Cassazione Civile, Sentenza n. 19287/2026 del 11/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (beneficiaria)
La controversia
La lite riguarda una polizza unit linked stipulata nell'ambito di un rapporto di assicurazione sulla vita/investimento. La controversia ruota, da un lato, sulla validità del contratto, contestata dagli impugnanti in ragione dell'asserita assenza del rischio demografico; dall'altro, sulla corretta individuazione del soggetto beneficiario della prestazione per il caso di morte. Il ricorso incidentale censurava inoltre, ai sensi dell'art. 115 c.p.c., il riconoscimento della qualità di beneficiaria in capo a una persona indicata nel contratto come soggetto designato per la liquidazione della prestazione in corso di contratto, sostenendo che costei avesse diritto soltanto ai rendimenti annuali del fondo di investimento. La ricorrente principale articolava tre motivi, di cui il terzo è stato accolto, mentre i primi due sono stati rigettati; il ricorso principale degli eredi è rimasto assorbito e il loro ricorso incidentale condizionato è stato rigettato.
La decisione
La Corte ha rigettato il primo e il secondo motivo del ricorso della beneficiaria, ha accolto il terzo motivo del medesimo ricorso, dichiarando assorbiti gli ulteriori motivi, ha cassato la sentenza impugnata nei limiti del motivo accolto e ha rinviato alla Corte di appello di Ancona, in diversa composizione, per nuovo esame della controversia e per la regolazione delle spese. È stato dichiarato assorbito il ricorso principale degli eredi ed è stato rigettato il loro ricorso incidentale condizionato. È stata inoltre disposta la statuizione sul contributo unificato a carico dei ricorrenti incidentali ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002.
Norme richiamate
art. 1882 c.c.
Richiamato per distinguere l'assicurazione sulla vita tradizionale dalle polizze unit linked pure: in queste ultime l'assenza del rischio demografico non comporta nullità, ma rappresenta il tratto distintivo del modello negoziale.
art. 115 c.p.c.
La censura fondata su tale norma è stata dichiarata inammissibile perché, non riproducendo il documento contrattuale e chiedendo una nuova lettura del testo negoziale senza denunciare violazioni dei canoni ermeneutici, si risolveva in un apprezzamento di merito non consentito in cassazione.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
È stato applicato per dare atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato da parte dei ricorrenti incidentali, in presenza dei presupposti processuali.
art. 13, comma 1-bis, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
Richiamato come parametro del contributo unificato dovuto, cui si rapporta l'ulteriore importo previsto dal comma 1-quater.
Massime di principio
- Nelle polizze unit linked pure l'assenza del rischio demografico non determina nullità del contratto, poiché tale assenza costituisce invece elemento tipizzante della fattispecie e modalità di allocazione integrale del rischio di investimento sull'assicurato.
- Quando una censura investe l'interpretazione di un documento contrattuale, in cassazione è inammissibile se si limita a proporre una diversa lettura del testo senza denunciare specifiche violazioni delle regole legali di ermeneutica e senza riportare adeguatamente il contenuto del documento.
- La deduzione della qualità di beneficiario deve essere sorretta da puntuale autosufficienza del ricorso, mediante riproduzione degli stralci contrattuali rilevanti, non potendo la Corte procedere a un nuovo esame del merito documentale.
- La mera qualificazione come soggetto designato alla liquidazione in corso di contratto non consente, di per sé sola, di escludere o affermare la qualità di beneficiario per il caso morte, occorrendo accertare il significato complessivo del regolamento contrattuale.
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