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Sentenza

Sentenza n. 5110/2026 - Roma, Sezione 4T

per l'annullamento - della determinazione direttoriale del 9 dicembre 2025, prot. 794229, pubblicata il 17 dicembre 2025, della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Direzione Giochi, nella parte in cui ha limitato l'applicazione dell'indennità provvisoria ai soli concessionari per la gestione del gioco del bingo che hanno promosso specifici ricorsi; - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ancorché non conosciuto; e per l’accertamento del diritto della società ricorrente a vedersi applicare, a far data dal 1° gennaio 2025, l’indennità mensile provvisoria di € 2.800,00, nonché per l’accertamento del conseguente diritto al credito maturato per le somme versate in eccedenza a partire dal mese di luglio 2016 (inizio del regime di proroga) e sino a tutto l’anno 2025.

Giustizia amministrativa202601960

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: determinazione direttoriale del 9 dicembre 2025 che limitava l'applicazione dell'indennità mensile provvisoria ridotta ai soli concessionari che avevano proposto specifici ricorsi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione concedente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società concessionaria ha impugnato la determinazione direttoriale con cui l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aveva rideterminato, in esecuzione di sentenze favorevoli a taluni concessionari, l'indennità mensile provvisoria dovuta per la gestione del gioco del bingo, fissandola in 2.800 euro e limitandone l'applicazione ai soli concessionari parti dei giudizi definiti dalle sentenze richiamate. La ricorrente ha chiesto l'annullamento dell'atto e l'accertamento del diritto all'applicazione dell'indennità a decorrere dal 1° gennaio 2025, nonché del credito relativo alle somme versate in eccedenza dal luglio 2016 alla fine del 2025. Dal testo non risultano specificamente articolati ulteriori vizi di legittimità.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Nel corso del giudizio l'Agenzia ha adottato una nuova determinazione direttoriale, prot. n. 135315 del 26 febbraio 2026, sostitutiva della precedente e recante l'estensione anche ai concessionari non parti dei giudizi precedenti dell'applicazione dell'importo ridotto di 2.800 euro mensili per il periodo 1° gennaio 2025–31 dicembre 2026. Secondo il TAR, il nuovo provvedimento ha modificato la situazione giuridica in senso tale da eliminare l'interesse alla rimozione dell'atto originariamente impugnato. Le spese di lite sono state compensate in ragione della natura e dell'esito della controversia.

Norme richiamate

  • art. 60, comma 1, c.p.a.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, considerata la completezza del contraddittorio e della documentazione.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Richiamato implicitamente dalla declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • Il ricorso contro un provvedimento diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nel corso del giudizio, un nuovo provvedimento sostitutivo modifica la situazione di diritto o di fatto in modo da eliminare l'utilità concreta derivante dall'annullamento dell'atto originariamente impugnato.
  • La sopravvenuta carenza di interesse può essere dichiarata anche quando il provvedimento successivo modifichi la situazione in senso favorevole o sfavorevole al ricorrente, purché venga meno l'interesse attuale alla rimozione dell'atto impugnato.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativoContributi e finanziamenti pubblici
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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