia amministrativa202600179

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rilascio del nulla osta al lavoro subordinato necessario per la conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

La Prefettura di Frosinone ha rigettato l’istanza di rilascio del nulla osta presentata l’8 maggio 2025, motivando il diniego con la scadenza del permesso di soggiorno dal 1° agosto 2023 e con l’incompletezza della documentazione allegata. Il ricorrente ha dedotto, con il primo motivo, la violazione degli artt. 7 e seguenti della l. 241/1990 e l’eccesso di potere, sostenendo che non fosse necessario che il permesso fosse ancora valido al momento della domanda e che l’amministrazione non avesse indicato quali documenti mancassero e dovessero essere integrati, con conseguente lesione delle garanzie partecipative proprie e del datore di lavoro. Con il secondo motivo ha dedotto la violazione dell’art. 24, comma 10, del d.lgs. 286/1998, sostenendo che non esistesse né un limite al numero delle domande di conversione proponibili dalla stessa persona né un termine perentorio per la presentazione dell’istanza.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego. Ha ritenuto assorbente il primo motivo, richiamando il proprio orientamento secondo cui, ai fini della conversione del permesso di soggiorno e del propedeutico nulla osta al lavoro subordinato, non è necessario che il titolo sia ancora in corso di validità. Ha inoltre affermato che la mera formula secondo cui la documentazione allegata è incompleta, senza l’indicazione concreta dei documenti mancanti e integrabili, non soddisfa l’obbligo di motivazione e non garantisce adeguatamente la posizione del privato inciso dall’azione amministrativa. Il secondo motivo è rimasto assorbito. La Prefettura di Frosinone è stata condannata al pagamento di 1.000 euro per spese di lite, oltre accessori, in aggiunta a quanto già riconosciuto nella fase cautelare.

Norme richiamate

  • artt. 7 e ss. l. 241/1990

    Le garanzie partecipative impongono all’amministrazione di consentire al privato di conoscere adeguatamente gli elementi ostativi alla definizione favorevole del procedimento.

  • art. 24, comma 10, d.lgs. 286/1998

    La norma è stata invocata dal ricorrente in relazione alla conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato; il relativo motivo non è stato esaminato perché assorbito.

Massime di principio

  • Ai fini della conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato e del propedeutico rilascio del nulla osta, non è necessario che il permesso di soggiorno sia ancora in corso di validità al momento della presentazione dell’istanza.
  • Un provvedimento di diniego non è adeguatamente motivato quando si limita ad affermare che la documentazione allegata è incompleta senza individuare concretamente i documenti mancanti e quelli che il richiedente può integrare.
  • L’obbligo di motivazione costituisce una garanzia essenziale per il privato inciso dall’azione amministrativa, poiché gli consente di comprendere le ragioni del diniego e di esercitare effettivamente le proprie facoltà partecipative e difensive.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazionePartecipazione procedimentale

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