Cassazione Penale, Sentenza n. 50497/2023 del 19/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impagliazzo ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava il sequestro preventivo di automezzi, depositi e beni aziendali, deducendo la mancata assunzione di una prova decisiva: il consulente tecnico nominato dal P.M. non ha eseguito le analisi di laboratorio sui campioni (terreno), omissione che avrebbe impedito di dissipare ogni dubbio riguardo allo sversamento e all'inquinamento contestato (reato ai sensi dell'art. 452 quaterdecies c.p.). Ha chiesto che il Tribunale nominasse un perito per recuperare tale dato probatorio fondamentale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il motivo proposto fosse sostanzialmente di merito (richiesta di rivalutazione delle risultanze probatorie e rilievo sulla motivazione del Tribunale), censure non ammissibili in sede di legittimità nelle ordinanze di sequestro preventivo, dove il ricorso è consentito solo per violazione di legge o vizi motivazionali radicali. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa, oltre alla condanna per la sanzione pecuniaria prevista dall'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 452 quaterdecies c.p.
Norma penale richiamata quale titolo di indagine per fatti di inquinamento/gestione illecita correlata allo sversamento; nell'atto è indicata come reato per il quale il ricorrente è indagato.
art. 616 c.p.p.
Norma procedurale che disciplina le conseguenze per il ricorso inammissibile in Cassazione (condanna alle spese e possibile sanzione pecuniaria se non vi è assenza di colpa nella determinazione dell'inammissibilità).
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (principio sull'ammissibilità del ricorso in materia di sequestro preventivo)
"il ricorso per cassazione contro ordinanze emesse in materia di sequestro preventivo è ammesso solo per violazione di legge"
La Corte ricorda che in cassazione contro ordinanze cautelari non è consentita la riconsiderazione del merito o la nuova valutazione delle prove: sono ammissibili soltanto vizi di diritto o vizi motivazionali tanto gravi da rendere incomprensibile il ragionamento del giudice.
Corte Costituzionale, sent. n. 186 del 13.6.2000
Citata in relazione al principio secondo cui non si ravvisa l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità ai fini dell'applicazione della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 616 c.p.p.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione avverso ordinanze di sequestro preventivo è limitato a questioni di diritto e a vizi motivazionali gravi: non è lo strumento per chiedere la riconsiderazione delle prove o per ottenere una nuova valutazione dei fatti.
- Lamentare la mancata esecuzione di analisi tecniche da parte del consulente del P.M. costituisce, di regola, un rilievo di merito; va invece sollevato tempestivamente in sede di merito (GIP, Tribunale del Riesame) chiedendo l'integrazione probatoria o la nomina di un consulente di parte o d'ufficio, e documentando la rilevanza decisiva della prova mancata.
- Se si ritiene che vi sia un vizio procedurale o una violazione di legge (per esempio omissione totale della motivazione ovvero contraddittorietà insanabile), è necessario formulare il ricorso di cassazione centrando le doglianze su tali profili di diritto e dimostrare la radicalità del vizio argomentativo.
- Prima di portare la questione in Cassazione, è utile produrre richieste specifiche al giudice del riesame (es. istanza di nomina di consulente tecnico) e conservare eventuali atti che dimostrino l'impossibilità di acquisire determinate prove per negligenza dell'altra parte o per omissione del consulente.
- Nel caso di prove tecniche omissione da parte del consulente del P.M., considerare anche rimedi alternativi (istanza di accertamenti tecnici d'ufficio, opposizione a sequestro ove ammissibile, o impugnazioni nei termini previsti) piuttosto che puntare direttamente alla cassazione.
- In sede difensiva è importante distinguere tra profili di fatto (valutazione dell'indizio, necessità di ulteriori analisi) e profili di diritto (violazione di legge, carenza motivazionale): solo questi ultimi possono fondare un ricorso per cassazione efficace.
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