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Cassazione Penale, Ordinanza n. 02771/2026 del 23/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La decisione di merito di appello, che aveva confermato la responsabilità per bancarotta semplice documentale, è quindi rimasta ferma.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna emessa in primo grado, dopo riqualificazione del fatto da bancarotta fraudolenta documentale a bancarotta semplice documentale. Con il primo motivo ha dedotto violazione di legge per la mancata declaratoria di prescrizione del reato, sostenendo che il termine fosse decorso. La Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato: la prescrizione decorreva dalla dichiarazione di fallimento del 30 giugno 2018, il termine ordinario era di sei anni e quello massimo di sette anni e sei mesi, con scadenza più prossima al 30 dicembre 2025, quindi non ancora maturata neppure in appello; inoltre ha considerato applicabile la sospensione del corso della prescrizione prevista dalla disciplina introdotta dalla legge cd. Orlando per i reati commessi nel periodo di vigenza indicato, richiamando la giurisprudenza di Sezioni Unite.

Norme richiamate

  • art. 157 c.p.

    indicato come base per il calcolo del termine ordinario di prescrizione, pari a sei anni.

  • art. 161 c.p.

    richiamato per il calcolo del termine massimo di prescrizione, pari a sette anni e sei mesi.

  • art. 159 c.p.

    richiamato per la disciplina della sospensione del corso della prescrizione, applicabile ai reati commessi nel periodo di vigenza della legge cd. Orlando.

  • art. 1 legge 23 giugno 2017, n. 103

    richiamato come testo che aveva introdotto la disciplina della sospensione della prescrizione poi applicabile al caso.

  • legge 9 gennaio 2019, n. 3

    richiamata per escludere che abbia avuto effetti retroattivi di abrogazione della disciplina precedente.

  • legge 27 novembre 2021, n. 134

    richiamata per escludere che abbia avuto effetti retroattivi di abrogazione della disciplina precedente e per indicare la disciplina applicabile ai reati commessi dall'1 gennaio 2020.

Massime di principio

  • Nel valutare la prescrizione occorre individuare correttamente il dies a quo del termine, che nei reati concorsuali o fallimentari può coincidere con la dichiarazione di fallimento quando il fatto si collega a tale evento.
  • La verifica della prescrizione deve tenere conto non solo del termine ordinario, ma anche degli eventuali aumenti del termine massimo e delle cause di sospensione applicabili ratione temporis.
  • La disciplina della sospensione della prescrizione introdotta dalla legge cd. Orlando continua ad applicarsi ai reati commessi nel periodo di vigenza previsto, salvo diversa disciplina per i fatti commessi successivamente; le successive riforme non operano retroattivamente se non espressamente previsto.
  • Quando il motivo di ricorso sulla prescrizione è smentito dal calcolo dei termini e dalla disciplina applicabile, il ricorso può essere dichiarato inammissibile senza affrontare il merito della responsabilità.
  • In sede di legittimità, la manifesta infondatezza del motivo sulla prescrizione è sufficiente a sorreggere la declaratoria di inammissibilità del ricorso con le conseguenti statuizioni economiche.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaImpugnazioni
RamiReati fallimentariProcesso penale
SottomaterieBancarotta documentale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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