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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5636/2024 del 08/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorsi in Cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Roma del 06/02/2023. Le Parti civili impugnavano l'assoluzione di Amanzi con la formula "perché il fatto non costituisce reato", sostenendo che la Corte territoriale avesse errato nell'escludere il dolo in capo all'imputata nonostante elementi probatori indicanti consapevolezza dell'illiceità dei bonifici. Morabito e Perticaroli impugnavano la conferma di condanna per peculato contestando: la qualificazione pubblicistica di Aci Global e Targasys (e quindi la qualifica di incaricato di pubblico servizio per Perticaroli), l'adeguata dimostrazione della conoscibilità da parte dell'extraneus Morabito di tale qualifica (quindi il dolo), la natura dovuta o meno dei pagamenti a titolo di onorari e profili di conteggio degli episodi e della prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso delle Parti civili infondato e lo ha respinto; ha invece accolto i ricorsi degli imputati Morabito e Perticaroli in relazione alla correctness della configurazione del delitto di peculato. Pur ritenuti provati i fatti materiali, la Corte ha ritenuto che le motivazioni di merito non dimostrino adeguatamente che i versamenti riguardassero somme di pertinenza dell'ente pubblico né che fosse sufficientemente dimostrata la qualifica pubblicistica del Perticaroli e la conoscibilità di tale qualifica da parte del Morabito. Per tali ragioni la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata quanto alle posizioni di Morabito e Perticaroli, rinviando per nuovo esame ad altra Sezione della Corte d'appello di Roma affinché verifichi specificamente se e in quale misura sussista la qualità di incaricato di pubblico servizio e la conoscibilità/inesigibilità dell'errore. Le Parti civili sono state condannate alle spese per il rigetto del loro ricorso.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. pen. (peculato)

    Il reato richiede che le somme oggetto di appropriazione siano di pertinenza di un ente pubblico o in disponibilità per ragione dell'ufficio/servizio; non è sufficiente la mera natura pubblicistica dell'ente, ma va valutata la concreta funzione svolta e la pertinenza del denaro all'ufficio

  • art. 358 cod. pen. (incaricato di pubblico servizio)

    La qualifica si determina in relazione alle funzioni effettivamente svolte; la Corte ha richiamato che la qualificazione dell'agente si valuta sulla base delle mansioni e della rilevanza pubblicistica dell'attività svolta

  • art. 357 cod. pen. (pubblico ufficiale)

    Richiamata nella distinzione tra pubblico ufficiale e incaricato di pubblico servizio; per il peculato può essere sufficiente la qualifica di incaricato di pubblico servizio qualora ricorrano i presupposti

  • art. 117 cod. pen. (estensione della responsabilità)

    L'estensione della responsabilità all'extraneus presuppone la conoscibilità della qualifica soggettiva dell'intraneus; non è ammissibile imputare dolo all'extraneus se non risultano elementi che dimostrino che questi poteva e doveva riconoscere la qualifica pubblicistica

  • art. 47 cod. pen. (errore sulla legge)

    Discussa la rilevanza dell'errore sulla natura pubblicistica dell'ente: la Corte ha ritenuto che la soluzione adottata in appello non sia convincente nel ritenere irrilevante tale errore, richiamando la necessità di un approfondimento sulla conoscibilità

  • art. 652 cod. proc. pen. e art. 576 cod. proc. pen.

    Riferite in relazione all'interesse della parte civile ad impugnare una sentenza assolutoria con la formula 'perché il fatto non costituisce reato': la Corte ritiene ammissibile tale ricorso seguendo un indirizzo giurisprudenziale che valorizza il diritto di impugnazione della parte civile

  • art. 533 cod. pen.

    Richiamato il principio che l'incertezza interpretativa su un elemento che amplifica il trattamento sanzionatorio deve avvantaggiare l'imputato

  • art. 3 d.lgs. n. 50/2016 (definizione organismo di diritto pubblico)

    La Corte civile nomofilattica ha indicato tre requisiti (personalità giuridica, influenza pubblica dominante, requisito teleologico) da valutare funzionalmente; la Cassazione ha richiamato questi criteri per dubitare della semplice applicazione automatica della qualifica pubblicistica ad Aci Global/Targasys

  • art. 620 lett. I) cod. proc. pen.

    Citato nelle conclusioni del PM in ordine alla rideterminazione della pena, ma non decisivo nella motivazione svolta dalla Corte di Cassazione

Massime di principio

  • Per il reato di peculato è necessario che il denaro appropriato sia di pertinenza o in disponibilità per ragione dell'ufficio/servizio: la mera partecipazione pubblica dell'ente non basta, occorre valutare le funzioni concrete e la pertinenza delle somme
  • La qualifica di 'incaricato di pubblico servizio' si determina in base alle funzioni effettivamente svolte e non soltanto dalla qualifica formale dell'ente; gli accertamenti devono essere concreti e motivati
  • Nel concorso di un extraneus al peculato la responsabilità a titolo di dolo richiede la conoscibilità, da parte dell'extraneus, della qualifica pubblicistica dell'intraneus; il dubbio non può essere trasformato automaticamente in dolo eventuale
  • Se la giurisprudenza su un elemento essenziale (es. natura pubblicistica di un soggetto) è stata incerta e risolta solo successivamente, l'incertezza opera a favore dell'imputato (in dubio pro reo) e richiede cautela nel ritenere la responsabilità penale
  • La parte civile può, secondo orientamento recente, impugnare l'assoluzione con la formula 'perché il fatto non costituisce reato', ma l'accoglimento dipende dalla consistenza delle ragioni di diritto e di fatto che dimostrino l'errore della motivazione assolutoria
  • In presenza di questioni complesse e soggette a mutamenti giurisprudenziali, la Corte di legittimità può annullare e rinviare per consentire al giudice di merito un nuovo esame specifico sulle qualificazioni giuridiche e sulla conoscibilità degli elementi soggettivi

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