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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13284/2025 del 07/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che rigettava l'incidente di esecuzione contro l'ordine di demolizione del suo immobile-abitazione. Primo motivo: violazione dei diritti fondamentali (artt. 32 e 47 Cost., art. 8 CEDU) per violazione del diritto all'abitazione e della vita privata/familiare; il ricorrente chiedeva il contemperamento tra principio di legalità e tutela dei diritti fondamentali, con valutazione della proporzionalità tenendo conto di età (circa 91 anni), grave invalidità e condizioni economiche di indigenza, nonché del fatto che l'immobile era la sua unica residenza. Richiamava giurisprudenza di questa Corte che avrebbe annullato provvedimenti analoghi. Secondo motivo: violazione dell'art. 125, comma 3, c.p.p. per omessa risposta del giudice dell'esecuzione agli specifici rilievi contenuti nella memoria depositata in sede di incidente di esecuzione.

La decisione

Il ricorso per cassazione è dichiarato inammissibile e respinto. La Corte ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo: pur riconoscendo la rilevanza del diritto all'abitazione e l'applicabilità del principio di proporzionalità (art. 8 CEDU), ha ritenuto che il ricorrente avesse avuto tempo sufficiente (sospensione precedente di circa due anni) per regolarizzare la posizione o trovare soluzioni alternative e che la sua inerzia e la consapevolezza dell'illegalità dell'edificazione precludessero la tutela invocata. Il secondo motivo è stato ritenuto inammissibile perché, anche se il giudice non ha risposto puntualmente ad alcuni rilievi, la mancata valutazione non ha inciso sulla legittimità del provvedimento essendo le doglianze manifestamente infondate. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • Costituzione - art. 2

    Richiamato come fondamento costituzionale della tutela dei diritti della persona e riferimento per la qualificazione del diritto all'abitazione come diritto sociale funzionale alla dignità umana.

  • Costituzione - art. 3, comma 2

    Usato per giustificare l'intervento dello Stato per rimuovere gli ostacoli economici e sociali e come fondamento della protezione del diritto all'abitazione nell'ottica dell'eguaglianza sostanziale.

  • Costituzione - art. 32

    Richiamato dal ricorrente nell'ambito della tutela dei diritti fondamentali (salute); la Corte tuttavia incanala la protezione dell'abitazione nel quadro degli artt. 2 e 3 più che in art. 32.

  • Costituzione - art. 47

    Invocato dal ricorrente; la Corte non ha fondato la decisione su tale articolo ma ha osservato che il diritto all'abitazione si radica principalmente negli artt. 2 e 3 Cost.

  • Convenzione EDU - art. 8

    Interpretato dalla Corte come fonte del principio di proporzionalità nell'esecuzione degli ordini di demolizione quando l'immobile costituisce abitazione abituale: impone valutazione delle condizioni personali, dei tempi disponibili per regolarizzare la situazione e della consapevolezza dell'illegalità.

  • Protocollo n. 1 CEDU - art. 1

    Menzi ono come contrappeso (tutela della proprietà) ma la Corte precisa che l'art. 8 rileva quando è in gioco la vita privata e familiare, non solo la proprietà.

  • Codice di procedura penale - art. 125, comma 3

    Richiamato per la censura di mancata risposta del giudice dell'esecuzione alle questioni formulate: la Corte ha ritenuto che l'omesso esame non invalida il provvedimento quando il motivo è manifestamente infondato.

  • Codice di procedura penale - art. 611

    Richiamato in relazione al trattamento cartolare del ricorso per cassazione (esame senza udienza orale).

  • Disposizioni di attuazione cod. proc. pen. - art. 173

    Cita la norma procedurale relativa ai limiti di enunciazione dei motivi nel ricorso per cassazione; il ricorso è stato presentato nei limiti indicati.

Massime di principio

  • Il principio di proporzionalità ex art. 8 CEDU si applica quando l'ordine di demolizione riguarda l'abitazione abituale: il giudice dell'esecuzione deve valutare tempi disponibili per la regolarizzazione o per trovare soluzioni abitative alternative, le condizioni personali e familiari, e la consapevolezza dell'illegalità.
  • Le condizioni di età avanzata, povertà e salute precaria sono fattori rilevanti ma non automaticamente decisivi: se l'interessato ha avuto tempo utile e consapevolezza dell'illegalità, la tutela può essere limitata per evitare di incentivare comportamenti illeciti.
  • La parte che invoca la protezione proporzionale deve allegare elementi fattuali precisi e non riconducibili alla propria inerzia: l'onere probatorio ricade sul destinatario dell'ordine di demolizione.
  • La mancata risposta del giudice dell'esecuzione a rilievi difensivi non determinerà automaticamente l'annullamento se le questioni omesse sono manifestamente infondate.
  • Il giudice dell'esecuzione può sospendere l'esecuzione per un periodo determinato quando il bilanciamento dei diritti (tutela della persona vs. ordine pubblico/ambiente) lo giustifica; tuttavia l'inerzia prolungata del destinatario riduce la possibilità di ottenere ulteriori proroghe.

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