Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4803/2022 del 10/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava vizi di motivazione dell'ordinanza di conferma della custodia cautelare (poi modificata in arresti domiciliari): in particolare (i) carenza o manifesta illogicità della motivazione in ordine alla sussistenza dei gravi indizi per il capo 4) (istigazione alla corruzione di una educatrice penitenziaria), con osservazione che le intercettazioni non dimostrerebbero un effettivo "contatto" con l'operatrice né il concretizzarsi dell'offerta o del pagamento; (ii) censura sulla qualificazione giuridica del fatto ai sensi dell'art. 319‑quater c.p., sostenendo la posizione di subalternità del Ronga rispetto a Lo Presti che potrebbe escludere l'ipotesi di concorso nella fattispecie ordinaria; (iii) doglianze sulla sussistenza e sulla adeguata motivazione delle esigenze cautelari e sull'adeguatezza della misura, evidenziando l'assenza di precedenti recenti rilevanti, l'assenza di rinvenimento dell'arma asseritamente detenuta (la mitraglietta tipo "Uzi") e il fatto che il fratello detenuto aveva ottenuto misure alternative per ragioni di salute e COVID.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio il provvedimento del Tribunale di Milano. Ha ritenuto che il Tribunale, chiamato a pronunciarsi dopo la precedente sentenza di annullamento della VI Sezione, si sia limitato a riprodurre il medesimo materiale probatorio e le stesse argomentazioni già ritenute insufficienti in ordine alla dimostrazione, anche in termini di gravità indiziaria, dell'avvenuto contatto con l'educatrice penitenziaria (snodo essenziale per la configurazione dell'istigazione alla corruzione). La Corte ha osservato che la VI Sezione aveva espressamente indicato la necessità di una "più completa lettura" del materiale probatorio o di un supplemento di motivazione, e che il Tribunale non ha fornito elementi nuovi o una motivazione tale da colmare la lacuna probatoria. I rilievi relativi alla eventuale ricollocazione della fattispecie sotto l'art. 319‑quater c.p. sono stati considerati assorbiti, con la Corte che ha comunque ritenuto corretta la valutazione del Tribunale sulle ragioni di distinzione fra le fattispecie. Quanto alle esigenze cautelari, la Corte ha osservato che le considerazioni già svolte sulla possibile compromissione delle indagini e sul pericolo di reiterazione non sono state sufficienti a salvare l'ordinanza impugnata; si segnala inoltre che, nel frattempo, la custodia in carcere era stata sostituita dagli arresti domiciliari e che eventuali valutazioni cautelari potranno essere rivalutate in future istanze di revoca.

Norme richiamate

  • art. 319‑quater cod. pen.

    Riferimento alla norma sulla corruzione per induzione (o sollecitazione) con valutazione della Corte che ha escluso i presupposti per la riqualificazione ex art. 319‑quater alla luce dei fatti emersi (mancanza di un rapporto di "sudditanza" tale da integrare la fattispecie).

  • art. 292 cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione al principio di autonoma valutazione dei gravi indizi nella ordinanza cautelare "genetica"; la Corte precisa tuttavia che nel giudizio di rinvio il giudice è vincolato a motivare espressamente rispetto alle osservazioni di legittimità che hanno portato all'annullamento.

  • art. 23 comma 8 del DL 134/2020

    Norma richiamata in ordine alla trasmissione delle conclusioni scritte del Pubblico Ministero; qui il PG ha concluso per il rigetto del ricorso sostenendo la fondatezza delle valutazioni cautelari e probatorie del Tribunale.

Massime di principio

  • Se la Corte di legittimità annulla un provvedimento per "lacune" probatorie su uno snodo essenziale, il giudice del rinvio non può limitarsi a riprodurre le stesse argomentazioni: deve cercare e valorizzare elementi nuovi ovvero fornire un supplemento di motivazione che colmi specificamente la lacuna indicata.
  • La sussistenza dei gravi indizi per reati che dipendono da un "contatto" intermediato (es. offerta finalizzata alla corruzione tramite terzi) richiede elementi che dimostrino non solo l'intenzione ma anche il concreto perfezionamento o l'effettivo avvicinamento all'operatore destinatario; mere affermazioni in intercettazioni, prive di riscontri sul punto cruciale, possono risultare insufficienti.
  • La distinzione tra reato di corruzione (art. 319 c.p. e connessi) e ipotesi di "induzione" o di fattispecie attenuate (art. 319‑quater c.p.) dipende dalla valutazione della posizione dell'operatore pubblico rispetto al proponente (esistenza di condizionamento, sudditanza o libertà di autodeterminazione) e va motivata sul piano fattuale.
  • Nel giudizio cautelare il rispetto del principio di necessità e proporzionalità della misura impone che il giudice motivi in modo non tautologico la scelta della misura (perché misure meno afflittive sarebbero insufficienti) spiegando concretamente perché esse non arginerebbero i rischi indicati.
  • La conversione della custodia cautelare (es. da carcere ad arresti domiciliari) può intervenire successivamente e non preclude che la situazione cautelare venga nuovamente riesaminata su istanza di revoca o modifica.
  • Quando la decisione di legittimità segnala la necessità di una "più completa lettura" del materiale probatorio, il giudice del rinvio è vincolato a compiere uno sforzo effettivo di integrazione e motivazione; la semplice ripetizione delle conclusioni precedenti comporta il rischio di nuovo annullamento.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.