Sentenza n. 3497/2026 - Milano, Sezione 4
per l'annullamento - della Deliberazione di C.c. n. 32 del 31 maggio 2022, con la quale il Consiglio comunale di Livigno ha controdedotto alle osservazioni ed ai pareri pervenuti ed approvato in via definitiva, ai sensi dell'art.13 della Legge Regione 12/2005 e ss.mm.ii., la Variante al Piano di Governo del Territorio (P.G.T.), come da avviso pubblicato sul B.U.R.L. Serie Avvisi e Concorsi n. 33 del 17/08/2022; - di ogni provvedimento presupposto, conseguente e/o comunque connesso, ivi comprese, ove occorrer possa, le Deliberazioni di C.c. n. 22 del 26/05/2021 e. n.2 del 25/02/2022, con le quali il Comune di Livigno ha adottato la predetta Variante al P.G.T.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: deliberazione consiliare di approvazione definitiva della variante al Piano di Governo del Territorio del Comune di Livigno, nonché gli atti presupposti di adozione
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato la deliberazione del Consiglio comunale di Livigno che, ai sensi dell'art. 13 della legge regionale Lombardia n. 12/2005, aveva controdedotto alle osservazioni e ai pareri pervenuti e approvato definitivamente una variante al Piano di Governo del Territorio, estendendo l'impugnazione agli atti presupposti, conseguenti e connessi. Nel corso del giudizio, con istanza del 16 aprile 2026, la ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione e chiesto la compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione ritualmente resa dalla ricorrente tramite il proprio difensore. Il Collegio ha richiamato il principio dispositivo del processo amministrativo, ritenendo che la parte possa disporre degli interessi sostanziali dei quali chiede tutela e che il giudice debba prendere atto della volontà di non ottenere più la decisione sulla domanda. Tale esito processuale deve essere dichiarato ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., anche qualora la controparte contesti la dichiarazione o le relative conseguenze processuali. Poiché il Comune ha aderito alla richiesta con istanza del 27 maggio 2026, le spese di giudizio sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 13 l.r. Lombardia n. 12/2005
La disposizione è indicata quale base normativa per l'approvazione della variante al Piano di Governo del Territorio; non costituisce la ragione della decisione processuale.
art. 34, comma 1, c.p.a.
È richiamato, insieme alle disposizioni sul principio dispositivo, quale fondamento della disponibilità della domanda e degli interessi sostanziali azionati nel processo amministrativo.
art. 40 c.p.a.
È richiamato quale disposizione riconducibile al principio dispositivo che governa il processo amministrativo.
art. 84 c.p.a.
È richiamato quale disposizione che conferma la rilevanza della disponibilità della parte nella conclusione del processo.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Impone di dichiarare l'improcedibilità della domanda quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, la sopravvenuta dichiarazione della parte, ritualmente resa tramite il difensore, di non avere più interesse alla tutela della posizione giuridica azionata determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- Il principio dispositivo governa il processo amministrativo dalla sua instaurazione alla sua conclusione; pertanto, il giudice deve prendere atto della volontà della parte di non conseguire più la decisione sulla domanda, anche se la controparte contesta tale manifestazione o le conseguenze processuali che ne derivano.
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