Sentenza n. 209/2026 - Catania, Sezione 2
per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Catania - Sezione Lavoro n. 2768/2023, emessa in data 20 giugno 2023, passata in giudicato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Catania, Sezione Lavoro, n. 2768/2023, avente a oggetto il pagamento di € 769,53 oltre accessori
Esito
Favorevole al ricorrente (docente creditrice)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza esecutiva e passata in giudicato del Tribunale di Catania, Sezione Lavoro, che aveva condannato il Ministero al pagamento di € 769,53, oltre accessori di legge, a titolo di Retribuzione Professionale Docenti per il servizio prestato nell'anno scolastico 2018/2019. La sentenza era stata notificata in forma esecutiva al Ministero il 29 marzo 2024. La ricorrente ha dedotto l'inadempimento dell'Amministrazione nonostante il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996 e ha chiesto l'ordine di esecuzione, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia e la condanna alle spese. Il Ministero si è costituito formalmente senza dimostrare l'avvenuto pagamento né indicare ragioni ostative all'esecuzione.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo provata l'esistenza di un titolo giudiziale esecutivo e passato in giudicato e rilevando che, alla data di notificazione del ricorso, era ampiamente decorso il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione in forma esecutiva della sentenza. L'Amministrazione non ha fornito prova dell'adempimento e la sua inerzia ha reso necessario l'intervento del giudice dell'ottemperanza. Il Ministero è stato ordinato a dare piena e integrale esecuzione al giudicato, effettuando il pagamento entro 90 giorni dalla comunicazione della sentenza o dalla sua notificazione, se anteriore. È stato nominato, per l'eventuale ulteriore inerzia, il responsabile della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, con facoltà di delega, quale commissario ad acta, incaricato di provvedere nei successivi 90 giorni. Il Ministero è stato inoltre condannato alla rifusione di € 500,00 per spese di lite, oltre accessori se dovuti, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669
termine di centoventi giorni
Il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo deve decorrere prima di intraprendere azioni esecutive per il pagamento di somme di denaro nei confronti delle pubbliche amministrazioni; decorso tale termine senza adempimento, è possibile promuovere il giudizio di ottemperanza.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è esperibile per dare attuazione a una pronuncia giurisdizionale esecutiva o passata in giudicato rimasta ineseguita dall'amministrazione obbligata.
- Per l'esecuzione di una condanna pecuniaria nei confronti di una pubblica amministrazione, il ricorso è proponibile una volta decorso il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo in forma esecutiva, ai sensi dell'art. 14 del d.l. n. 669/1996.
- Nel giudizio di ottemperanza, l'amministrazione che si costituisca senza provare l'adempimento né allegare ragioni ostative non supera la contestazione di inerzia, sicché il giudice può ordinare l'esecuzione del giudicato entro un termine e nominare preventivamente un commissario ad acta per il caso di ulteriore inadempimento.
- La nomina del commissario ad acta può essere disposta contestualmente all'ordine di ottemperanza, con efficacia subordinata all'inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione per adempiere.
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