Cassazione Penale, Sentenza n. 28483/2024 del 16/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Orpelli, legale rappresentante della SEI Società Escavazione Inerti Srl, era stato condannato per la violazione dell'art. 10-ter del dlgs n. 74/2000 per aver omesso il versamento dell'IVA dovuta per l'anno 2015 per un importo di euro 401.517,00. In cassazione la difesa ha dedotto un unico motivo relativo a presunta manifesta illogicità della motivazione e violazione di legge per travisamento della prova, sostenendo che le scelte imprenditoriali (mancata dismissione di beni, privilegio nei pagamenti a dipendenti, banche e altri creditori per garantire la continuità aziendale) e i tentativi di rateizzazione delle pendenze tributarie dimostrerebbero l'assenza del dolo richiesto per il reato contestato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha ritenuto non sussistente il travisamento della prova relativo alle dichiarazioni del teste e ha confermato che la destinazione consapevole delle somme riscosse a titolo di IVA al normale flusso di cassa e ad altri creditori, invece di accantonarle per il versamento all'Erario, integra l'elemento soggettivo del reato di cui all'art. 10-ter (ossia la cosciente accettazione del rischio di non adempiere all'obbligo tributario). Ha altresì precisato che i tentativi non conclusi di negoziazione o rateizzazione con l'Amministrazione finanziaria non escludono il dolo. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.; la condanna di merito (pena di mesi 5 e giorni 20 di reclusione, concesse le circostanze attenuanti generiche e condizionale sospensione) resta confermata.
Norme richiamate
art. 10-ter del dlgs n. 74 del 2000
art. 10-ter del dlgs n. 74 del 2000
La Corte ha interpretato l'art. 10-ter nel senso che l'omesso versamento dell'IVA effettivamente percepita integra il reato quando il soggetto, consapevolmente, destina le somme ad altri scopi accettando il rischio di non adempiere all'obbligo tributario; non rilevano a favore dell'imputato mere difficoltà finanziarie o iniziative non concluse di rateizzazione
art. 616 cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente per il rigetto del ricorso in Cassazione
Massime di principio
- L'omesso versamento dell'IVA percepita costituisce reato quando vi sia consapevolezza e accettazione del rischio di non versare le somme all'Erario: la mera difficoltà finanziaria non è di per sé esimente
- Destinare le somme d'IVA al normale flusso di cassa o al pagamento di altri creditori per tutelare la continuità aziendale non esclude il dolo se tale scelta è stata compiuta con consapevolezza
- Tentativi di negoziazione o richieste di rateizzazione non escludono il reato se non sono stati perseguiti fino a positivo esito prima del momento in cui il versamento era dovuto
- Per invocare il travisamento della prova in Cassazione occorre dimostrare che il giudice ha affermato o negato un fatto in palese contrasto con l'emersione probatoria; opinioni del teste o valutazioni non decisive non fondano automaticamente il vizio
- Questioni attinenti a vendite sottocosto o dissipatione patrimoniale sono più pertinenti a fattispecie di bancarotta; per il reato di omesso versamento IVA rileva soprattutto la gestione consapevole delle disponibilità liquide percepite a titolo di imposta
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