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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21546/2024 del 30/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza di conferma della custodia cautelare in carcere, sostenendo due principali censure: (1) violazione del diritto di difesa per non avergli consentito di partecipare all'udienza di riesame, nonostante avesse richiesto la comparizione; (2) manifesta illogicità e insufficienza della motivazione circa le esigenze cautelari, con erronea applicazione degli artt. 274 e 275 c.p.p.: si contestava che il Tribunale avesse dedotto il pericolo di reiterazione soltanto dalla gravità della condotta senza valutare concretezza e attualità, che la misura carceraria fosse sproporzionata e che misure meno afflittive (arresti domiciliari con braccialetto elettronico) sarebbero state adeguate; inoltre si sosteneva che il vincolo di parentela con il cugino non potesse essere considerato indice di pericolosità

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto corretta l'interpretazione secondo cui, nel procedimento di riesame, la comparizione personale dell'indagato va espressamente richiesta con l'istanza di riesame (o, alternativamente, con istanza di differimento ai sensi dell'art. 309, comma 9-bis c.p.p.); nel caso di specie la richiesta di partecipazione era stata formulata tardivamente (solo al momento della notifica del decreto di fissazione dell'udienza). Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente motivato il pericolo di reiterazione sulla base della gravità indiziaria (acquisto e cessione di ingente quantitativo di cocaina, 3,5-4 kg), della professionalità dell'attività di traffico e dei rapporti con contesti criminali radicati (il cugino indicato come esponente apicale del clan), e che gli arresti domiciliari (anche con braccialetto elettronico) non fossero idonei a evitare la reiterazione, posto che l'indagato avrebbe potuto continuare a ricevere partite di droga presso il domicilio. Conseguenza: rigetto del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla partecipazione in concorso nel reato: norma sulla continuazione/concorsualità rilevante per la fattispecie contestata

  • art. 110 cod. pen.

    Norma sul concorso di persone nel reato, utilizzata per qualificare la pluralità degli indagati

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    Norma sostanziale sulla droga (illecito di traffico e detenzione ai fini di spaccio), costituente il capo di imputazione per l'ingente quantitativo di cocaina

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Disciplina il pericolo di reiterazione; la Corte ha accettato che il giudice del riesame possa desumerlo da gravità indiziaria, professionalità nell'attività delittuosa e legami con organizzazioni criminali, purché sussista attualità e concretezza

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Principio di adeguatezza delle misure cautelari; applicato dal Tribunale nel valutare che, nonostante il principio, le misure meno afflittive non sarebbero idonee a prevenire la reiterazione

  • art. 309, comma 9-bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata circa la possibilità di chiedere la differenza dell'udienza o di essere sentiti su specifici temi; la Corte ha ritenuto che la richiesta di comparizione dovesse essere formulata tempestivamente con l'istanza di riesame

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U., n. 11803 del 27/02/2020)

    Precedente utilizzato per confermare il principio che la persona detenuta può ottenere di comparire all'udienza di riesame solo se la relativa richiesta sia stata tempestivamente esercitata con l'istanza di riesame

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 6, n. 1084 del 12/11/2015, dep. 2016)

    Precedente richiamato sul punto che il 'braccialetto elettronico' è modalità di esecuzione degli arresti domiciliari e non un nuovo tipo di misura; se il giudice ritiene necessaria la custodia cautelare in carcere per pericolosità, non è tenuto a motivare l'inidoneità degli arresti domiciliari con braccialetto

Massime di principio

  • Per chiedere di comparire all'udienza di riesame è necessario formulare la richiesta tempestivamente nell'istanza di riesame; richieste tardive possono essere ritenute inammissibili
  • Il pericolo di reiterazione può essere desunto, oltre che da precedenti comportamenti, dalla gravità indiziaria dell'operazione (es. ingente quantitativo di stupefacente) e dai legami con organizzazioni criminali; tali elementi possono giustificare la custodia cautelare se valutati come attuali e concreti
  • La scelta tra carcere e misure meno afflittive richiede motivazione capace di dimostrare che le misure alternative siano effettivamente idonee ad impedire la reiterazione; il semplice richiamo alla natura extrema ratio della custodia non è sufficiente senza valutazione comparativa
  • Il braccialetto elettronico è considerato una modalità di esecuzione degli arresti domiciliari e non costituisce automaticamente una garanzia idonea quando il giudice ritenga che la pericolosità e le peculiarità del fatto rendano necessaria la custodia in carcere
  • Il vincolo di parentela non è di per sé indice di pericolosità, ma può assumere rilevanza quando il parente sia parte integrante ed esponente di vertice di un contesto criminale e vi siano elementi concreti di collaborazione o dipendenza criminale
  • In situazioni analoghe, la difesa deve proporre e documentare concrete misure alternative e argomentare perché siano efficaci (es. controlli, divieti specifici, elementi di ancoraggio sociale) per contrastare le argomentazioni sulla reiterazione

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