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Cassazione Penale, Ordinanza n. 20818/2025 del 04/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La pronuncia riguarda un ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. proposto nell'interesse di due condannati contro una precedente sentenza della Corte di cassazione che aveva rigettato i loro ricorsi avverso la condanna per tentato omicidio pluriaggravato, detenzione e porto di arma comune da sparo e resistenza a pubblico ufficiale. I ricorrenti lamentavano: un preteso contrasto di giudicati sulla attendibilità di un dichiarante; un errore percettivo per il mancato rilievo di tale contrasto; un ulteriore errore sul riconoscimento dell'aggravante del metodo mafioso ex art. 416-bis.1 c.p., assumendo che non fosse stata evocata alcuna forza intimidatrice e che la vittima non avesse provato timore; infine un errore percettivo sul riconoscimento dell'aggravante dei motivi abbietti, sostenendo che, esclusa la premeditazione, essa non fosse configurabile.

La decisione

La Corte dichiara i ricorsi inammissibili. Osserva che i vizi dedotti non integrano errore di fatto rilevante ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p., ma al più errori valutativi o di diritto, perché mirano a ottenere una rivalutazione di questioni già esaminate e respinte con ampia motivazione nella precedente decisione di legittimità. Ne conseguono la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il ricorso straordinario è ammesso solo per errore di fatto consistito in una svista o in un equivoco sugli atti interni al giudizio di legittimità, con percezione difforme della realtà effettiva; restano esclusi errori di motivazione, di valutazione delle prove e di diritto.

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    La parte ricorrente contestava il riconoscimento dell'aggravante del metodo mafioso; la Corte richiama la precedente motivazione di rigetto che aveva ritenuto sussistente tale aggravante.

  • art. 238-bis cod. proc. pen.

    Nel precedente giudizio di legittimità era stata affrontata la disciplina relativa all'utilizzabilità e al valore di giudicati/decisioni richiamate nella motivazione.

  • art. 210 cod. proc. pen.

    La Corte richiama la regola valutativa applicata nel precedente giudizio rispetto alle dichiarazioni del coimputato o del chiamato in procedimento connesso.

  • art. 131-bis cod. pen.

Massime di principio

  • L'errore di fatto deducibile con ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. deve consistere in una falsa percezione di atti o dati processuali interni al giudizio di legittimità, immediatamente rilevabile e decisiva; non è sufficiente una diversa lettura delle risultanze processuali.
  • Non sono deducibili con il ricorso straordinario i vizi di motivazione, le censure di merito sulla valutazione della prova e gli errori di diritto nella ricostruzione delle norme sostanziali o processuali.
  • Il rimedio straordinario non può essere utilizzato per ottenere una rivalutazione di questioni già esaminate e rigettate dalla Corte di cassazione con motivazione compiuta.
  • La contestazione di aggravanti o di attendibilità dichiarativa non integra errore di fatto quando investe l'apprezzamento giuridico-probatorio compiuto dalla Corte, e non una mera svista percettiva.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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