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Sentenza

Sentenza del 28/03/2019 n. 8623 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha contestato gli avvisi di accertamento e irrogazione delle sanzioni ICI per gli anni 2008 e 2009, sostenendo che i terreni non dovessero essere considerati edificabili poiché il Comune aveva impedito la realizzazione di costruzioni, determinando una sostanziale espropriazione. In subordine, ha chiesto la riduzione del valore venale utilizzato per calcolare l'imposta, ritenendo errata la stima comunale, fondata sull'immediata edificabilità delle aree e sul prezzo di acquisto.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso. Ha stabilito che, ai fini ICI, un'area è edificabile quando tale qualificazione risulta dal piano regolatore generale adottato dal Comune, anche se non ancora approvato dalla Regione o nonostante l'assenza di strumenti attuativi, essendo sufficiente una potenzialità edificatoria. Il diniego delle autorizzazioni edilizie non elimina automaticamente tale potenzialità, potendo gli atti illegittimi essere impugnati. La valutazione del valore venale effettuata dai giudici di merito è stata ritenuta adeguatamente motivata e non riesaminabile in cassazione. La società è stata condannata a pagare al Comune 5.000 euro per spese di lite, oltre accessori e spese generali, nonché l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2, comma 1, lett. b)

    Ai fini fiscali, è edificabile l'area utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali adottati dal Comune, indipendentemente dall'approvazione regionale e dall'adozione di strumenti attuativi.

    La nozione fiscale di area edificabile è ampia e si fonda sulla potenzialità edificatoria risultante dalla pianificazione comunale, non sulla concreta e immediata possibilità di costruire.

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 5

    La base imponibile ICI delle aree edificabili è determinata considerando il valore venale in comune commercio.

  • D.L. n. 203 del 2005, art. 11-quaterdecies, comma 16, convertito dalla L. n. 248 del 2005

    Ha fornito un'interpretazione autentica della disciplina ICI, confermando il rilievo della qualificazione urbanistica attribuita dal piano regolatore adottato.

  • D.L. n. 223 del 2006, art. 36, comma 2, convertito dalla L. n. 248 del 2006

    Ha ribadito che, ai fini fiscali, la qualificazione urbanistica dell'area adottata dal Comune è sufficiente per considerarla edificabile.

  • Art. 91 c.p.c.

    La parte soccombente deve rifondere le spese processuali alla parte vittoriosa.

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17

    In caso di rigetto integrale del ricorso, il ricorrente deve versare un ulteriore importo pari al contributo unificato dovuto per l'impugnazione.

Massime di principio

  • Ai fini dell'imposizione sugli immobili, un terreno può essere considerato edificabile già quando il piano urbanistico comunale lo qualifica come tale; non è necessario che l'edificazione sia immediatamente possibile o che siano già approvati gli strumenti attuativi.
  • Il diniego di un permesso o di altre autorizzazioni edilizie non esclude automaticamente l'edificabilità fiscale dell'area. Se il diniego è ritenuto illegittimo, deve essere contestato con gli strumenti amministrativi o giudiziari appropriati.
  • La base imponibile deve riflettere il valore venale dell'area, tenendo conto della sua potenzialità edificatoria e delle concrete condizioni del bene. Una stima comunale può essere confermata anche dal prezzo di acquisto, se ritenuto coerente dal giudice.
  • In cassazione non è normalmente possibile ottenere una nuova valutazione delle prove o della stima economica effettuata dai giudici di merito, salvo vizi giuridici o motivazionali rilevanti.
  • Chi contesta la qualificazione edificatoria o il valore imponibile deve fornire elementi concreti e tempestivi che dimostrino l'assenza di potenzialità edificatoria o un valore venale significativamente inferiore.

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