Cassazione Penale, Sentenza n. 23221/2022 del 14/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Milano che aveva confermato la responsabilità per il reato di appropriazione indebita. Il ricorrente deduceva: 1) illegittima qualificazione della condotta perché avrebbe esercitato legittimamente il diritto di ritenzione sulla merce; 2) il credito vantato derivava da pregresse fatture verso il consorzio Italian Trucks e non dalla prestazione di trasporto relativa alla merce di UNIEURO, pertanto la ritenzione sarebbe stata comunque riferibile e legittima; 3) esistenza di un accordo transattivo tra Logo Transport (di Moramarco) e Italian Trucks del 23/03/2017 che avrebbe inciso sulla legittimità della sua pretesa; 4) contestata la consapevolezza del danno arrecato a S.G.M. Distribuzione s.r.l. - UNIEURO.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi: ha escluso che l'esercizio del diritto di ritenzione fosse legittimo nel caso concreto perché il credito invocato non era riferibile alla merce di UNIEURO (era relativo a pregresse fatture del consorzio Italian Trucks) e, inoltre, il credito risultava contestato e non esigibile al momento dell'esercizio della ritenzione, quindi non si poteva parlare di una ritenzione scriminante. La Corte ha inoltre escluso la configurabilità di un esercizio putativo del diritto (art. 59 c.p.) in capo al ricorrente, alla luce della sua posizione professionale e della diligenza richiesta. Il ricorrente viene condannato alle spese processuali e alla rifusione delle spese sostenute da UNIEURO, liquidate in complessivi euro 3.510,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 conv. in l. n. 176 del 2020
Richiamata solo nella parte procedurale per indicare la modalità di svolgimento del procedimento; non incide sulla decisione di merito.
art. 7-ter, comma 1, D.Lgs. n. 286 del 2005
"Il vettore di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b), il quale ha svolto un servizio di trasporto su incarico di altro vettore, a sua volta obbligato ad eseguire la prestazione in forza di contratto stipulato con precedente vettore o direttamente con il mittente, inteso come mandante effettivo della consegna, ha azione diretta per il pagamento del corrispettivo nei confronti di tutti coloro che hanno ordinato il trasporto, i quali sono obbligati in solido nei limiti delle sole prestazioni ricevute e della quota di corrispettivo pattuita, fatta salva l'azione di rivalsa di ciascuno nei confronti della propria controparte contrattuale. E' esclusa qualsiasi diversa pattuizione, che non sia basata su accordi volontari di settore."
Consente al subvettore di agire per il pagamento nei confronti di soggetti collegati fino al committente, ma circoscrive la solidarietà ai casi in cui il trasporto sia stato effettuato nell'interesse del committente; non legittima la ritenzione su beni di un terzo estraneo quando il credito non è riferibile ai trasporti cui si riferiscono quei beni.
artt. 2761 (comma quarto) e 2756 (comma terzo) cod. civ.
Norme civili che riconoscono il diritto di ritenzione del vettore sulle cose trasportate fino al pagamento del credito; la giurisprudenza civile precisa i limiti applicativi (collegamento tra causa del credito e cose, esercizio su pluralità di beni, ecc.), ma tale diritto opera solo quando il credito è certo, liquido ed esigibile.
art. 59 cod. pen.
Disciplina dell'esercizio putativo del diritto come causa di non punibilità; la Corte evidenzia che per chi esercita professionalmente l'attività di vettore è richiesto un grado di diligenza tale da escludere la buona fede invocata quando il credito è contestato o non esigibile.
Massime di principio
- Il diritto di ritenzione del vettore può scriminare dalla fattispecie di appropriazione indebita solo se il credito è effettivamente collegato alla merce trattenuta (stesso trasporto/causa) e risulta certo, liquido ed esigibile.
- La mera sproporzione tra il valore della merce trattenuta e l'importo del credito vantato non esclude automaticamente la legittimità della ritenzione, ma non è di per sé conclusiva: conta il nesso tra credito e beni e l'esigibilità del credito.
- Quando il credito è contestato, non scaduto o non esigibile, l'esercizio della ritenzione espone al rischio di configurazione del reato di appropriazione indebita.
- Il subvettore può agire per il pagamento verso soggetti a vario titolo collegati fino al committente (art. 7-ter D.Lgs. 286/2005), ma tale possibilità non autorizza la ritenzione su beni di terzi estranei al rapporto di trasporto che ha dato origine al credito.
- Per i professionisti del settore (vettori/subvettori) è richiesto un elevato grado di diligenza nella verifica della liquidità ed esigibilità del credito: la buona fede invocata per un esercizio putativo del diritto è valutata rigorosamente.
- Accordi transattivi tra debitore e creditore (pro bono pacis) non producono effetti nei confronti di terzi estranei al negozio e non sanano automaticamente una ritenzione illegittima nei confronti di una terza parte.
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