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Ordinanza

Ordinanza n. 2699/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202603772

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Emilia-Romagna che aveva deciso sul diniego di rinnovo del permesso di soggiorno

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione dell'interno)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'appellante ha impugnato la sentenza del TAR Emilia-Romagna, resa ai sensi dell'art. 60 c.p.a., concernente il provvedimento di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno. Il testo dell'ordinanza cautelare non espone analiticamente i singoli motivi d'appello, limitandosi a rilevare che essi dovranno essere compiutamente esaminati nella fase di merito. In sede cautelare, l'appellante ha chiesto la sospensione degli effetti della sentenza impugnata. Rilevano inoltre la condanna dell'appellante per reati di molestie e percosse, il cui giudizio di appello era ancora pendente, nonché la necessità di assistenza della madre dell'appellante.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto la domanda cautelare di sospensione degli effetti della sentenza impugnata. Quanto al fumus boni iuris, ha ritenuto, nell'ambito della cognizione sommaria propria della fase cautelare, che i motivi d'appello non presentassero prima facie profili di evidente fondatezza, riservandone l'esame compiuto alla sede di merito. Quanto al periculum in mora, nella comparazione degli interessi ha attribuito prevalenza all'interesse dell'Amministrazione a evitare rischi per la sicurezza pubblica, anche considerando che il fratello dell'appellante poteva assistere la madre bisognosa di cure. La valutazione è stata formulata fatto salvo l'esito del giudizio di appello contro la sentenza di condanna per molestie e percosse. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    La sentenza di primo grado era stata pronunciata in forma semplificata ai sensi della disposizione.

  • art. 98 c.p.a.

    Costituisce la base normativa della domanda cautelare proposta in appello.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi dell'appellante.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare d'appello, la verifica del fumus boni iuris ha natura sommaria: la domanda può essere respinta quando i motivi d'appello non presentino, prima facie, evidenti profili di fondatezza, anche se il loro esame compiuto è riservato alla fase di merito.
  • Nella comparazione cautelare degli interessi, l'interesse dell'Amministrazione a prevenire rischi per la sicurezza pubblica può prevalere sull'interesse individuale alla sospensione degli effetti del diniego di rinnovo del permesso di soggiorno.
  • L'esigenza di assistenza di un familiare bisognoso di cure non impone, in sede cautelare, la sospensione del diniego del permesso di soggiorno quando l'assistenza possa essere assicurata da altro familiare.
  • La valutazione cautelare può tenere conto di una condanna penale rilevante per la sicurezza pubblica, pur dando atto che l'esito del relativo giudizio d'appello è ancora pendente.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penaliLegami familiari e radicamento
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblicoDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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