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Sentenza

Sentenza del 29/07/2015 n. 16028 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, cassato senza rinvio la sentenza della CTR e deciso la causa nel merito, rigettando il ricorso introduttivo del contribuente. È stata quindi confermata la legittimità della revoca delle agevolazioni fiscali relative alle imposte di registro, ipotecaria e catastale. Le spese di tutti i gradi di giudizio sono state compensate tra le parti.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Sicilia per violazione e falsa applicazione della L. n. 168 del 1982, art. 5, della L. n. 457 del 1978, artt. 27 e 28, e della L. n. 1150 del 1942, artt. 16 e 17. La CTR aveva ritenuto sufficiente che l’immobile fosse situato in una zona di recupero, anche se il piano particolareggiato era scaduto, sostenendo che le relative prescrizioni urbanistiche conservassero efficacia oltre il termine decennale. L’Agenzia ha invece dedotto che, alla data della compravendita del 2006, il piano di recupero era scaduto e mancava quindi il requisito oggettivo necessario per beneficiare dell’imposta agevolata.

Norme richiamate

  • Legge 22 aprile 1982, n. 168, art. 5

    L’agevolazione è subordinata alla presenza dell’inserimento dell’immobile in un piano di recupero del patrimonio edilizio.

    Il beneficio fiscale richiede, al momento della registrazione dell’atto, la contemporanea presenza di un requisito oggettivo, cioè l’inserimento dell’immobile in un piano di recupero vigente, e di un requisito soggettivo, cioè che l’acquirente sia un soggetto che attua effettivamente gli interventi di recupero.

  • Legge 5 agosto 1978, n. 457, artt. 27 e 28

    Disciplina i piani di recupero del patrimonio edilizio, che possono essere di iniziativa pubblica o privata purché convenzionati. L’agevolazione fiscale è collegata alla concreta attuazione degli interventi previsti da tali piani.

  • Legge 17 agosto 1942, n. 1150, artt. 16 e 17

    I piani particolareggiati hanno durata decennale. Una volta scaduti, non possono fondare il riconoscimento dell’agevolazione per atti compiuti successivamente, anche se l’immobile si trova ancora nella zona originariamente interessata dal piano.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 3

    Consente di ricorrere per cassazione denunciando la violazione o falsa applicazione di norme di diritto.

  • Codice di procedura civile, art. 384

    Permette alla Corte di cassazione, quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, di decidere direttamente la causa nel merito dopo aver cassato la sentenza impugnata.

  • Cassazione civile, sez. V, sentenza n. 12515 del 22 maggio 2013

    L’agevolazione spetta solo quando, al momento della registrazione, l’immobile sia inserito in un piano di recupero vigente e l’acquirente attui gli interventi previsti.

    La scadenza del piano di recupero prima della compravendita esclude il requisito oggettivo e giustifica la revoca dell’agevolazione.

  • Cassazione civile, sez. V, sentenza n. 7046 del 26 marzo 2014

    Il beneficio può essere riconosciuto solo se la ristrutturazione è eseguita in attuazione del piano indicato nell’atto di trasferimento, non quando l’immobile sia restaurato o alienato dopo la scadenza del piano.

    Le norme agevolative sono di stretta interpretazione: non basta che l’immobile sia situato in una zona di recupero; occorre che il piano sia vigente e che l’intervento sia realizzato in sua attuazione.

Massime di principio

  • Per ottenere un’agevolazione fiscale collegata a un piano urbanistico, occorre verificare che il piano sia vigente alla data di registrazione dell’atto, non essendo sufficiente che l’immobile ricada nella zona originariamente interessata.
  • La scadenza decennale del piano di recupero comporta, per gli immobili non ancora oggetto di interventi attuativi, il venir meno del presupposto oggettivo dell’agevolazione.
  • Le agevolazioni fiscali sono soggette a interpretazione restrittiva: il contribuente deve dimostrare tutti i requisiti previsti dalla legge, sia quelli relativi all’immobile sia quelli relativi alla propria qualità e all’effettiva realizzazione degli interventi.
  • La successiva ristrutturazione dell’immobile non sana automaticamente la mancanza del requisito, se l’intervento è eseguito dopo la scadenza del piano o al di fuori della sua attuazione.
  • In situazioni analoghe è essenziale acquisire dal Comune la prova della vigenza del piano alla data dell’atto, della sua eventuale proroga o sostituzione e della concreta riconducibilità dell’intervento alle prescrizioni del piano.

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