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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22162/2025 del 31/07/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (fallimento)

La controversia

La controversia nasce dalla dichiarazione di fallimento di una asserita supersocietà di fatto tra due società di capitali e due persone fisiche, poi in parte revocata in appello con esclusione della qualità di soci di fatto delle persone fisiche. Il primo giudice aveva valorizzato, per ritenere esistente la società di fatto e la partecipazione dei coniugi, l’apporto gratuito e per lungo tempo di beni immateriali e strumenti indispensabili all’attività d’impresa, nonché l’assenza di percezione dei relativi corrispettivi, come indice di finanziamento indiretto e di affectio societatis. La Corte d’appello ha ritenuto invece insufficiente tale quadro a provare l’affectio societatis, reputando l’apporto occasionale e non sistematico. I ricorrenti hanno denunciato: 1) violazione delle norme sulla società, sulla prova per presunzioni e sul fallimento in estensione, sostenendo che l’apporto gratuito dei beni immateriali per oltre dieci anni fosse indizio grave, preciso e concordante della partecipazione sociale; 2) vizio di motivazione apparente e contraddittoria, perché la Corte avrebbe definito "occasionale" un sostegno continuativo durato dodici anni e avrebbe usato argomentazioni inconciliabili; 3) violazione degli artt. 2727 e 2729 c.c. per mancata considerazione di ulteriori circostanze, tra cui l’ideazione del disegno imprenditoriale unitario e la concessione in comodato di un terreno per il deposito dei rifiuti industriali, elementi che avrebbero dovuto rafforzare la prova presuntiva della partecipazione alla supersocietà di fatto.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto tutti i motivi, rilevando che la sentenza impugnata era viziata sia sotto il profilo motivazionale sia sotto quello della corretta applicazione delle presunzioni semplici. Ha ritenuto illogica e incomprensibile la qualificazione come "occasionale" di un apporto gratuito di beni immateriali indispensabili e protratto per dodici anni, e ha osservato che tale apporto, unitamente agli altri elementi allegati, poteva costituire indice presuntivo significativo dell’affectio societatis. La sentenza d’appello è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d’appello di Roma in diversa composizione, perché riesamini la vicenda alla luce dei principi richiamati.

Norme richiamate

  • art. 147 l. fall.

    disciplina il fallimento in estensione dei soci illimitatamente responsabili e viene richiamato come base del ragionamento sulla responsabilità e sul fallimento conseguente alla società di fatto.

  • art. 2247 c.c.

    richiamato per definire il contratto di società e i requisiti dell’esercizio in comune di un’attività economica.

  • art. 2253 c.c.

    richiamato nel quadro delle norme sulla partecipazione dei soci al rapporto sociale.

  • art. 2267 c.c.

    richiamato con riferimento alla responsabilità dei soci nelle società di persone.

  • art. 2697 c.c.

    richiamato per il riparto dell’onere della prova in tema di esistenza della società di fatto e dei relativi presupposti.

  • art. 2727 c.c.

    richiamato in tema di presunzioni semplici, la cui corretta applicazione impone la valutazione complessiva degli indizi.

  • art. 2729 c.c.

    la Corte afferma che il rifiuto di sussumere i fatti sotto una presunzione applicabile integra falsa applicazione della norma; le presunzioni devono essere gravi, precise e concordanti.

  • art. 112 c.p.c.

    richiamato tra le norme che si assumono violate nel primo motivo, ma non costituisce la ratio decisiva.

  • art. 115 c.p.c.

    richiamato tra le norme processuali dedotte in ricorso in relazione alla valutazione della prova.

  • art. 132, comma 1, n. 4, c.p.c.

    richiamato per il vizio di motivazione apparente e perplessità della decisione impugnata.

  • art. 118, comma 1, disp. att. c.p.c.

    richiamato quale parametro del dovere di motivazione della sentenza.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    richiamato come parametro dei motivi di ricorso per violazione di legge.

  • art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    richiamato come parametro del motivo relativo al vizio motivazionale costituzionalmente rilevante.

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    richiamato per il sindacato sul mancato esame di fatti decisivi e sul minimo costituzionale della motivazione.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    richiamato per il deposito delle memorie nella fase di consiglio.

Massime di principio

  • La supersocietà di fatto può essere accertata anche tra società di capitali e persone fisiche, purché sia rigorosamente dimostrato un comune intento sociale e un esercizio in comune dell’attività economica con esternazione del vincolo verso i terzi.
  • L’affectio societatis può essere provata anche per presunzioni semplici, ma gli indizi devono essere valutati complessivamente e non atomisticamente; il giudice deve verificare gravità, precisione e concordanza degli elementi indiziari.
  • Un apporto gratuito e protratto nel tempo di beni o utilità indispensabili all’impresa può costituire indice significativo di finanziamento indiretto e quindi di partecipazione sociale, se inserito in un quadro complessivo compatibile con la collaborazione al perseguimento degli scopi sociali.
  • È viziata la motivazione che qualifichi come occasionale o esaurito in un unico atto un sostegno all’attività d’impresa che, secondo gli accertamenti di fatto, sia invece continuativo e duraturo per un lungo periodo.
  • Il rifiuto espresso di attribuire rilevanza presuntiva a fatti che, secondo gli accertamenti del giudice di merito, integrano i requisiti della presunzione può integrare falsa applicazione degli artt. 2727 e 2729 c.c. piuttosto che un mero difetto di sufficienza motivazionale.

Come è indicizzato

MaterieLiquidazione giudiziale
RamiFallimentare / Crisi d'impresa
IstitutiOnere della provaNullitàNesso di causalità

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