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Sentenza

Sentenza n. 1035/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202300619

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di rimozione e demolizione di opere edilizie abusive

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La proprietaria ha impugnato l'ordinanza comunale del 9 gennaio 2023, notificata il 10 gennaio 2023, con la quale il Comune aveva ordinato la rimozione e la demolizione di opere edilizie ritenute abusive, nonché gli atti presupposti, connessi e consequenziali, inclusa la relazione tecnica del responsabile dello Sportello Unico per l'Edilizia. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato di avere presentato un'istanza di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36 d.P.R. 380/2001 e, per tale ragione, di non avere più interesse alla decisione sull'impugnazione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il giudice ha ritenuto che la presentazione dell'istanza di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36 d.P.R. 380/2001 consumi l'interesse attuale e concreto alla decisione sull'impugnazione dell'ordine demolitorio, poiché l'interessata potrà impugnare l'eventuale diniego di sanatoria, mentre l'eventuale esito favorevole della sanatoria potrà determinare la cessazione dell'intera materia del contendere. Inoltre, la richiesta spontanea di sanatoria è stata ritenuta, in linea di principio, incompatibile con la contestazione della legittimità originaria delle opere, in applicazione del principio nemo potest venire contra factum proprium. Non sono state regolate le spese, poiché il Comune non si è costituito in giudizio.

Norme richiamate

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    istanza di accertamento di conformità

    La presentazione dell'istanza di accertamento di conformità è idonea a consumare l'interesse attuale e concreto alla decisione sull'impugnazione dei provvedimenti sanzionatori edilizi; l'eventuale diniego potrà essere autonomamente impugnato, mentre l'accoglimento potrà far cessare la materia del contendere.

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Richiamato quale fondamento processuale della definizione del giudizio per improcedibilità.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento tra le disposizioni processuali applicate.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza di smaltimento.

Massime di principio

  • La presentazione spontanea di un'istanza di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36 d.P.R. 380/2001 è idonea a far venir meno l'interesse attuale e concreto alla decisione sull'impugnazione dell'ordine di demolizione, rendendo il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Dopo la presentazione dell'istanza di sanatoria, l'interessato può contestare l'eventuale diniego di accertamento di conformità mediante autonoma impugnazione; l'eventuale accoglimento dell'istanza può invece determinare la cessazione della materia del contendere sull'impugnazione dell'ordine demolitorio.
  • La richiesta volontaria di sanatoria delle opere edilizie è, in linea di principio, incompatibile con la contestazione giudiziale della loro piena legittimità originaria e preclude la prosecuzione delle censure fondate su tale assunto, in applicazione del principio nemo potest venire contra factum proprium.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimo affidamentoAbuso del diritto e del processo

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