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Sentenza

Sentenza n. 327/2026 - Palermo, Sezione 5

per la dichiarazione di illegittimità del silenzio illegittimamente serbato all’istanza presentata dai ricorrenti in data 29 ottobre 2024 volta a denunciare l’illegittima occupazione di fondo sito in Comune di Gela, con richiesta di restituzione dei beni e rimessione in pristino dello stato dei luoghi o di emissione di un provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis dpr 327/2001, nonché per l’accertamento dell’obbligo di provvedere in relazione alla medesima istanza.

Giustizia amministrativa202500110

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. VSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sull’istanza di restituzione e rimessione in pristino dei terreni occupati sine titulo, ovvero di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno dedotto che i loro terreni, occupati dal Comune di Gela dal 1986 per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e di un impianto di illuminazione pubblica, sarebbero stati irreversibilmente trasformati senza il perfezionamento di una valida procedura espropriativa e senza l’adozione di un decreto di esproprio. Con istanza del 29 ottobre 2024 hanno diffidato il Comune a determinarsi espressamente sulla sorte dei beni, chiedendo alternativamente la restituzione previa rimessione in pristino oppure l’adozione di un provvedimento di acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001, con corresponsione delle indennità previste. L’amministrazione è rimasta silente. I ricorrenti hanno quindi proposto azione ex artt. 31 e 117 c.p.a., chiedendo l’accertamento dell’obbligo di provvedere e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta. Nel giudizio hanno prodotto il titolo di proprietà, una perizia tecnica giurata e una comunicazione comunale del 1986 attestante l’occupazione; il Comune, nonostante gli incombenti istruttori e i rinvii concessi, non ha depositato chiarimenti né documentazione.

La decisione

Il TAR ha accolto l’azione avverso il silenzio, ritenendo dimostrati la proprietà dei terreni, l’occupazione per finalità pubbliche, l’assenza di un decreto di esproprio e il mancato riscontro comunale all’istanza. Ha affermato che, in presenza di un’occupazione sine titulo di un bene privato, il proprietario può sollecitare l’amministrazione a scegliere tra la restituzione del bene con rimessione in pristino e l’acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001; l’amministrazione, pur disponendo di discrezionalità quanto alla scelta, ha l’obbligo di concludere il procedimento e non può mantenere indefinitamente una situazione di inerzia. Il Comune è stato condannato ad adottare, con provvedimento consiliare, una determinazione esplicita e conclusiva entro novanta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. È stato nominato sin d’ora un commissario ad acta, attivabile dai ricorrenti in caso di persistente inerzia, con ulteriori novanta giorni per l’esercizio sostitutivo dei poteri. Il commissario potrà provvedere nel senso dell’acquisizione sanante o della restituzione del bene. Le spese di giudizio, liquidate in euro 1.500 oltre accessori, sono state poste a carico del Comune, cui è stata altresì imputata l’eventuale spesa del commissario.

Norme richiamate

  • artt. 31 e 117 c.p.a.

    Consentono al proprietario di agire contro il silenzio-inadempimento dell’amministrazione quando questa ometta di determinarsi su un’istanza relativa alla sorte di un bene privato occupato sine titulo; il giudice può dichiarare l’obbligo di provvedere e nominare il commissario ad acta.

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    Attribuisce all’amministrazione il potere discrezionale di procedere all’acquisizione sanante del bene occupato illegittimamente, ferma la necessità di esercitare tale potere o di disporre la restituzione del bene senza protrarsi indefinitamente nell’inerzia.

  • art. 42, comma 2, lett. l), d.lgs. 267/2000

    La decisione sull’acquisizione sanante di un immobile rientra nella competenza del Consiglio comunale, mentre ai dirigenti o responsabili dei servizi possono essere demandati soltanto compiti esecutivi delle determinazioni discrezionali consiliari.

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001 e sentenza Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria n. 3/2020

    il giudice amministrativo, in caso di inerzia dell’Amministrazione e di ricorso avverso il silenzio ex art. 117 c.p.a., può nominare già in sede di cognizione il commissario ad acta, che provvederà ad esercitare i poteri di cui all’art. 42-bis d.P.R. n. 327-2001 o nel senso della acquisizione o nel senso della restituzione del bene illegittimamente espropriato.

    Nel giudizio avverso il silenzio relativo a un’occupazione illegittima, il commissario ad acta può essere nominato già nella sentenza di cognizione e deve adottare, in via sostitutiva, la determinazione conclusiva prevista dall’art. 42-bis, scegliendo tra acquisizione sanante e restituzione.

Massime di principio

  • Quando un’amministrazione occupa e trasforma un bene privato per finalità pubbliche senza che la procedura espropriativa si concluda con un valido decreto di esproprio, il proprietario può intimarle di determinarsi sulla sorte del bene, chiedendo alternativamente la restituzione con rimessione in pristino o l’acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001.
  • Anche se l’art. 42-bis d.P.R. 327/2001 non prevede espressamente l’avvio del procedimento su istanza del privato, l’amministrazione ha l’obbligo di provvedere quando il proprietario la solleciti a scegliere tra acquisizione sanante e restituzione del bene illegittimamente occupato; il silenzio può essere impugnato ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a.
  • La discrezionalità dell’amministrazione riguarda la scelta tra acquisizione sanante e restituzione, ma non consente di mantenere indefinitamente l’inerzia, poiché la protrazione della situazione di occupazione sine titulo contrasta con l’obbligo di ripristinare una situazione di legalità.
  • Nel giudizio avverso il silenzio relativo all’occupazione illegittima, il giudice amministrativo può nominare già in sede di cognizione un commissario ad acta, incaricato di adottare in via sostitutiva la determinazione conclusiva nel senso dell’acquisizione sanante o della restituzione del bene.
  • Nei comuni, il provvedimento discrezionale di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 rientra nella competenza del Consiglio comunale; agli organi dirigenziali possono essere affidati soltanto gli adempimenti strettamente esecutivi della decisione consiliare.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteDecreto di esproprio e procedimentoGiudizio di ottemperanza
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneEffetto conformativo e riedizione del potereOttemperanza e commissario ad actaIncompetenza

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