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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18560/2026 del 22/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso per cassazione contestava la sentenza del Tribunale di Catania che aveva dichiarato "non doversi procedere" nei confronti di D'Allotta ai sensi dell'art. 131-bis c.p. per il reato di appropriazione indebita di un'autovettura (Nissan Juke) data in locazione finanziaria alla società ES Mobility s.r.l.. Il Procuratore generale lamentava omessa/apparentemente insufficiente motivazione nella pronuncia che aveva affermato la particolare tenuità del fatto senza ancorare tale giudizio a specifici elementi probatori (assenza di indicazione del valore del veicolo, durata dell'appropriazione, conseguenze patrimoniali accertate, esame del certificato penale per l'abitualità).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per omessa motivazione, ritenendo la pronuncia del Tribunale meramente assertiva e priva di un concreto aggancio probatorio. Ha annullato la sentenza impugnata e disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Catania in diversa persona fisica, rilevando che la declaratoria ex art. 131-bis richiede motivazioni che esplicitino i criteri fattuali adottati (quantificazione del danno, durata, elementi per escludere l'abitualità).

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    L'art. 131-bis (particolare tenuità del fatto) può escludere la punibilità solo se sorretta da una motivazione che indichi e valuti elementi concreti (esiguo danno patrimoniale, contestualizzazione della condotta, assenza di abitualità). Non è ammessa una formulazione stereotipata priva di agganci probatori

  • art. 593 cod. proc. pen.

    L'art. 593 limita la possibilità di impugnazione delle sentenze di proscioglimento da parte del pubblico ministero; alla luce di ciò, la Cassazione, annullando per vizio di motivazione una sentenza di non doversi procedere resa ai sensi dell'art. 131-bis, ha disposto il rinvio per nuovo giudizio allo stesso Tribunale ma in diversa persona fisica

  • principio giurisprudenziale sulla motivazione

    La motivazione deve essere congrua, completa e ragionevole: non è sufficiente una parafrasi normativa o formule ripetitive; il giudice deve esporre il percorso logico-giuridico e i riscontri probatori che giustificano l'applicazione della causa di esclusione della punibilità

Massime di principio

  • Per riconoscere la particolare tenuità ex art. 131-bis il giudice deve indicare elementi fattuali specifici (valore del bene, entità del danno patrimoniale, durata e modalità della condotta, effetti concreti sull'avente diritto) e motivare il giudizio sulla non abitualità.
  • Motivazioni generiche o formule riproduttive della norma sono insufficienti: la decisione può essere annullata per omessa o apparente motivazione se manca il collegamento probatorio-normativo.
  • In mancanza di adeguata motivazione relativa a 131-bis la Cassazione annulla e rinvia per nuovo giudizio; quando la pronuncia impugnata è un proscioglimento inappellabile dal pubblico ministero, il rinvio è disposto allo stesso Tribunale ma in diversa persona fisica.
  • Chi decide di sollevare la questione (pubblico ministero o difesa) deve curare che gli atti e le prove in fattispecie contengano dati concreti utili a supportare o confutare la sussistenza della particolare tenuità (documentazione sul valore del bene, risultanze contrattuali, certificato penale, prova della durata dell'appropriazione).
  • I giudici di merito devono sempre esplicitare il criterio di valutazione adottato quando applicano misure o cause estintive/di non punibilità che si fondano su valutazioni di minimo disvalore sociale o patrimoniale.

Testo integrale

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