Cassazione Penale, Sentenza n. 43035/2022 del 11/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Milano che confermava la condanna per il delitto di evasione dagli arresti domiciliari. I motivi sono: 1) nullità della sentenza per omessa citazione dell'imputata al dibattimento d'appello, poiché il decreto di citazione è stato notificato presso lo studio del difensore nominato d'ufficio erroneamente indicato quale domiciliatario, non avendo quest'ultimo prestato il consenso alla domiciliazione; 2) vizio di motivazione sul trattamento sanzionatorio, per non aver inflitto la pena nel minimo edittale e per aver tenuto conto della recidiva.
La decisione
La Corte di legittimità accoglie il ricorso, rilevando la nullità assoluta e insanabile della notifica eseguita presso il difensore senza il suo consenso (art. 162, comma 4-bis e art. 171 lett. d) c.p.p.), e l'omessa adozione da parte della Corte territoriale delle misure necessarie per assicurare la partecipazione dell'imputata, nonostante fosse nota la sua detenzione per altra causa. Per tali ragioni la sentenza impugnata è annullata; gli atti sono trasmessi ad altra sezione della Corte d'appello per la rinnovazione del giudizio. La questione sul trattamento sanzionatorio è assorbita dalla nullità dell'instaurazione del contraddittorio.
Norme richiamate
art. 162, comma 4-bis, cod. proc. pen.
La domiciliazione presso il difensore richiede il consenso di quest'ultimo; in mancanza di assenso la notifica presso lo studio del difensore è inefficace
art. 171, lett. d), cod. proc. pen.
La notificazione invalida che impedisce la rituale vocatio in iudicium dell'imputato integra una nullità assoluta e insanabile
Sez. U, n. 7635 del 30/09/2021 (Costantino)
L'assenza dell'imputato può essere considerata rinuncia solo se non sussiste alcun impedimento; se l'imputato è limitato nella libertà personale il giudice ha l'obbligo di adottare d'ufficio misure (traduzione, collegamento audiovisivo, rinvio) per assicurare la partecipazione
Massime di principio
- La notifica presso il difensore d'ufficio non può essere considerata valida come domiciliatio se il difensore non ha espresso il consenso: in tal caso la notifica è nulla e comporta la nullità dell'intero giudizio relativo alla vocatio in iudicium
- Quando l'imputato è ristretto (carcere, arresti domiciliari per altra causa) e l'autorità giudicante è a conoscenza dell'impedimento, spetta al giudice provvedere d'ufficio per assicurare la partecipazione (ordinare la traduzione, predisporre collegamento audiovisivo o rinviare l'udienza)
- L'assenza dell'imputato non può essere automaticamente interpretata come rinuncia al diritto di partecipare se sussiste un impedimento; la responsabilità di accertare la volontà di rinuncia è del giudice procedente
- La nullità assoluta dell'instaurazione del contraddittorio investe tutte le statuizioni connesse, rendendo assorbite eventuali questioni successive (es. sul trattamento sanzionatorio)
- Se la notificazione è viziosa per motivo non sanabile, il rimedio è l'annullamento della sentenza e la rinnovazione del giudizio davanti alla Corte competente o a diversa sezione
- La differenza tra difensore di fiducia e difensore d'ufficio è rilevante: nel caso di difensore d'ufficio non può presumersi la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato tramite il difensore, quindi la domiciliazione richiede particolare attenzione
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