Cassazione Civile, Ordinanza n. 09433/2024 del 09/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (contribuente)
La controversia
A seguito di indagini bancarie e finanziarie, nei confronti di un commercialista veniva emesso avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2006, con ripresa a tassazione di movimentazioni bancarie ritenute non giustificate per euro 4.443.621,46 e irrogazione di sanzioni. In primo grado il ricorso era accolto solo in parte; in appello la CTR riduceva alcuni imponibili e confermava in parte le riprese, respingendo l'appello incidentale dell'Ufficio. Il contribuente ricorreva per cassazione con quattro motivi: 1) mancata corretta applicazione della sopravvenuta giurisprudenza costituzionale che aveva escluso la rilevanza dei prelevamenti per i professionisti, poiché la CTR avrebbe continuato a valorizzare anche prelevamenti; 2) violazione dell'art. 32 d.P.R. n. 600/1973 e dell'art. 51 d.P.R. n. 633/1972, per contrasto interno della sentenza e per asserita inversione dell'onere della prova, oltre che per mancata considerazione di operazioni che sarebbero state unitarie e documentate; 3) omesso esame di fatti decisivi, per non avere la CTR considerato le giustificazioni fornite per le singole operazioni e per avere indebitamente preteso di sapere dove fossero stati investiti i maggiori redditi; 4) omessa pronuncia sulle doglianze relative alle sanzioni, in particolare sugli aumenti del 5% e del 30%. L'Agenzia resisteva e proponeva ricorso incidentale, lamentando omessa pronuncia sui punti 11 e 12 del proprio appello incidentale.
La decisione
La Corte ha ritenuto inammissibile la seconda parte del secondo motivo, inammissibili il terzo e il quarto motivo, e fondati solo in parte il primo motivo e la prima parte del secondo motivo, limitatamente ai punti 3 e 7 dell'accertamento. Ha inoltre accolto il ricorso incidentale dell'Agenzia per omessa pronuncia sui punti 11 e 12. Ne è seguita la cassazione con rinvio della sentenza impugnata, anche per un nuovo esame dell'eventuale rideterminazione della sanzione-base, ferma la conferma degli aumenti percentuali indicati, e per la regolazione delle spese di tutti i gradi, compreso il giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 32 d.P.R. n. 600/1973
La presunzione derivante dalle movimentazioni bancarie opera per le poste prive di giustificazione; nel caso del professionista, dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 228/2014, non possono essere valorizzati i soli prelevamenti come compensi non dichiarati. Le giustificazioni documentali offerte dal contribuente devono essere valutate nei limiti della motivazione della sentenza di merito.
art. 51 d.P.R. n. 633/1972
Richiamato in parallelo all'art. 32 d.P.R. n. 600/1973 quale base delle presunzioni sulle movimentazioni bancarie ai fini IVA.
C. Cost. n. 228 del 2014
È richiamata come sopravvenienza decisiva che esclude, per i lavoratori autonomi/professionisti, la presunzione di ricavi/compensi fondata sui prelevamenti bancari; la CTR deve coerentemente applicarla alle riprese ancora basate su prelevamenti.
art. 112 c.p.c.
L'omessa pronuncia su capi o motivi specificamente devoluti integra violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato e comporta cassazione.
art. 360 c.p.c.
Viene evocato quale parametro dei motivi di ricorso, ma la Corte qualifica alcune doglianze come inammissibili perché in realtà miravano a una rivalutazione del merito o non rispettavano il paradigma del vizio motivazionale.
Massime di principio
- Nell'accertamento bancario nei confronti del professionista, dopo l'intervento della Corte costituzionale, i soli prelevamenti non possono essere automaticamente imputati a compensi non dichiarati; occorre distinguere in modo chiaro tra prelevamenti e versamenti e la motivazione deve essere coerente con tale distinzione.
- La censura in cassazione che, sotto la veste della violazione di legge, mira in realtà a una rivalutazione del merito o non si confronta con la motivazione della sentenza impugnata è inammissibile, specie se priva di specifica localizzazione e indicazione autosufficiente degli atti e documenti richiamati.
- La presunzione bancaria opera sulle movimentazioni prive di giustificazione; il successivo impiego o investimento delle somme, se eventuale, non incide sulla legittimità della ripresa e non sposta sull'Ufficio l'onere di provare tale destinazione.
- L'omessa pronuncia su uno specifico capo dell'appello o del ricorso incidentale integra violazione dell'art. 112 c.p.c. e impone la cassazione con rinvio per nuovo esame di quel punto.
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